CANZONI CELEBRI
Ivano Fossati è una delle figure più colte, poliedriche e influenti della canzone d’autore italiana, capace di firmare capolavori sia come interprete sia come autore per straordinarie voci femminili.
Ecco una selezione delle sue canzoni più celebri e significative, divise tra la sua produzione solista e i brani iconici scritti per altri artisti.
I grandi successi interpretati da Ivano Fossati
La canzone popolare (1992)
Uno dei suoi brani più famosi e iconici, diventato nel tempo un vero e proprio inno politico e sociale, oltre che un manifesto della musica pensata come espressione del popolo e della condivisione.
La pianta della mia patria (1992)
Inclusa nello stesso album Lindbergh, è una riflessione profonda, poetica e a tratti amara sull’Italia, espressa attraverso una narrazione intima e civile.
Mio fratello che guardi il mondo (1992)
Un brano di straordinaria sensibilità che affronta i temi dell’alterità, dell’emigrazione e della tolleranza, guardando la terra e gli esseri umani senza barriere o confini.
C’è tempo (2003)
Una delle sue vette poetiche tardive, una ballata intensa sul passare dei giorni, sulle occasioni della vita e sulla pazienza dell’attesa, caratterizzata da un testo di rara profondità.
Una notte in Italia (1986)
Tratto dall’album 700 giorni, il pezzo fotografa l’atmosfera e le contraddizioni del Paese attraverso immagini suggestive e un’atmosfera sospesa, quasi cinematografica.
Lindbergh (1992)
Ispirata al celebre trasvolatore solitario, la canzone è una metafora del viaggio, del coraggio e della solitudine dell’artista o di chiunque decida di tentare un’impresa straordinaria.
I treni a vapore (1992)
Fossati ha inciso una sua memorabile versione di questo brano, originariamente scritto per Fiorella Mannoia, restituendone una lettura intimista e trainante.
I capolavori scritti per altre grandi voci
Pensiero stupendo (interpretata da Patty Pravo, 1978)
Un successo travolgente e sensuale, scritto insieme a Oscar Prudente, che scardinò i tabù dell’epoca diventando un classico assoluto della musica leggera italiana.
Un’emozione da poco (interpretata da Anna Oxa, 1978)
Brano fulminante che segnò il debutto a Sanremo di una giovanissima Anna Oxa, caratterizzato da un testo graffiante e da una melodia carica di tensione.
Non sono una signora (interpretata da Loredana Bertè, 1982)
Il brano simbolo del repertorio rock di Loredana Bertè, un urlo di emancipazione e orgoglio cucito su misura per la sua energia vocale.
E non finisce mica il cielo (interpretata da Mia Martini, 1982)
Presentata al Festival di Sanremo, dove vinse il Premio della Critica istituito proprio per l’occasione, è una delle vette interpretative della canzone italiana, intensa e dolorosa.
Le notti di maggio (interpretata da Fiorella Mannoia, 1988)
Un sodalizio straordinario quello con la Mannoia, che in questo brano trova una delle sue massime espressioni poetiche, vincendo nuovamente il Premio della Critica a Sanremo.
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