BUCAREST/MUSEO NAZIONALE DEL VILLAGGIO DIMITRIE GUSTI

adagiato sulle sponde del lago Herăstrău a Bucarest, rappresenta un’eccezionale testimonianza vivente della civiltà rurale rumena e uno dei primi complessi etnografici all’aperto fondati al mondo.

Inaugurato nel 1936 per intuizione del sociologo Dimitrie Gusti, il museo nasce da una visione scientifica pionieristica e rigorosa, volta a catalogare e preservare le architetture, i saperi materiali e le forme comunitarie di vita del mondo contadino prima della loro inesorabile trasformazione.

L’itinerario all’interno del parco scientificamente ricostruito compone un mosaico geografico e antropologico dell’intera nazione, raccogliendo oltre trecento strutture autentiche smontate pezzo per pezzo nei villaggi d’origine e riassemblate sul posto.

Passeggiare lungo i suoi sentieri equivale a compiere un viaggio sincronico attraverso le diverse province storiche della Romania, dalla Moldavia alla Transilvania, fino alla Valacchia e alla Dobrugia, cogliendo l’adattamento delle forme abitative ai climi e ai paesaggi natii.

Tra i complessi più significativi si distinguono le caratteristiche case semi-interrate del sud, pensate per isolare gli ambienti dal caldo estivo e dal rigido inverno, le imponenti abitazioni in legno con tetti a forte spiovente della regione del Maramureș e le iconiche chiese tradizionali in legno, i cui campanili aguzzi si stagliano contro la chioma degli alberi.

Ogni nucleo abitativo è completato da annessi agricoli, stalle, frantoi, mulini ad acqua o a vento, laboratori di ceramica e botteghe artigiane, arricchiti all’interno da tessuti tradizionali, icone su vetro, ceramiche d’uso quotidiano e strumenti di lavoro d’epoca.

Il valore del museo risiede nell’equilibrio perfetto tra il rigore della documentazione sociologica e la capacità di restituire un’atmosfera sospesa nel tempo, dove l’architettura vernacolare diventa un testo da leggere per comprendere l’evoluzione delle comunità umane.

In un contesto urbano in rapida trasformazione come quello di Bucarest, il complesso si impone non solo come spazio di conservazione della memoria storica, ma anche come luogo di riflessione critica sul rapporto tra modernità, identità culturale e paesaggio naturale.

Pvl

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