ESORDIO
L’esordio politico di Benito Mussolini si consuma interamente all’interno delle dinamiche incandescenti del socialismo massimalista dell’inizio del Novecento.
Prima di diventare il volto del fascismo, il giovane Mussolini si distingue come uno dei leader più radicali e incendiari della sinistra italiana, trovando nella testata forlivese La Lotta di Classe e successivamente nella direzione dell’avanti! la sua prima vera tribuna pubblica.
È in questo contesto romagnolo e milanese che affina una retorica aggressiva e un giornalismo di forte impatto popolare, posizionandosi programmaticamente contro l’ala riformista del partito e contro le istituzioni borghesi.
Il punto di svolta radicale che segna il vero esordio della sua parabola autonoma coincide con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914.
Abbandonando bruscamente il neutralismo ufficiale del Partito Socialista, Mussolini si schiera apertamente a favore dell’intervento bellico dell’Italia, un mutamento ideologico che gli costa l’espulsione immediata dal partito e dalla direzione del quotidiano socialista.
Questa rottura traumatica lo spinge a fondare Il Popolo d’Italia, un nuovo organo di stampa che diventa il laboratorio politico ideale in cui il vecchio linguaggio rivoluzionario si fonde con un acceso nazionalismo bellicista.
È proprio da questa miscela di interventismo, cameratismo delle trincee e profonda insoddisfazione per gli equilibri del dopoguerra che prenderà forma la nascita dei Fasci di Combattimento nel marzo del 1919 a Milano.
Kkk
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