Parkinson

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I PRIMISSIMI SEGNALI della malattia di Parkinson si manifestano spesso in modo estremamente sfumato e graduale, tanto da essere frequentemente confusi con i normali processi di invecchiamento o con stati di affaticamento generale.

Nelle fasi iniziali della patologia i sintomi si presentano quasi sempre in modo asimmetrico, interessando un solo lato del corpo prima di estendersi, con il passare del tempo, anche alla parte opposta.

Uno dei riscontri più precoci e comuni riguarda la progressiva riduzione o la perdita totale dell’olfatto, un disturbo noto clinicamente come iposmia o anosmia.

Questo sintomo può precedere anche di diversi anni la comparsa dei problemi motori più evidenti e si manifesta con la difficoltà a percepire odori quotidiani e specifici, come quelli del cibo o del caffè.

Un altro indicatore iniziale si osserva durante la deambulazione, dove si nota una caratteristica tendenza a non far oscillare uno dei due arti superiori.

Mentre si cammina, il braccio interessato dal disturbo tende a rimanere rigido, semipronato e più vicino al tronco rispetto all’altro, alterando quella naturale armonia motoria che caratterizza il movimento fluido del corpo.

La scrittura subisce spesso una modificazione molto evidente definita micrografia, un fenomeno per cui le parole tendono a diventare progressivamente più piccole e i caratteri appaiono progressivamente più rimpiccioliti e vicini tra loro man mano che si procede nella stesura di un testo.

Questo cambiamento grafico è l’espressione diretta di una difficoltà iniziale nel controllo e nella precisione dei movimenti fini delle dita.

A livello muscolare si può registrare una sensazione diffusa di rigidità o di lieve tensione che inizialmente colpisce l’articolazione della spalla o dell’anca, talvolta scambiata erroneamente per un comune disturbo ortopedico o per una rigidità muscolare passeggera.

A questa si associa spesso una lieve riduzione dell’espressività facciale, definita amimia, caratterizzata da un ammiccamento meno frequente e da un volto che appare meno reattivo dal punto di vista emotivo.

I disturbi del sonno rappresentano un ulteriore segnale precoce molto rilevante, in particolare le alterazioni della fase REM note come disturbi del comportamento del sonno REM.

Chi ne è colpito tende a vivere fisicamente i propri sogni attraverso movimenti bruschi delle braccia e delle gambe, scalciando, parlando ad alta voce o gridando durante il riposo notturno.

Infine, il classico tremore a riposo, che nell’immaginario comune rappresenta il sintomo principale del Parkinson, si presenta all’inizio solo in una percentuale di casi e si localizza tipicamente a una mano o a un singolo dito, manifestandosi principalmente quando l’arto è rilassato e scomparendo temporaneamente quando si esegue un movimento volontario o finalizzato.

Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.

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