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  • SCARLETT WALKER MY

    LETTERA RICEVUTA

    6 Maggio 2023, Caro Piero Villani il tuo arrivo a Brighton fu come entrare in un dipinto già in corso.

    Le case color pastello che si affacciavano sul lungomare sembravano pennellate audaci su una tela celeste.

    Per i successivi venti giorni, il tuo studio divenne una tela bianca in attesa di catturare l’essenza vibrante di questa città costiera.

    Nei primi giorni ti sei immerso nell’ambiente.

    Passeggiate lungo il Brighton Pier, con la sua cacofonia di suoni e la giostra vorticosa che diventava una sfocatura di colori, hanno acceso nuove sinapsi creative.

    Le forme geometriche arrugginite delle gru del porto, in contrasto con le curve morbide delle onde, hanno iniziato a insinuarsi nei tuoi schizzi.

    Hai trascorso pomeriggi interi a vagare per le Lanes, perdendoti nel labirinto di negozi eccentrici e gallerie d’arte indipendenti.

    Ogni angolo offriva una nuova prospettiva, un dettaglio inaspettato: il modo in cui la luce del sole danzava su un muro scrostato, il ritmo dei passanti, le conversazioni sussurrate che si fondevano nel brusio della città.

    Questi frammenti sensoriali hanno iniziato a sedimentarsi, trasformandosi in emozioni e concetti che bramavano di essere espressi sulla tela.

    Il tuo studio inondato dalla luce naturale che filtrava da una grande finestra, divenne il tuo santuario.

    I primi tentativi furono forse timidi, esplorazioni di colore e linea che riflettevano la tua fase di assorbimento.

    Ricordo le tue mani macchiate di pigmenti vibranti, il profumo sottile di trementina nell’aria, il silenzio concentrato interrotto solo dal graffiare occasionale del pennello sulla tela.

    Poi, qualcosa ha iniziato a cambiare.

    L’energia di Brighton ha iniziato a fluire attraverso di te, manifestandosi in pennellate più audaci, in combinazioni di colori inaspettate.

    Forse una passeggiata ventosa lungo la costa ti ha ispirato a creare vortici di blu e grigi tormentati.

    O forse la vivacità della scena musicale locale si è tradotta in ritmi visivi e giustapposizioni cromatiche audaci.

    Hai sperimentato con diverse tecniche, forse incorporando materiali trovati sulla spiaggia conchiglie levigate, pezzi di vetro marino per aggiungere texture e profondità inaspettate alle tue opere.

    Ogni pezzo diventava un diario visivo della tua esperienza, un’istantanea emotiva di un momento, un luogo, una sensazione.

    Verso la fine della tua residenza, le tue tele raccontavano storie silenziose ma potenti.

    Non erano rappresentazioni letterali di Brighton, ma piuttosto le sue vibrazioni distillate, le sue emozioni catturate in forma astratta.

    Le tue opere pulsavano dell’energia del Pier sussurravano la tranquillità del mare, danzavano con i colori caleidoscopici del Royal Pavilion.

    L’ultimo giorno, mentre guardavi le tue tele allineate nello studio, sentivi un misto di soddisfazione e una punta di malinconia.

    Avevi riversato un pezzo della tua anima in quei lavori, infondendoli con l’essenza di Brighton attraverso il tuo sguardo unico di artista astrattista.

    Lasciare la città significava portare con te non solo le tele, ma anche un bagaglio di nuove ispirazioni e una connessione più profonda con il tuo processo creativo, forgiata nei venti e nei colori di quella vivace città costiera.

    E ora, quelle opere d’arte continuano a raccontare la tua storia di venti giorni a Brighton, un’esperienza che sicuramente ha lasciato un segno indelebile nel tuo percorso artistico.

    Pvl

  • Lettera a Piero Villani . New York 9/2024

    Arrivi a New York con una valigia piena di tele arrotolate e un cuore colmo di aspettative.

    Il tuo piccolo appartamento in un vivace quartiere di Brooklyn diventa subito la tua base operativa.

    Ti immergi rapidamente nella scena artistica locale, frequentando vernissage a Chelsea come un vero insider.

    Incontri illuminanti

    Leo Maxwell

    Alla vernice di un giovane artista emergente alla Pace Gallery, conosci casualmente Leo Maxwell, un carismatico gallerista con un occhio infallibile per il talento.

    La conversazione si accende subito, parlando della tua audace tecnica di stratificazione del colore e della tua peculiare interpretazione dello spazio.

    Eleanor Vance

    Durante una visita al MoMA, incontri Eleanor Vance, una critica d’arte dallo sguardo acuto e dalla penna affilata, nota per i suoi articoli su “Art in America”.

    Eleanor è incuriosita dalla tua prospettiva europea sull’astrazione americana e ti propone un’intervista informale per il suo blog.

    Javier “Jax” Ramirez

    In un affollato locale dell’East Village, noto per serate di poesia e performance artistiche, fai amicizia con Javier “Jax” Ramirez, un artista concettuale di fama internazionale con un umorismo pungente.

    Jax apprezza il tuo approccio istintivo e la tua noncuranza per le convenzioni.

    Spesso vi ritrovate a discutere animatamente fino a tarda notte.

    Sviluppi inaspettati

    Dopo aver mostrato il tuo lavoro a Leo Maxwell, il gallerista rimane colpito dalla freschezza e dall’energia delle tue opere, offrendoti uno spazio nel suo prossimo “New Voices” show, una collettiva dedicata a talenti emergenti.

    L’emozione è indescrivibile

    L’intervista con Eleanor riscuote un successo inatteso online, portando attenzione al tuo lavoro da parte di collezionisti e altri galleristi.

    Inizi a ricevere inviti a nuovi eventi e a stringere interessanti connessioni.

    Le chiacchierate con Jax si trasformano in una collaborazione artistica estemporanea : insieme create un’installazione che combina la tua pittura gestuale con i suoi oggetti trovati, presentata in uno spazio indipendente a Bushwick, attirando l’attenzione della scena underground.

    Partenza con la promessa di ritorno

    Dopo tre mesi intensi e ricchi di stimoli, saluti i tuoi nuovi amici e lasci New York con la consapevolezza di aver lasciato un segno, seppur piccolo, nel vibrante mondo dell’arte newyorkese.

    La promessa di una futura mostra personale con Leo Maxwell e la prospettiva di nuove collaborazioni ti riempiono di eccitazione per il futuro.

    Porti con te non solo nuove esperienze e contatti preziosi, ma anche una rinnovata fiducia nella tua visione artistica .

    Paolo Wagher

  • Paolo Wagher, Zurigo 1958

    Paolo Wagher : Profilo di un Intellettuale d’Avanguardia

    Una Voce Fuori dal Coro

    Paolo Wagher si configura come una delle figure più poliedriche e originali del panorama culturale contemporaneo, muovendosi con eleganza tra le radici svizzere e l’effervescenza artistica italiana. Intellettuale raffinato, Wagher ha scelto oggi una dimensione di fecondo isolamento : una distanza critica che gli permette di osservare il mondo “fuori dal coro”, preservando quell’indipendenza di giudizio che è il tratto distintivo della sua intera parabola umana e professionale.

    La Formazione e la Visione Critica

    Originario di Zurigo, Wagher ha costruito la propria autorevolezza attraverso un percorso di studi rigoroso.

    Come acuto critico d’arte e saggista, si distingue per uno sguardo capace di penetrare l’essenza dell’opera, supportato da una penna di rara eleganza.

    La sua analisi non si limita all’estetica, ma diventa un’indagine sociologica e filosofica sulle dinamiche della modernità.

    Il Sodalizio con l’Arte : Il Legame con Piero Villani

    Uno dei pilastri del percorso intellettuale di Wagher è lo storico e profondo legame con l’artista italiano Piero Villani.

    Quella tra Wagher e Villani non è solo un’amicizia, ma un vero e proprio laboratorio intellettuale in continua evoluzione.

    Paolo Wagher è stato tra i primi a decodificare la complessità del linguaggio di Piero Villani, offrendo interpretazioni critiche che hanno permesso di contestualizzare l’opera dell’artista nel grande flusso della storia dell’arte contemporanea.

    Questo dialogo, ancora oggi vivissimo, rappresenta un esempio raro di come critica e creazione possano alimentarsi a vicenda.

    Contributo Culturale e Impegno Saggistico

    Attraverso una produzione saggistica densa e illuminante, Paolo Wagher continua a offrire al pubblico strumenti per interpretare le tendenze artistiche più disparate.

    La sua capacità di connettere il manufatto artistico con il tessuto storico e sociale lo ha consacrato come voce autorevole nel dibattito critico internazionale.

    Le sue riflessioni sul ruolo dell’arte come catalizzatore sociale rimangono punti di riferimento per studiosi e appassionati.

    Eredità e Presente

    Oggi, pur vivendo in una dimensione riservata, Paolo Wagher rimane un punto di riferimento per chiunque cerchi una visione dell’arte che sia, allo stesso tempo, rigore accademico e passione vitale.

    Il suo lavoro continua a influenzare la comprensione delle correnti contemporanee, confermando la sua statura di protagonista indiscusso della cultura europea.

  • INCONTRO CON FRANCO MULAS

    all’ExpoArte a Bari

    Anni fa, durante Expoarte a Bari, ebbi la fortuna di imbattermi nello stand di Franco Mulas.

    Le sue opere mi catturarono all’istante.

    Ricordo ancora la lunga e piacevole conversazione che avemmo.

    Fui letteralmente stregato dai suoi colori, vibranti e profondi.

    Sapevo che i suoi quadri erano già apprezzati a livello internazionale, ma quella particolare tela… la desideravo ardentemente.

    Nonostante il sacrificio economico che rappresentava – ben cinque miei stipendi! – non esitai ad acquistarla.

    E non me ne sono mai pentito, nemmeno per un istante.

    Con Franco mantenni un rapporto di sincera amicizia fino alla sua scomparsa.

    Ripensare a quegli anni, all’opportunità di conoscere da vicino un artista di tale sensibilità, mi riempie il cuore di dolcezza.

    Un ricordo affettuoso per lui, sempre vivo in me.

    Pvl

  • LIDIA PUGLIOLI

    Nasce a San Lazzaro (Bologna) il 23 agosto 1919. Dopo la maturità classica, s’iscrive all’Università (Facoltà di Lettere e Filosofìa) e all’Accademia delle Belle Arti, dove studia con Virgilio Guidi e Giorgio Morandi. Comincia giovanissima a disegnare e a dipingere, cimentandosi in ritratti e paesaggi dal vero. Nel 1942 partecipa per la prima volta a una mostra upubblica dove la sua “Figura” si rivela un’originalissima interpretazione della lezione di Guidi. Dopo la guerra, si diploma all’Accademia e si laurea in storia dell’arte, 1948, discutendo con Roberto Longhi una tesi su Marco Basaiti. Continua a dipingere e soprattutto a disegnare; s’avvia col 1948 la prima serie di teste a matita e a penna, mentre presta la sua opera come assistente volontaria alla cattedra di Roberto Longhi. “Incerta fra il dipingere e lo scrivere d’arte”, come ricorda in una sua memoria, pubblica alcuni articoli e recensioni. Il primo quadro di ispirazione informale è del maggio 1954, da allora si è dedicata interamente alla pittura. Ha partecipato a diverse mostre, collettive e personali. Tra le altre si ricordano: Galleria La Loggia Bologna 1960; Galleria Trianon e Galleria Guerrazzi 1974; Galleria Mariani Ravenna; Galleria D. Baccarini Faenza e Associazione Italo-Francese Bologna 1976, con testo di Claudio Spadoni; Galleria San Luca 1980; Padania: tra cronache e ultimi naturalisti, a cura di Paola Sega Serra Zanetti; Roma centro culturale 5-cinquantacinque, 1990; Galleria San Luca Bologna 1992 con testo di Paola Sega Serra Zanetti; Galleria del Risorgimento Imola 1993 con testo di Dario Trento; Civiche Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea – Palazzo Massari Ferrara 1994 con testo di Beatrice Buscaroli Fabbri; Galleria San Luca Bologna 1994 con testo di Dario Trento; Galleria Paolo Nanni 1999 con testo di Beatrice Buscaroli. Vive e lavora a Bologna.

    MOGLIE DI POMPILIO MANDELLI