Rappresenta una figura singolare nel panorama dell’architettura italiana, capace di unire la solida formazione accademica a una sensibilità cosmopolita legata alle sue origini storiche. Il suo nome è strettamente connesso a interventi di grande prestigio istituzionale e culturale, caratterizzati da un rigore formale che dialoga costantemente con la modernità e il rispetto del contesto storico.
Il suo progetto più celebre e rilevante a livello internazionale resta la progettazione della Residenza dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo, realizzata all’inizio degli anni Sessanta in collaborazione con l’architetto giapponese Masachika Murata. In questa opera, l’architettura lineare e geometrica tipica del modernismo del dopoguerra si integra in modo straordinario con il millenario giardino storico circostante, creando un ponte visivo e concettuale tra la cultura occidentale e l’estetica orientale. Gli interni originari di quella struttura vennero curati da Chiara Briganti, definendo uno spazio di rappresentanza dal valore intramontabile.
Oltre all’attività professionale legata alle grandi commesse, la sua figura si distingue per l’impegno profuso nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio architettonico di famiglia. In tempi più recenti, insieme alla moglie Grazia, ha promosso e guidato l’impegnativo restauro del Castello Borghese di Pratica di Mare e del borgo annesso. Questo intervento ha saputo preservare la fisionomia cinquecentesca del complesso, storicamente legato alla figura di Antonio da Sangallo il Giovane, restituendo centralità a un luogo che già nella seconda metà del Novecento era divenuto un punto di riferimento per l’ambiente culturale, artistico e cinematografico italiano.
Kkk
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