Vadim Ermolaev

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E’ un multimilionario ucraino di cinquantotto anni, inserito in passato dalla rivista Forbes al ventitreesimo posto tra gli uomini più ricchi del suo Paese.

Considerato da tempo un rifugiato di lusso nel Principato di Monaco, l’imprenditore ha trasferito la propria famiglia e i suoi principali interessi commerciali sulla Costa Azzurra poco prima dell’invasione russa del duemilaventidue.

La sua figura si colloca al centro di una fitta rete di tensioni geopolitiche, tanto da essere stato sottoposto a sanzioni ufficiali da parte del presidente Volodymyr Zelensky nel dicembre del duemilaventitré.

Secondo i servizi di sicurezza di Kiev, il provvedimento è scaturito dalla decisione del magnate di proseguire le sue redditizie attività nel settore del commercio di alcolici in Crimea, accettando di operare in un territorio sotto l’occupazione russa.

La sera del ventinove giugno duemilaventisei, Ermolaev è diventato il bersaglio di una violenta esplosione causata da un pacco bomba all’interno della sua residenza a Montecarlo.

L’attentato, qualificato immediatamente come un gravissimo atto doloso, ha ridotto in fin di vita l’oligarca e la sua compagna, provocando ferite più lievi al figlio tredicenne e sollevando profonda apprensione nelle istituzioni del Principato.

Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.

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