Piero Villani

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VIVERE LA CORSICA

Guida al suo stile di vita

Non andate in Corsica solo per vedere il mare. Andateci per capire come si vive ancora su un’isola mediterranea autentica.

Ecco cosa troverete.

IL RITMO : LENTU MA VERU

Dimenticate l’orologio. Qui la giornata segue il sole e il vento.

Mattina (7:00 – 10:00) Nei villaggi dell’entroterra come Pigna, Sant’Antonino o Zonza, la vita inizia al bar del paese. Caffè, discussione del tempo, in lingua corsa. I pastori portano le bestie al pascolo. È il momento migliore per camminare.

Pomeriggio Chiusura. Dalle 12:30 alle 15:00 molti negozi, soprattutto all’interno, chiudono. È l’ora del pranzo in famiglia. Al mare, è l’ora della siesta sotto i pini marittimi.

Sera L’aperitivo è un rito. Dalle 18:00 sulle piazze di Calvi, Ile-Rousse, Bonifacio o Ajaccio. Si beve un vino di Patrimonio o un Cap Corse, si assaggia la charcuterie. Si sta fuori fino a tardi.

Consiglio da guida Non programmate troppo. Lasciate spazio all’imprevisto. Una strada chiusa per le capre, un vecchio che vi invita a vedere la sua cantina.

DENTRO TERRA vs COSTA : DUE CORSICHE

Se cercate la Corsica cartolina Costa sud-est (Palombaggia, Santa Giulia), Calvi, Capo Corso. Mare turchese, spiagge bianche, paesini di pescatori.

Se cercate la Corsica vera Andate a Corte, capitale storica nel cuore dell’isola. A La Restonica, con le sue gole e i laghi alpini. Nella Castagniccia, la regione delle mille chiese barocche e delle foreste di castagni. Qui la gente vive ancora di pastorizia, di castagne, di miele di maquis.

Potete fare il bagno e un’escursione a 2000 metri nello stesso giorno. È normale qui.

COSA SI MANGIA, COME SI VIVE

La cucina corsa è cucina di montagna con vista mare.

Da non perdere

Brocciu il formaggio fresco nazionale. Provatelo con la marmellata o nel fiadone (torta)

Charcuterie Nustrale lonzu, coppa, prisuttu e soprattutto figatellu (da cuocere)

Farina di castagne assaggiate la pulenda, il pane di castagne

Vini Patrimonio per i rossi, Ajaccio e Sartène per i bianchi

I mercati quello di Ajaccio la mattina, quello di L’Ile-Rousse, o i piccoli mercati dei produttori nei villaggi. Comprate direttamente da loro.

    CULTURA VIVA

    La Corsica non è un museo.

    La lingua corsa è ovunque: sui cartelli, a scuola, nelle canzoni. Salutate con “Bonghjornu”.

    La Paghjella il canto polifonico maschile, Patrimonio UNESCO. Se vedete un concerto in una chiesa, entrate. È un’esperienza spirituale, non turistica.

    Le feste di paese a ogni santo la sua festa, con processioni, canti e tavolate enormi.

    Regola d’oro per il visitatore Rispetto. I corsi sono fieri e accoglienti, ma amano chi rispetta la loro terra. Non raccogliete piante del maquis, non lasciate rifiuti, non fate rumore inutile nei villaggi. Chiedete prima di fotografare.

    In breve la vita in Corsica è semplice, dura e bellissima. È fatta di pietra, vento, maiali allo stato brado, mare che toglie il fiato e montagne che vi fanno sentire piccoli.

    Se volete capirla fermatevi più di 3 giorni nello stesso posto.



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