Susan Sontag (New York, 16 gennaio 1933 – New York, 28 dicembre 2004) è stata una delle più influenti intellettuali statunitensi del XX secolo: scrittrice, saggista, regista, attivista politica e figura centrale nel dibattito culturale internazionale.
Infanzia e formazione
Nata Susan Rosenblatt da una famiglia ebrea, trascorse parte dell’infanzia tra Arizona e California. Dimostrò un precoce talento intellettuale : entrò all’università a soli 16 anni, studiando filosofia, letteratura e teologia tra l’Università di Chicago, Harvard e Oxford. Questi anni di studio plasmarono la sua visione interdisciplinare e la sua apertura verso la cultura europea.
Gli esordi e la scena culturale newyorkese
Negli anni Sessanta si affermò come una delle voci più originali della critica culturale americana. Il saggio “Notes on ‘Camp’” (1964) la rese famosa: con uno stile brillante e provocatorio, definì il “camp” come sensibilità estetica consapevolmente artificiosa, aprendo nuovi percorsi negli studi culturali e queer.
Temi e opere principali
La sua attività spaziò tra critica d’arte, riflessioni filosofiche, politica internazionale e narrativa. Fra i suoi contributi più importanti:
“Against Interpretation” (1966) – una critica radicale alla tradizione esegetica, in favore di un’esperienza estetica immediata. “On Photography” (1977) un testo seminale sull’impatto culturale e politico dell’immagine fotografica. “Illness as Metaphor” (1978) e “AIDS and Its Metaphors” (1989) analisi fondamentali sul linguaggio con cui le società raccontano la malattia. Romanzi come The Benefactor (1963), Death Kit (1967) e In America (2000), con cui vinse il National Book Award.
Impegno civile e politico
Sontag fu una voce critica e spesso controcorrente sulle questioni globali: condannò la guerra del Vietnam, sostenne i dissidenti dell’Europa dell’Est e nel 1993 si recò a Sarajevo durante l’assedio per mettere in scena Aspettando Godot, gesto simbolico di solidarietà culturale in tempo di guerra.
Cinema e regia
Si dedicò anche alla regia cinematografica, realizzando film sperimentali come Duet for Cannibals (1969) e Brother Carl (1971), caratterizzati da un’estetica europea e da una marcata ricerca psicologica.
Ultimi anni e eredità
Colpita da un cancro, Sontag continuò a scrivere e partecipare al dibattito pubblico fino alla fine. Morì nel 2004 a 71 anni.
La sua influenza è tuttora enorme : il suo pensiero ha ridefinito la critica culturale contemporanea, il rapporto tra estetica e politica e la riflessione sul potere delle immagini. Sontag rimane una figura faro dell’intellettualismo moderno, amata per la sua lucidità, la sua ribellione contro i cliché e la sua inesauribile curiosità.

Lascia un commento