Saragozza

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Emerge come un miraggio di mattoni rossi e cupole maiolicate nel cuore della pianura aragonese, adagiata lungo le sponde del fiume Ebro che ne taglia in due la storia e l’urbanistica.

La quinta città della Spagna si rivela al visitatore con una maestosità discreta, un luogo dove il passaggio dei secoli non ha stratificato i ricordi, ma li ha fusi insieme in un’unica e coerente identità visiva.

Il profilo urbano è dominato in modo assoluto dalla Basilica del Pilar, un colosso barocco che si specchia nelle acque del fiume e che custodisce l’essenza spirituale della regione.

Le sue undici cupole colorate, rivestite di azulejos che riflettono la luce intensa del sole spagnolo, definiscono lo skyline cittadino e creano un contrasto cromatico perfetto con l’azzurro del cielo e il fango dorato dell’Ebro.

Poco distante, camminando lungo la vastissima Plaza del Pilar, si incontra la cattedrale di San Salvador, comunemente chiamata La Seo, un edificio che rappresenta un vero e proprio palinsesto architettonico.

In questo tempio le arcate gotiche si innestano su pareti mudéjar finemente decorate, mentre le facciate barocche dialogano con absidi medievali, testimoniando la transizione e la coesistenza tra il mondo cristiano e quello islamico.

L’eredità musulmana della città trova la sua massima e più spettacolare espressione nel Palazzo dell’Aljafería, situato leggermente al di fuori del centro storico medievale.

Questa fortezza dell’undicesimo secolo, che fu la residenza dei re moreschi della taifa di Saragozza, racchiude al suo interno un cortile di archi intrecciati e soffitti a cassettoni dorati che evocano lo splendore dell’Alhambra, offrendo un’oasi di ombra e silenzio geometrico.

Il cuore pulsante della vita sociale si sviluppa invece tra i vicoli stretti del Tubo, il quartiere dei locali storici dove l’architettura si fa più intima e popolare.

Qui la pietra e il mattone lasciano spazio alle insegne luminose e ai profumi della cucina locale, trasformando il labirinto di strade in un teatro quotidiano di incontri, dove il rito delle tapas si consuma all’ombra di palazzi rinascimentali convertiti in musei o spazi d’arte.

Saragozza non è però soltanto un museo a cielo aperto dedicato al passato, come dimostra l’area che ha ospitato l’Esposizione Internazionale del 2008.

In quella zona il paesaggio si trasforma radicalmente, accogliendo le linee fluide e futuristiche del Ponte Terzo Millennio e della Torre dell’Acqua, strutture in acciaio e vetro che dialogano con la natura fluviale e proiettano la città verso una modernità sostenibile e dinamica.

Kkk

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