è stato una delle figure più straordinarie e visionarie del collezionismo e del mercato dell’arte del Novecento.
La sua opera galleristica ha tracciato una linea indelebile nella promozione delle avanguardie italiane e internazionali, trasformando radicalmente il modo di esporre, divulgare e sostenere la ricerca figurativa contemporanea.
Fondatore nel 1942 della Galleria del Cavallino a Venezia e successivamente della Galleria del Naviglio a Milano nel 1946, Cardazzo non si è limitato a svolgere il ruolo di semplice mercante.
Il suo intuito lo ha portato a diventare un vero e proprio catalizzatore culturale, capace di intercettare le tensioni espressive più innovative della sua epoca e di creare un dialogo costante tra artisti, critici e pubblico.
Attraverso le sue gallerie, ha promosso con convinzione i protagonisti dello Spazialismo e dell’Informale, stringendo un legame profondo con personalità del calibro di Lucio Fontana e sostenendo la stesura del celebre Primo Manifesto dello Spazialismo nel 1947.
La sua visione internazionale lo ha spinto a portare in Italia per la prima volta le opere di Jackson Pollock e a collaborare strette con figure chiave dell’arte europea e americana come Jean Dubuffet, Alexander Calder e Joan Miró.
Oltre all’attività espositiva, Cardazzo ha rivoluzionato l’editoria d’arte con le Edizioni del Cavallino, realizzando monografie, cataloghi e tirature di testa impreziosite da litografie e incisioni originali.
La sua straordinaria collezione privata, in gran parte confluita nelle raccolte della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, testimonia un occhio infallibile e un’incessante passione per l’audacia linguistica della pittura e della scultura.
Pvl
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