E’ un genere di piante parassite della famiglia Rafflesiaceae, originarie delle foreste pluviali del Sud-est asiatico, in particolare Indonesia, Malaysia e Filippine.
Queste piante sono uniche perché non possiedono foglie, steli né radici visibili: vivono come endoparassiti all’interno dei tessuti della pianta ospite appartenente al genere Tetrastigma (una liana della famiglia delle vite).
L’unica parte visibile di Rafflesia è il suo fiore singolo, che può raggiungere dimensioni eccezionali.
Rafflesia arnoldii, ad esempio, è il fiore più grande del mondo, con un diametro fino a un metro e un peso di circa sette-dieci chilogrammi.
Il fiore ha un aspetto bruno-rossastro, con una superficie che ricorda la carne putrefatta, e un forte odore nauseabondo simile a quello della carne in decomposizione.
Questo odore serve ad attrarre mosche e altri insetti necrofagi, che svolgono il ruolo fondamentale di impollinatori.
I fiori di Rafflesia sono unisessuali: ciò significa che per l’impollinazione è necessario che fioriscano contemporaneamente un fiore maschile e uno femminile nelle vicinanze.
Il fiore emette calore in alcune specie per simulare la decomposizione, aumentando così l’attrattiva per gli insetti.
La pianta è chiamata anche “fiore cadavere” per via del suo odore e aspetto e rappresenta un esempio straordinario di pianta parassita che ha perso la fotosintesi, dipendendo interamente dal nutrimento fornito dall’ospite.
In sintesi, Rafflesia è una pianta parassita iconica per i suoi enormi fiori unici al mondo, il loro odore caratteristico e il modo particolare in cui si sviluppano all’interno della pianta ospite.
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