La luce fredda e mutevole del nord Europa ha spesso esercitato un fascino magnetico sugli artisti abituati alle solarità mediterranee.
Nel percorso artistico di Gianni Dova il viaggio compiuto in Bretagna nel millenovecentosessantasette rappresenta un vero e proprio spartiacque estetico e concettuale.
Dopo aver attraversato le stagioni intense del Movimento Spaziale e della Pittura Nucleare l’artista romano avverte l’esigenza di una nuova declinazione del reale.
Sulle tracce storiche di Gauguin e dei Nabis a Pont-Aven Dova scopre un territorio primordiale dove la natura non si concede come semplice panorama ma si impone come un dinamismo visivo in perenne fermento.
L’impatto con il paesaggio bretone si traduce immediatamente in una radicale trasformazione della tavolozza e delle strutture geometriche delle sue tele.
I profili aspri delle scogliere esposte all’oceano e il ritmo solenne delle maree offrono all’autore una chiave di lettura per superare la pura astrazione materica.
La luce nordica inonda i dipinti della fine degli anni Sessanta introducendo tonalità limpide e riflessi cristallini che prima erano rari nella sua produzione.
È una pittura che si fa aerea e marina popolandosi di visioni sospese tra il cielo e l’acqua dove il ricordo del surrealismo si fonde con una profonda meditazione sui cicli biologici della natura.
Nel millenovecentosessantotto la scelta di acquistare una casa-studio in quelle terre sancisce un legame definitivo che durerà per tutto il resto della sua esistenza.
In quel rifugio isolato lontano dalle frenesie dei centri urbani Dova sviluppa una ricerca solitaria incentrata sulla verticalità dei voli e sulla fluidità degli elementi liquidi.
Titoli emblematici come “Aria di Bretagna” o “Relitto dopo la marea” testimoniano come l’esperienza armoricana non sia stata una parentesi biografica bensì il baricentro di una nuova maturità poetica.
Attraverso lo studio di quella natura primigenia le sue storiche figure metamorfiche si evolvono in presenze silenziose e volatili capaci di abitare lo spazio con una grazia del tutto inedita.
Kkk
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