Svolta nella prevenzione dell’infarto

risiede nel drastico abbassamento dei livelli di colesterolo LDL (il cosiddetto “colesterolo cattivo”) e nella capacità di trattare precocemente l’aterosclerosi prima che si verifichi un evento acuto.

Tra le principali novità terapeutiche che stanno trasformando la cardiologia preventiva figurano diversi filoni di ricerca e approvazione farmaceutica:

Inibitori del PCSK9 (Anticorpi monoclonali) Farmaci come evolocumab agiscono bloccando la proteina PCSK9, permettendo al fegato di rimuovere maggiori quantità di colesterolo LDL dal sangue.

Gli studi clinici più recenti (tra cui lo studio VESALIUS-CV) ne hanno dimostrato l’efficacia non solo in prevenzione secondaria (per chi ha già avuto un infarto), ma anche in prevenzione primaria, riducendo significativamente il rischio di primo infarto o ictus in soggetti ad alto rischio cardiovascolare.

Nuovi farmaci orali e inibitori di nuova generazione

Accanto alle iniezioni periodiche, si stanno affermando trattamenti orali (come i nuovi inibitori di PCSK9 in pillola somministrati una volta al giorno) pensati per chi non raggiunge i target terapeutici con le sole statine.

Piccoli RNA interferenti (siRNA)

Molecole come inclisiran agiscono con un meccanismo a silenziamento genico che richiede pochissime somministrazioni all’anno (tramite iniezione sottocutanea), garantendo una riduzione costante e prolungata del colesterolo LDL.

Terapie geniche (Editing genomico)

Frequenti ricerche avanzate (basate su tecnologie come CRISPR) stanno testando trattamenti a singola infusione in grado di modificare geni bersaglio coinvolti nel metabolismo dei lipidi (es. ANGPTL3 o PCSK9), con l’obiettivo teorico di azzerare la dipendenza da pillole quotidiane.

Il principio clinico fondamentale

Il mantra della cardiologia moderna rimane “più basso è, meglio è, e prima si interviene, meglio è”.

La placca aterosclerotica si accumula nel tempo e l’abbassamento precoce dell’LDL impedisce la formazione di lesioni che potrebbero ostruire le coronarie.

I farmaci ipolipemizzanti innovativi non sostituiscono la necessità di uno stile di vita sano (dieta equilibrata, attività fisica costante, astensione dal fumo), ma rappresentano un’arma decisiva per i soggetti ad alto rischio genetico o clinico.

Pvl

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