RIVISTA “GENTE”

PAGINE VELINA, SCURE E DIFFICILI DA SFOGLIARE.

È una sensazione quasi fisica e di disorientamento ritrovare tra le mani un oggetto che appartiene alla memoria visiva e tattile di molti decenni, e scoprirlo così svuotato della sua consistenza originaria

Quella carta sottile e scura non è soltanto un dettaglio tipografico o una scelta di costo, ma il segno tangibile di una trasformazione produttiva che ha travolto l’intera editoria periodica di largo consumo

Un tempo i rotocalchi stampavano su carte patinate dal peso specifico consistente, capaci di restituire lucidità ai colori e una certa resistenza meccanica al gesto dello sfogliare, un rituale che chiedeva ritmo e corposità

Oggi il crollo delle tirature e il costo della materia prima hanno imposto una drastica riduzione delle grammature, spingendo verso carte riciclate o ad altissima resa meccanica ma poverissime di cellulosa nobile

Il risultato è questo velo opaco e cedevole, un supporto che sembra quasi ritrarsi mentre lo si sfoglia e che rende l’esperienza della lettura un confronto con la fragilità stessa della stampa contemporanea

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