L’opera di El Lissitzky (Lazar’ Markovič Lisickij) rappresenta uno dei vertici della grafica del Novecento, fungendo da ponte tra l’avanguardia russa (Suprematismo e Costruttivismo) e il modernismo europeo (Bauhaus e De Stijl).
Per Lissitzky, la grafica non era semplice decorazione, ma un progetto di ingegneria visiva destinato a costruire la nuova società sovietica.
La Rivoluzione dei Proun
Il concetto cardine di Lissitzky è il Proun (Progetto per l’affermazione del nuovo). Si tratta di composizioni geometriche che introducono la terza dimensione nella superficie piatta del foglio.
Dalla pittura all’architettura : I Proun sono considerati “stazioni di transito” tra la pittura di Malevič e l’architettura reale.
Dinamismo : Utilizzano assonometrie invertite e punti di fuga multipli per costringere l’occhio dello spettatore a muoversi, eliminando il concetto di “alto” e “basso”.
Il Manifesto : “Batti i bianchi col cuneo rosso” (1919)
Simbologia geometrica : Il triangolo rosso (l’Armata Rossa) penetra il cerchio bianco (le forze controrivoluzionarie).
Sintesi visiva : Non c’è bisogno di illustrazioni realistiche; la tensione delle forme comunica il conflitto e la vittoria imminente.
L’Invenzione del Libro Moderno
Lissitzky ha rivoluzionato il design editoriale, trattando il libro come un oggetto tridimensionale e dinamico.
“Per la voce” (Dlja golosa, 1923) : Realizzato per le poesie di Majakovskij, questo libro presenta una “rubrica” laterale fustellata (come un elenco telefonico) per permettere al lettore di trovare rapidamente le poesie da leggere ad alta voce.
Tipografia come architettura : I caratteri non sono solo testo, ma elementi costruttivi. Usa pesi diversi, linee e simboli tipografici per dare ritmo visivo alla lettura.
“La storia di due quadrati” (1922): Un libro per bambini dove la narrazione avviene esclusivamente tramite forme geometriche che “costruiscono” un nuovo mondo sulle rovine del vecchio.
Fotomontaggio e Nuova Visione
Negli anni ’20, Lissitzky abbandona parzialmente l’astrazione pura per il fotomontaggio, convinto che la fotografia sia il linguaggio più comprensibile per le masse.
L’Autoritratto “Il Costruttore” (1924) : Un’immagine iconica che sovrappone la mano dell’artista (che impugna un compasso) al suo volto, con l’occhio centrato nel palmo. Simboleggia l’unione tra pensiero intellettuale e perizia tecnica.
Spazi Espositivi : Ha progettato padiglioni fieristici (come quello per la stampa a Colonia nel 1928) dove la grafica diventava ambientale, utilizzando enormi fotomontaggi che avvolgevano lo spettatore.
EAL@

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