COSA FARE COSA VEDERE
Ischia è un’isola che non ti aspetti – non è solo mare, è una stratificazione di vulcano, giardini inglesi, borghi di pescatori e acqua che cura da 2000 anni.
Te la racconto per zone, così capisci dove andare a seconda di cosa cerchi.
I luoghi iconici di Ischia
1. Storia e vertigine – Ischia Ponte
Il cuore antico è il .
Non è un castello come gli altri.
È un isolotto di roccia trachitica scura collegato a Ischia Ponte da un ponte di 220 metri.
Ci entri e capisci subito perché si chiamava Insula Minor: dentro c’è una cittadella vera, con 13 chiese, un antico monastero delle Clarisse con il cimitero delle suore sedute, orti di limoni, ulivi secolari e gatti che sonnecchiano sui bastioni.
È stato cantato da Ariosto, abitato da Vittoria Colonna, prigione borbonica. Salilo al mattino presto – c’è meno caldo e la luce sul Golfo di Napoli è nitidissima.
L’ascensore scavato nella roccia ti porta a 113 metri, ma ti consiglio di scendere a piedi per le viuzze.
Subito sotto, Ischia Ponte è il borgo più bello dove fermarsi la sera: vicoli bassi, case di pescatori, botteghe di ceramica e ristoranti di pesce con i tavolini che guardano il Castello illuminato.
2. Verde e silenzio – Forio e Lacco Ameno
Sul versante ovest l’isola cambia faccia, più selvaggia e verde.
sono una sorpresa assoluta.
Li ha creati Susana Walton, moglie del compositore inglese William Walton, a partire dagli anni ’50 su un costone vulcanico.
Non è un orto botanico ordinato, è un giardino da esplorare: la Valle con le felci arboree giganti, ninfee tropicali, il Teatro Greco dove d’estate fanno concerti, e la parte alta, più mediterranea, con vista su Forio.
Ci vogliono almeno due ore lente. Aperto di solito martedì, giovedì, sabato e domenica 9-19.
Da lì in 5 minuti sei a Citara e alla Chiesa del Soccorso: una chiesetta bianca tutta sola su un promontorio di tufo a picco sul mare di Forio.
È il punto del tramonto per gli ischitani, siediti sul muretto e basta.
3. L’acqua che cura – i parchi termali
Ischia è termale ovunque, ma i parchi ti permettono di provarne tante in un giorno.
a Lacco Ameno è il più scenografico. Disegnato negli anni ’40 dall’architetto Pica Ciamarra, ha 14 piscine da 15° a 40°, idromassaggi nella roccia, una spiaggia privata di sabbia chiara di San Montano e giardini di eucalipti.
È curatissimo, non affollatissimo come Poseidon, e ha anche un’area per il tramonto con hammam turco.
Se vuoi qualcosa di più essenziale e antichissimo, vai a .
I Romani ci venivano già nel I secolo a.C. per curare la pelle.
Sono vasche semplici, docce con acqua che sgorga a 28° ricchissima di minerali, sdraio tra fichi d’India e silenzio totale.
Porta un libro, ci si resta mezza giornata.
E poi c’è la parte libera, che è la più emozionante : la Baia di Sorgeto, sotto Panza di Forio.
Scendi 200 gradini e trovi una caletta dove sorgenti a 90° si mescolano al mare.
La sera gli isolani ci vanno con pentole per cuocere le uova nelle fumarole.
E a Sant’Angelo, le Fumarole sulla spiaggia – sabbia che scotta sotto i piedi, devi scavare con le mani per farti la tua vasca calda.
4. Mare vero – spiagge e borghi lontani dal porto
Il sud dell’isola è quello più intatto.
è lunga quasi 3 km, la più grande dell’isola.
Sabbia scura vulcanica, acqua che diventa subito profonda, alle spalle la collina con le case di Testaccio.
Nella parte finale ci sono le Fumarole dei Maronti e la grotta della Cabine.
Arriva presto, e fermati per pranzo in uno dei lidi semplici che fanno spaghetti con le alici di Ischia.
Poi spostati a Sant’Angelo d’Ischia – non è un comune, è un borgo di 200 anime, tutto pedonale, un istmo stretto che collega l’isolotto della Torre al resto dell’isola.
Case color pastello, niente macchine, solo barche di pescatori, boutique di sandali fatti a mano e ristorantini bassi sul mare.
È dove vai quando vuoi staccare davvero.
Se ti piace camminare, sali sul Monte Epomeo (789 m) da Fontana o da Buonopane: 1 ora e mezza di sentiero nel bosco, in cima la vista è su tutta Ischia, Capri, Procida e il Vesuvio.
Lassù c’è la chiesetta di Santa Maria al Monte scavata nel tufo e un piccolo ristorante, La Grotta da Fiore, che fa coniglio all’ischitana.
Come organizzarla in 3 giorni, senza corsa:
Giorno 1: Ischia Porto > Castello Aragonese > borgo di Ischia Ponte la sera.
Giorno 2: Forio > La Mortella la mattina > spiaggia di Citara > tramonto al Soccorso > cena a Sant’Angelo.
Giorno 3: mattinata termale a Negombo o Nitrodi > pomeriggio ai Maronti o a Sorgeto per il bagno caldo al tramonto.
Se hai una mezza giornata in più, prenditi un gozzo da Ischia Porto e fai il giro dell’isola via mare – vedi le grotte, la scogliera di Zaro e ti fermi a nuotare dove i bus non arrivano.
Porta scarpette da scoglio, crema solare buona e voglia di non fare tutto. Ischia premia chi rallenta.
Pvl
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