Il Tempio di Shaolin

少林寺, Shàolín-sì, ovvero “Tempio nella foresta del monte Shaoshi sorge sulle pendici del monte Songshan, nella provincia di Henan, ed è riconosciuto come la culla del buddhismo Chán (lo Zen giapponese) e la culla spirituale del Kung Fu.

La sua fondazione risale al 495 d.C. sotto l’imperatore Xiaowen della dinastia Wei del Nord, che fece erigere il complesso per ospitare il maestro buddhista indiano Batuo. Pochi decenni dopo giunse al monastero Bodhidharma (noto in Cina come Damo), al quale la tradizione attribuisce l’introduzione delle pratiche contemplative del buddhismo Chán. La leggenda narra che, osservando la debolezza fisica dei monaci stremati dalle lunghe ore di meditazione, Bodhidharma sviluppò una serie di esercizi di condizionamento psicofisico basati sull’osservazione dei movimenti animali, gettando le basi dell’arte marziale di Shaolin (Shaolinquan).

Nel corso dei secoli, il monastero ha vissuto alterne vicende storiche, intrecciando la ricerca della meditazione con un ruolo attivo negli eventi politici della Cina. Durante la dinastia Tang, l’episodio dei “tredici monaci del bastone”, che aiutarono il futuro imperatore Li Shimin a consolidare il proprio potere, sancì la fama marziale e il prestigio istituzionale del tempio. Sotto le dinastie Ming e Qing il complesso toccò il suo apice, divenendo un imponente centro di studio filosofico e militare.

Il XX secolo ha segnato momenti di profonda crisi per il tempio, in particolare nel 1928, quando un tragico incendio appiccato dalle truppe del generale Shi Yousan distrusse gran parte della struttura e dei preziosi archivi storici. A partire dagli ultimi decenni del Novecento, un’opera di restauro e valorizzazione ne ha ripristinato l’aspetto monumentale, restituendogli la valenza di centro di pellegrinaggio, scuola di disciplina ascetica e patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO.

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