TORINO
Rappresenta un perfetto punto di convergenza tra la memoria storica risorgimentale e i linguaggi della contemporaneità visuale.
Fondata nel 1757 in Piazza Carignano, questa istituzione torinese non è soltanto una tappa fondamentale della cultura gastronomica guidata dallo chef Matteo Baronetto, ma anche uno spazio museale diffuso in cui la pittura e le arti visive dialogano con l’architettura d’epoca.
Il percorso espositivo interno articola le sue sale storiche e contemporanee attraverso interventi d’artista pensati per trasformare la convivialità in un’esperienza estetica complessa.
La celebre Sala Risorgimento, dominata dalle boiserie ottocentesche, dai grandi specchi e dal tavolo dove era solito sedere Camillo Benso di Cavour, conserva intatto l’influsso dell’aristocrazia sabauda, offrendo un aggancio immediato alla storia risorgimentale italiana.
Ad essa si affiancano gli interventi site-specific di maestri dell’arte contemporanea, a partire da Michelangelo Pistoletto con l’opera Evento, pensata per rileggere lo spazio riflettente e il rapporto tra visitatore e opera attraverso i suoi iconici quadri specchianti.
La dimensione visiva del locale si estende al Bar Cavour e agli ambienti adiacenti con il contributo di artisti internazionali e italiani, tra cui Pablo Bronstein, Izhar Patkin, Arturo Herrera e i richiami alle forme di Carol Rama, trasformando ogni ambiente in una galleria abitata.
Gli arredi curati dal designer Martino Gamper integrano ulteriormente l’esperienza plastica e spaziale, dimostrando come il collezionismo e la tutela del patrimonio possano convivere con la quotidianità e la grande cucina.
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