Piero Villani

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Bielorussia

è caratterizzata da una situazione politica dominata da Alexander Lukashenko

che ha ottenuto nel gennaio 2025 un settimo mandato presidenziale con l’86,8% dei voti in elezioni largamente contestate come una “auto-rielezione” e una farsa elettorale secondo le forze democratiche e l’opposizione.

Il paese mantiene una stretta alleanza con la Russia

entrata nell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), e con l’Iran, con cui ha firmato recentemente accordi strategici di difesa e commercio.

Sul piano militare

la Bielorussia ha partecipato a esercitazioni congiunte con la Russia denominate “Zapad-2025”, considerate molto aggressive da paesi vicini come la Polonia che ha reagito chiudendo i confini e mobilitando 40.000 soldati lungo la frontiera con Minsk.

Questa tensione militare è parte delle crescenti preoccupazioni per la sicurezza nell’area orientale della NATO, con una missione di rafforzamento della presenza militare sul fianco est.

Economicamente il PIL della Bielorussia

nel 2024 si attesta intorno ai 75,96 miliardi di dollari con una crescita del 3,2% nel primo trimestre 2025, ma il paese è sotto sanzioni economiche da parte dell’Unione europea e altri paesi occidentali, con limitazioni che hanno impatti significativi sulle attività economiche e commerciali bielorusse.

Il paese fa affidamento soprattutto su industrie boschive, alimentari e materiali da costruzione con risorse domestiche.

In sintesi

la Bielorussia oggi è un paese con un regime autoritario che prosegue nella sua alleanza con Mosca, coinvolto in tensioni militari regionali e sotto pressione economica internazionale, in un contesto di costante repressione interna e isolamento dall’Occidente.

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