Riso pilaf

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E’ un metodo di cottura del riso di origine indiana, diffusosi poi in Medio Oriente e altre aree, che consiste in una cottura per assorbimento del liquido (brodo o acqua) fino a completo assorbimento, ottenendo chicchi ben separati e non collosi.

Il riso più usato è il Basmati, un tipo dal chicco lungo e aromatico.

Prima della cottura il riso viene tostato in burro o olio con cipolla tritata e talvolta spezie come cannella, chiodi di garofano, zafferano o curcuma.

La cottura avviene coprendo il recipiente in modo ermetico e lasciando il riso cuocere senza mescolare fino a che il liquido è completamente assorbito, poi si fa riposare qualche minuto e si sgrana con una forchetta per separare i chicchi.

Preparazione classica del riso pilaf

• Si fa ammorbidire la cipolla in burro o olio senza farla brunire

• Si aggiunge il riso sciacquato e scolato, si tosta per 2-3 minuti

• Si versa il brodo caldo e si mescola solo una volta

• Si copre ermeticamente e si cuoce a fuoco basso per circa 10-15 minuti

• Si lascia riposare per qualche minuto prima di sgranare e servire

Spezie e varianti

Le spezie (cannella, cardamomo, zafferano, curcuma, chiodi di garofano) sono opzionali ma danno profumo e sapore al riso pilaf.

Può essere servito come contorno a carne, legumi, curry o anche da solo.

Origine e diffusione

Il metodo pilaf nacque in India, si diffuse nel periodo del califfato abbaside fino al Medio Oriente, alla Spagna e Asia centrale, influenzando anche piatti come il biryani e la paella spagnola.

Questa è la preparazione base e caratteristiche del riso pilaf da fonti aggiornate nel 2025.

“Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

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