Ecco una satira pungente e ironica su Riccardo Magi e la sua “regola di dire sempre no”:
Riccardo Magi – La regola del “no” come stile di vita
C’è chi costruisce ponti, chi cerca compromessi, chi prova almeno a trovare un minimo comune denominatore.
E poi c’è Riccardo Magi, campione indiscusso della “regola del no”.
Un modo di fare così rigido da sembrare scolpito nel marmo, ma con la flessibilità di una lastra di granito.
La regola è semplice :
a ogni proposta, a ogni idea, a ogni possibilità, si risponde di no. Sempre.
È una filosofia, una religione laica del rifiuto.
Un “no” così categorico che sembra uscito da un manuale di “come sembrare coerenti senza fare nulla”.
Magi non dice “no” per ascoltare, valutare, o migliorare.
Magi dice “no” come se fosse un mantra, una posizione di principio da sbandierare in ogni dibattito, come fosse la ricetta segreta per l’efficacia politica.
Ma a cosa serve questa regola?
A non sporcarsi le mani con compromessi? A marcare un’identità chiara (ma con l’effetto opposto)? A rendere la politica un gioco da tavolo in cui si possono solo muovere pedine indietro?
Il risultato è che, mentre gli altri cercano vie di uscita e soluzioni, Magi sembra aver scelto la via del “no” come parcheggio politico.
Un posto comodo dove stare fermi, ben visibili, ma senza muovere nulla.

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