Giorgio Mulè rappresenta una figura di giunzione tra il giornalismo d’inchiesta e la politica istituzionale, caratterizzata da una traiettoria che muove dalla cronaca giudiziaria siciliana fino ai vertici della Camera dei Deputati.
Nato a Caltanissetta nel 1968, la sua formazione si è consolidata negli anni più feroci della guerra di mafia, un’esperienza che ha segnato il rigore metodologico dei suoi successivi incarichi direttivi presso testate come Studio Aperto e, per quasi un decennio, il settimanale Panorama.
Il suo ingresso in Parlamento nel 2018 con Forza Italia ha segnato l’inizio di una rapida ascesa parlamentare.
Dopo aver ricoperto il ruolo di sottosegretario alla Difesa nel governo Draghi, dove si è occupato della gestione di dossier strategici in un periodo di forti tensioni internazionali, è approdato nell’ottobre 2022 alla Vicepresidenza della Camera dei Deputati per la XIX legislatura.
All’interno della coalizione di centrodestra, Mulè è spesso percepito come una voce istituzionale capace di mediare tra le diverse anime del partito e della maggioranza.
La sua recente presidenza del Giurì d’onore, istituito per dirimere le controversie tra Giorgia Meloni e Giuseppe Conte sul Mes, testimonia la centralità del suo profilo nelle dinamiche di garanzia e nei delicati equilibri tra governo e opposizione.
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