DEI CANTAUTORI
La Scuola genovese dei cantautori rappresenta uno dei momenti più fertili e rivoluzionari della musica italiana del Novecento, un sodalizio informale nato tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta attorno a un gruppo di giovani artisti legati da una profonda affinità culturale e da una condivisa urgenza espressiva.
I protagonisti centrali di questa stagione sono stati :
Fabrizio De André, Umberto Bindi, Luigi Tenco, Gino Paoli e Bruno Lauzi.
A caratterizzare questo gruppo è stata la capacità di rompere con la tradizione della canzone melodica italiana del tempo per inaugurare una forma espressiva del tutto nuova, fortemente influenzata dalla chanson francese di Georges Brassens e Jacques Brel, dal jazz e dalla letteratura esistenzialista.
Le liriche hanno introdotto nei testi musicali temi fino ad allora inediti o emarginati dalla cultura ufficiale, quali la marginalità sociale, l’amore privo di retorica ideale, l’antimilitarismo, la malinconia esistenziale e una pungente critica alla morale borghese.
Sotto il profilo stilistico e formale, la scuola genovese si è distinta per una ricerca poetica essenziale, sorretta da un uso rigoroso e innovativo della lingua italiana e da un saldo legame con i luoghi della città, dalle stradine dei caruggi al paesaggio marino del quartiere di Boccadasse.
L’eredità di questa stagione ha segnato in modo permanente la successiva evoluzione della canzone d’autore italiana, influenzando generazioni di musicisti e trasformando il testo musicale in una vera e propria forma d’arte letteraria e sociale.
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