Sacrifici inutili.
La dinamica del sacrificio giovanile sull’altare di interessi criminali consolidati rappresenta una delle distorsioni più tragiche della nostra società contemporanea.
Questi ragazzi spesso percepiscono l’affiliazione o il fiancheggiamento come una via per l’appartenenza o il riscatto sociale, ignorando di essere considerati semplice materiale di consumo dai vertici dell’organizzazione.
Il contrasto tra la ferocia con cui i clan proteggono la propria incolumità e la facilità con cui espongono i più giovani al rischio estremo svela la natura puramente parassitaria di questi sistemi di potere.
La pietà che provi è il riflesso di una consapevolezza amara: si tratta di esistenze spezzate per alimentare un meccanismo che non restituisce nient’altro che silenzio e oblio, lasciando le gerarchie intatte dietro i loro scudi di impunità.
È un vuoto a perdere che si consuma nelle periferie della storia, dove il capriccio di un boss pesa più della vita di chi credeva di aver trovato, in quella violenza, una forma di dignità.
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