L’astrattismo geometrico in Italia rappresenta un filone di straordinaria precisione intellettuale che ha saputo coniugare il rigore matematico con una sensibilità cromatica tipicamente mediterranea.
Le radici storiche affondano nel lavoro dei maestri comaschi e nel Gruppo Como, dove figure come Mario Radice e Manlio Rho hanno trasformato la superficie pittorica in un equilibrio di incastri perfetti e armonie tonali ricercate.
Alberto Magnelli resta un punto di riferimento imprescindibile per la sua capacità di sintetizzare le forme in architetture visive solide, mentre il Movimento Arte Concreta, con Bruno Munari e Gillo Dorfles, ha spinto l’indagine verso la purezza della forma non oggettiva e il design.
Atanasio Soldati ha esplorato la geometria attraverso una lirica quasi metafisica, mantenendo sempre una tensione tra la regola del compasso e la libertà dell’espressione cromatica più profonda.
Accanto a questi nomi storici, l’eredità geometrica prosegue in linguaggi contemporanei che integrano la percezione ottica e cinetica, dimostrando come il confine tra spazio e colore sia un territorio in costante evoluzione analitica.
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