Si riferisce a un saggio scritto da Vladimir Lenin nel 1918, intitolato precisamente La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky.
In questo testo Lenin critica duramente Karl Kautsky, un intellettuale socialista moderato, accusandolo di aver tradito il marxismo e di rinnegare la rivoluzione proletaria.
Lenin risponde a un pamphlet di Kautsky in cui quest’ultimo metteva in dubbio la legittimità e la natura rivoluzionaria della dittatura del proletariato, proponendo un metodo più “democratico” e pacifico rispetto alla violenza rivoluzionaria sostenuta dai bolscevichi.
Lenin accusa Kautsky di falsificare la concezione marxista di democrazia, di evitare la reale natura della dittatura proletaria come violenza rivoluzionaria e di schierarsi con le posizioni della borghesia e della politica operaia liberale, rinnegando così la rivoluzione violenta necessaria secondo Lenin per il passaggio al socialismo.
Il saggio di Lenin è una risposta al rifiuto da parte di Kautsky della rivoluzione violenta e della dittatura proletaria come strumenti necessari nel contesto storico del capitalismo monopolistico e imperialista del primo Novecento
In sintesi
“il rinnegato Kautsky” è un epiteto con cui Lenin definisce Kautsky in quanto ex-marxista passato a posizioni ritenute revisioniste e concilianti con la borghesia, mentre Lenin difendeva il carattere rivoluzionario e violento della dittatura del proletariato come via al socialismo.
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