Nei testi e nell’opera di Elio Vittorini, il poliedro può essere inteso come simbolo della complessità e della multifaccia della realtà, della storia e dell’identità umana.Sebbene non ci sia una dichiarazione esplicita e univoca sul poliedro come simbolo in senso stretto nelle sue opere, il concetto si può pertinemente collegare alla sua scrittura ricca di simbolismi e alla sovrapposizione di più livelli di realtà, storia e mito che emerge nei suoi romanzi.In particolare, Vittorini mescola il dato reale e sociale (come la miseria e le ingiustizie della Sicilia o della condizione umana in generale) con un livello più simbolico, mitico e universale.I personaggi e i luoghi nelle sue opere assumono così significati multipli e stratificati, proprio come le varie facce di un poliedro.Questa molteplicità riflette la complessità della condizione umana: realtà concreta, dimensione simbolica, impegno civile e tensioni liriche convivono, in un intreccio che non si riduce a una sola prospettiva.Un esempio emblematico è “Conversazione in Sicilia”, dove la realtà sociale diventa simbolo del “dolore del mondo offeso”, un concetto che racchiude la sofferenza universale di fronte all’ingiustizia e all’oppressione, e dove i personaggi sono portatori di significati profondi e archetipici, come l’arrotino e il sellaio, che simboleggiano la rivolta e la purezza originaria.Quindi, il significato simbolico del poliedro nell’opera di Vittorini si può intendere come la rappresentazione della realtà come struttura complessa e sfaccettata, in cui la dimensione storica e sociale si intreccia con quella mitica e simbolica, offrendo una visione plurale e non monocorde della condizione umana e del mondo.
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