o restrizione quantitativa
E’ la politica monetaria mediante la quale una banca centrale riduce le dimensioni del proprio bilancio drenando liquidità dal sistema finanziario.
Si tratta dell’esatto contrario del Quantitative Easing (QE) : se con il QE la banca centrale acquista titoli di Stato e asset finanziari per immettere moneta nel circuito economico, con il QT lascia scadere i titoli in portafoglio senza reinvestirne il capitale oppure li vende direttamente sul mercato.
Il meccanismo di funzionamento del QT e le sue implicazioni principali si articolano in tre aspetti chiave.
Il meccanismo operativo
Durante il QE la banca centrale crea nuove riserve bancarie per acquistare obbligazioni dai mercati finanziari. Con il QT il processo viene invertito.
Nella modalità più comune, detta QT passivo, la banca centrale non riacquista nuovi titoli quando quelli in suo possesso arrivano a scadenza. Il Tesoro rimborsa il valore del titolo prosciugando le riserve che la banca centrale detiene presso di sé, riducendo di fatto la quantità di moneta in circolazione. Nel QT attivo la banca centrale vende direttamente sul mercato aperto i titoli presenti in bilancio, accelerando il drenaggio di liquidità.
Gli obiettivi principali
Contenere l’inflazione
Riducendo la massa monetaria disponibile nel sistema finanziario, il QT limita la capacità di credito delle banche commerciali e raffredda la domanda aggregata.
Normalizzare il bilancio
Riduce l’enorme attivo patrimoniale accumulato dalle banche centrali durante i periodi di crisi economico-finanziaria.
Aumentare i tassi a lungo termine
Insieme all’aumento dei tassi di interesse di riferimento, il QT contribuisce ad alzare i rendimenti dei titoli a medio e lungo termine, rendendo il costo del denaro più alto per imprese e consumatori.
Gli effetti sui mercati e sull’economia
L’uscita della banca centrale dal ruolo di acquirente principale di titoli di Stato aumenta l’offerta di obbligazioni sul mercato secondario. Di conseguenza i prezzi dei titoli tendono a scendere e i loro rendimenti a salire.
Un drenaggio di liquidità troppo rapido o imprevisto può generare tensioni sui mercati interbancari, ridurre la propensione al rischio degli investitori e provocare una contrazione delle valutazioni di azioni e asset speculativi.
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