ANGELO BAGNASCO

Angelo Bagnasco : profilo biografico, percorso teologico-filosofico e guida pastorale

La figura di Angelo Bagnasco si inserisce in una lunga tradizione di pensiero e di governo pastorale che lega la riflessione speculativa metafisica con la presenza attiva delle istituzioni ecclesiali nello spazio pubblico contemporaneo.

La sua traiettoria personale, segnata dagli studi filosofici e dalle responsabilità apicali nella Chiesa italiana ed europea, costituisce un nodo di osservazione di rilevante interesse per comprendere le dinamiche tra etica, società e istituzioni nell’Italia a cavallo tra il XX e il XXI secolo.

Le origini, la formazione e il radicamento genovese

Angelo Bagnasco nasce il 14 gennaio 1943 a Pontevico, in provincia di Brescia, da una famiglia di origine genovese che si trova momentaneamente sfollata a causa delle vicende belliche della seconda guerra mondiale.

Compiuti gli studi presso il Seminario Arcivescovile di Genova, riceve l’ordinazione presbiterale il 29 giugno 1966.

Il suo legame con la città di Genova non si limita tuttavia al solo ministero sacerdotale sul territorio. Accanto alle prime esperienze parrocchiali e d’insegnamento, intraprende un percorso accademico che lo porta a conseguire nel 1979 la laurea in Filosofia presso l’Università degli Studi di Genova.

Durante gli anni della formazione teologica e filosofica, sviluppa un forte radicamento nella corrente del pensiero tomista, unito a una costante attenzione alle tematiche della metafisica e alla critica delle tendenze dell’ateismo contemporaneo.

Tra i suoi docenti e maestri spirituali figura l’allora arcivescovo di Genova, il cardinale Giuseppe Siri, la cui impostazione concettuale e dottrinale ne influenzerà costantemente l’orientamento di pensiero.

Il ministero episcopale e l’Ordinariato Militare

Nel 1998 Papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Pesaro. Con l’elevazione della diocesi ad arcidiocesi metropolitana nel 2000, Bagnasco ne diventa il primo arcivescovo metropolita.

La svolta che lo porta al centro della scena pubblica nazionale avviene nel giugno 2003, quando viene nominato Ordinario Militare per l’Italia.

Si tratta di un quinquennio contrassegnato da eventi tragici legati all’impegno delle forze armate italiane nelle missioni internazionali di pace, tra cui l’attentato di Nassiriya del novembre 2003 e gli interventi in Afghanistan.

Nel ricoprire la carica — assimilata per legge al rango di generale di corpo d’armata — Bagnasco si trova a presiedere le esequie di Stato dei caduti, diventando un volto noto all’opinione pubblica per l’impostazione austera e misurata dei suoi interventi.

Alla cattedra di San Lorenzo e alla guida della CEI

Il 29 agosto 2006 viene nominato da Papa Benedetto XVI alla guida dell’Arcidiocesi di Genova, succedendo al cardinale Tarcisio Bertone.

Pochi mesi dopo, il 7 marzo 2007, lo stesso Papa Ratzinger lo sceglie come Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), incarico in cui subentra al cardinale Camillo Ruini e che gli viene riconfermato per un secondo quinquennio fino al maggio 2017. Il 24 novembre 2007 riceve la porpora cardinalizia.

Durante il decennio alla presidenza della CEI, Bagnasco formula e promuove una presenza pubblica della Chiesa fondata sul valore dei principi non negoziabili, sulla tutela della famiglia, sulla centralità dell’educazione e sulla difesa dei diritti dei lavoratori.

I suoi prolusioni ai consigli permanenti dei vescovi diventano regolarmente oggetto di confronto nel dibattito civile e sociale del Paese.

Parallelamente alla responsabilità nazionale, nel 2016 viene eletto Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE), carica mantenuta fino al 2021, ampliando il suo raggio d’azione alle problematiche del pluralismo e dell’identità culturale nel continente europeo.

Il pensiero filosofico e l’impostazione concettuale

Sul piano concettuale, l’elaborazione di Bagnasco muove costantemente da una rigorosa impostazione filosofica classica.

Tra i nuclei fondanti della sua riflessione si rilevano:

Il primato della metafisica : la convinzione che la crisi del mondo contemporaneo e il relativismo etico traggano origine dall’abbandono di un’antropologia oggettiva.

Per Bagnasco, il recupero del pensiero razionale e della metafisica tomista costituisce il prerequisito per qualsiasi dialogo critico con la modernità.

La dimensione etica della politica : la distinzione tra la laicità dello Stato e la pretesa di confinare la visione morale nella sola sfera privata.

L’argomentazione a sostegno della presenza pubblica delle istanze cristiane non viene presentata come rivendicazione di potere, bensì come proposta fondata sulla legge naturale a tutela della dignità della persona humana.

La centralità dell’educazione: il costante sollecito nei confronti della cosiddetta “emergenza educativa”, individuata come la sfida fondamentale per le comunità ecclesiali e civili nell’epoca del disorientamento assiologico e del prevalere del soggettivismo individualista.

Gli anni recenti e l’eredità pastorale

Nel maggio 2020 Papa Francesco accoglie le sue dimissioni dal governo pastoral dell’Arcidiocesi di Genova per raggiunti limiti di età. Da arcivescovo emerito continua a risiedere e a operare a Genova, partecipando ad approfondimenti teologici e filosofici.

Nel percorso intellettuale ed ecclesiale di Angelo Bagnasco si evidenzia la figura di un presul di scuola classica, in grado di conciliare il rigore speculativo con una spiccata capacità di coordinamento istituzionale in fasi storiche di trasformazione sociale e culturale.

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