Carlo Verdelli è una delle figure di maggior rilievo nel panorama del giornalismo e dell’editoria italiana contemporanea.
La sua traiettoria professionale si distingue per la direzione di testate di primo piano e per una rigorosa analisi delle dinamiche culturali, sociali e mediali del Paese.
Il percorso professionale
Nato a Milano nel 1957, muove i primi passi nel giornalismo sulle pagine milanesi de la Repubblica prima di passare all’universo Mondadori.
Nel corso dei decenni ha guidato e ristrutturato importanti progetti editoriali :
I settimanali e i periodici
ha diretto Sette (inserto del Corriere della Sera), il lancio e la direzione di Vanity Fair Italia, e successivamente la direzione del settimanale Oggi.
La stampa quotidiana
è stato condirettore del Corriere della Sera, direttore de La Gazzetta dello Sport e, tra il 2019 e il 2020, direttore de la Repubblica.
L’esperienza in RAI tra il 2015 e il 2017 ha rivestito la carica di primo Direttore Editoriale per l’Offerta Informativa della RAI, formulando un piano di riforma dell’informazione pubblica poi arenatosi per resistenze politiche.
Attualmente è editorialista del Corriere della Sera.
Temi e saggistica
Oltre alla direzione di testata, Verdelli ha affiancato un’attività d’autore incentrata sull’osservazione critica delle trasformazioni sociali e istituzionali.
Tra le sue opere principali :
I sogni belli non si ricordano (Garzanti, 2014)
Roma non perdona. Come la politica si è ripresa la RAI (Feltrinelli, 2019), un’analisi lucida sulle ingerenze del potere politico nel servizio pubblico
Acido. Cronache italiane anche brutali (Feltrinelli, 2021)
Il diavolo in tasca. Genitori e figli prigionieri del telefonino (Einaudi, 2026), un pamphlet-reportage focalizzato sull’impatto del capitalismo digitale, sulla dipendenza dagli smartphone e sull’urgenza di regolamentare lo spazio virtuale a tutela dei giovani.
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