GEORGIA
Il termine “fantasma” si riferisce ai centri termali di Tskhaltubo in Georgia, un tempo un rinomato resort dell’élite sovietica.
Durante l’era sovietica, tra gli anni ’50 e ’90, Tskhaltubo era una meta ambita per le cure termali, frequentata anche da figure di rilievo come Stalin.
I sanatori offrivano trattamenti con acque termali ricche di minerali, considerate terapeutiche, e la località era molto popolare, con oltre 100.000 turisti negli anni ’70, collegata direttamente a Mosca da un treno low-cost.
Con la caduta dell’Unione Sovietica nel 1991, il complesso termale entrò in un declino rovinoso: i sanatori furono saccheggiati, spogliati e abbandonati, e molti edifici furono occupati da rifugiati georgiani provenienti dalla guerra in Abkhazia, che ancora oggi vivono in condizioni precarie in queste strutture fatiscenti.
L’afflusso turistico si è drasticamente ridotto, e solo un sanatorio, lo Spa Resort Tskaltubo, è stato rinnovato e rimane in attività.
Oggi, i centri termali sono per lo più abbandonati e visitati principalmente da appassionati di urbex (esplorazione urbana) e fotografi, attratti dall’atmosfera decadente fatta di saloni vuoti, scalinate coperte di vetri rotti e oggetti rimasti come testimonianze di un passato glorioso.
Alcuni investitori mostrano interesse per una possibile rivalutazione turistica, ma la situazione rimane complessa e incerta.
In sintesi, Tskhaltubo è passato da un prestigioso centro termale dell’élite sovietica a un luogo semi-abbandonato, simbolo di un’epoca finita e di una trasformazione sociale profonda, oggi meta di esploratori urbani e memoria storica.
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