Il Castello di Casertavecchia sorge sulla sommità dei monti Tifatini e rappresenta il cuore difensivo dell’antico borgo medievale, situato a circa 400 metri di altitudine.
La sua origine risale all’epoca longobarda, intorno all’861, ma la struttura assunse un’importanza strategica fondamentale sotto le dominazioni normanna e sveva.
L’elemento più iconico del complesso è il Mastio, noto anche come Torre dei Falchi.
Con i suoi 30 metri di altezza, è considerata una delle torri cilindriche più grandi d’Europa.
Questa imponente fortificazione fu voluta probabilmente da Riccardo di Lauro nel XIII secolo, durante il periodo svevo, per rafforzare il controllo sulla valle sottostante.
Il castello aveva originariamente una pianta poligonale ed era protetto da un fossato e da diverse torri perimetrali, il cui numero esatto è ancora oggetto di dibattito tra gli storici, oscillando tra sei e dieci a seconda delle fonti.
Sebbene oggi appaia in gran parte come un rudere, i restauri degli anni ’80 hanno permesso di recuperare parte della facciata del palazzo comitale e di rendere fruibili alcuni spazi interni.
Oltre al valore architettonico, il castello è legato a suggestive leggende locali.
Si narra che lo spirito di Siffredina, contessa di Caserta e suocera di Federico II, si aggiri ancora tra le rovine del torrione dopo essere morta prigioniera in Puglia, legata indissolubilmente al suo amato borgo.
La bellezza malinconica di queste pietre ha affascinato anche il cinema: Pier Paolo Pasolini scelse proprio i resti del castello e le strade di Casertavecchia per ambientare alcune scene del suo “Decameron” nel 1970.
Ogni anno, a settembre, l’area del castello e il borgo tornano a vivere grazie al festival “Settembre al Borgo”, che fonde storia, musica e teatro in una cornice medievale intatta.
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