Sì, esistono moltissimi pittori anche molto produttivi che non vendono o vendono poco.
Non è affatto raro
La gestione della produzione varia molto da artista ad artista, ma ci sono diversi modi realistici e diffusi per “smaltire” o comunque gestire grandi quantità di opere.
Ecco le strategie più comuni
1. Conservazione personale (studio, deposito, casa di famiglia)
Molti artisti tengono tutto :
scaffali, archivi verticali, cassettiere depositi presi in affitto garages o stanze dedicate La maggior parte degli artisti emergenti o non commerciali vive così: un grande archivio personale che rappresenta anche la storia del proprio percorso.
2. Donazioni
Un modo molto più diffuso di quanto si pensi:
a biblioteche, scuole, ospedali, associazioni a musei locali (soprattutto se l’artista ha un legame col territorio) a enti pubblici o fondazioni
A volte gli enti accettano solo opere selezionate, ma succede spesso che gli artisti donino grandi quantità per liberare spazio.
3. Regali a persone vicine
Molti pittori regalano opere a
amici e parenti collezionisti affezionati persone che hanno aiutato nella carriera
È uno dei metodi principali di “circolazione” dell’opera quando non c’è un mercato.
4. Distruzione o riciclo
Anche se può sembrare drastico, è una pratica abbastanza comune :
distruzione fisica delle opere non riuscite o datate riutilizzo delle tele (molti artisti dipingono sopra opere precedenti) riciclo dei materiali
Questo permette di liberare spazio e mantenere solo ciò che si ritiene davvero rappresentativo.
5. Mostre autofinanziate o collettive locali
Anche senza vendere, alcuni fanno :
mostre in spazi alternativi esposizioni in bar, uffici, associazioni Da cui a volte viene smaltita qualche opera tramite donazione o prezzi simbolici.
6. Vendita a prezzi bassi o simbolici
Quando la necessità di spazio diventa urgente, qualcuno :
vende “a stock” propone prezzi ridotti partecipa a mercatini dell’arte o iniziative locali
Non è vendita “commerciale” in senso professionale, ma aiuta a far circolare l’opera.
7. Archivi digitali o fondi postumi
In alcuni casi l’artista conserva tutto con l’idea di
creare un archivio per futuri studi lasciare un fondo ai discendenti Molti artisti storici oggi noti avevano accumuli enormi di opere mai vendute.
In sintesi
Sì, è normalissimo produrre molto e vendere poco.
E nella pratica :
una parte si archivia, una parte si regala o si dona, una parte si distrugge o si ricicla.
La produzione non venduta non è un problema insolubile : è semplicemente parte del percorso artistico di moltissime persone.

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