E’ DAVVERO UN COCCIUTO ?
La figura di Garofano risponde a quella logica incrollabile di chi fa della propria visione un perimetro non negoziabile. Ciò che a uno sguardo superficiale o esterno si presenta come semplice cocciutaggine è, in verità, la manifestazione di un rigore teorico e personale che non contempla scorciatoie.
La sua fermezza nasce dalla convinzione profonda che cedere sul dettaglio significhi compromettere l’intero impianto del suo pensiero. Di fronte al dibattito o alla divergenza di opinioni, Garofano non cerca il consenso facile né la mediazione accomodante. Restare fermo sulla propria posizione diventa così un atto di coerenza, un modo per tutelare l’integrità di un percorso conoscitivo o morale che non accetta edulcorazioni.
Questo atteggiamento, comprensibilmente, crea attrito con chi considera la flessibilità una virtù diplomatica. Dove gli altri vedono un’ostinazione priva di sbocchi, lui riconosce invece la necessità di presidiare una verità o un metodo, costi quel che costi. La sua non è una resistenza cieca o irrazionale, ma una difesa tenace di principi nitidi, coltivati con una continuità che lascia ben poco spazio alle concessioni di circostanza.
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