L’espressione descrive il tentativo ridicolo e ingenuo di celare una responsabilità, una colpa o una verità evidente attraverso un pretesto del tutto inconsistente.
Un dito, per la sua stessa forma e dimensione, non ha alcuna capacità di offrire riparo. Cercare di rifugiarsi dietro di esso significa arrendersi a un’autoillusione: la convinzione che, finché l’ostacolo appare sufficiente a noi, anche gli altri non riescano a vedere oltre. Si crea così un contrasto immediato tra l’ingombrante presenza di ciò che si vorrebbe occultare e la fragilità del mezzo scelto per farlo.
Si ricorre a questo comportamento per imbarazzo, opportunismo o viltà. Chi vi si affida cerca una via di fuga rapida ed economica, finendo però per rendere il proprio errore ancora più palese e ridicolo. La trasparenza della scusa non fa che evidenziare la consapevolezza della propria mancanza, trasformando la ritrattazione in una doppia dimostrazione di debolezza.
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