Vladimir IlâiÄ Ulâjanov, 1870â1924
è stato un rivoluzionario, politico e teorico marxista russo, figura centrale nella storia del XX secolo. Fondatore del partito bolscevico e principale artefice della Rivoluzione dâOttobre del 1917, fu il leader della Russia sovietica dal 1917 e, in seguito, il primo capo del governo dellâUnione Sovietica fino alla sua morte.
Ecco alcuni punti chiave della sua figura:
đ§ Ideologia e pensiero
Lenin rielaborò il pensiero di Marx, adattandolo al contesto russo, dove il capitalismo non era ancora maturo come in Europa occidentale. Sviluppò concetti come la dittatura del proletariato e il partito dâavanguardia, ritenendo che unâĂŠlite rivoluzionaria dovesse guidare le masse verso il socialismo.
âď¸ Rivoluzione dâOttobre
Nel 1917, con i bolscevichi, rovesciò il governo provvisorio nato dopo la caduta dello zar. UscÏ dalla Prima guerra mondiale firmando il trattato di Brest-Litovsk con la Germania nel 1918.
đď¸ Creazione dellâURSS
Lenin nazionalizzò lâindustria, abolĂŹ la proprietĂ privata dei mezzi di produzione e cercò di costruire una nuova economia socialista. Dopo la guerra civile (1918â1921), introdusse la NEP (Nuova Politica Economica), un compromesso temporaneo con elementi di economia di mercato.
đ§Ź EreditĂ
La sua morte nel 1924 aprÏ la strada alla lotta per la successione, vinta poi da Stalin. Rimane una figura controversa: per alcuni, un genio politico e un liberatore; per altri, il fondatore di un sistema autoritario che portò a gravi repressioni.
APPROFONDIMENTI
1. Le origini e la formazione
Vladimir IlâiÄ Ulâjanov nasce il 22 aprile 1870 a Simbirsk (oggi Ulâjanovsk) in una famiglia borghese colta e benestante. Il padre era un ispettore scolastico imperiale, mentre la madre proveniva da una famiglia colta e liberale.
Un evento cruciale della sua giovinezza fu lâesecuzione del fratello maggiore, Aleksandr, nel 1887, per aver partecipato a un complotto contro lo zar Alessandro III. Questo trauma lo spinse verso il radicalismo politico.
Lenin si laureò in legge e si immerse fin da giovane nella lettura di Marx, Engels e dei classici del socialismo. Da qui nacque la sua convinzione che la rivoluzione socialista fosse non solo necessaria, ma inevitabile.
2. Il marxismo leninista
Lenin riteneva che il modello marxista andasse adattato alla realtĂ russa, un paese prevalentemente contadino, arretrato rispetto allâEuropa industriale.
I concetti fondamentali:
Partito dâavanguardia: secondo Lenin, il proletariato non avrebbe potuto acquisire da solo la coscienza rivoluzionaria. Era quindi necessario un partito composto da rivoluzionari professionisti, disciplinato, centralizzato, capace di guidare le masse. Dittatura del proletariato: una fase transitoria in cui lo Stato avrebbe esercitato il potere in nome della classe operaia per sopprimere la borghesia e costruire il socialismo. Imperialismo come fase suprema del capitalismo: in un famoso saggio (1916), Lenin sosteneva che il capitalismo aveva raggiunto uno stadio in cui esportava capitali e sfruttava colonie, aggravando le disuguaglianze globali. La guerra mondiale era, per lui, il risultato di questo imperialismo.
3. La Rivoluzione russa
1917: due rivoluzioni
Febbraio: lo zar Nicola II abdica; nasce un governo provvisorio, debole e incerto. Ottobre: i bolscevichi, guidati da Lenin, organizzano un colpo di Stato e prendono il potere. Lenin torna a Pietrogrado con lâaiuto tedesco (i famosi âtreni piombatiâ) e scrive le Tesi di aprile, in cui invoca âTutto il potere ai Sovietâ.
Con la Rivoluzione dâOttobre si instaura il primo Stato socialista della storia.
4. La guerra civile e la NEP
Tra il 1918 e il 1921 la Russia fu dilaniata dalla guerra civile tra:
Armata Rossa (bolscevichi) Armata Bianca (zaristi, liberali, menscevichi) Interventi stranieri (Francia, Inghilterra, Giappone, USA)
I bolscevichi vincono, ma il paese è distrutto.
Lenin avvia allora una politica economica piĂš flessibile:
NEP (Nuova Politica Economica) â 1921
Reintroduzione di una certa libertĂ economica per contadini e piccoli commercianti Lo Stato mantiene il controllo delle âleveâ principali (banche, industria pesante, trasporti) Fu una misura temporanea, considerata da Lenin come un âritiro strategicoâ
5. Malattia, morte e successione
Lenin ebbe tre ictus tra il 1922 e il 1924, che lo lasciarono inabile. In quegli ultimi anni, scrisse il celebre Testamento politico, in cui:
Criticava Stalin per la sua brutalitĂ Esprimeva dubbi sulle sue capacitĂ di leadership Propose una riorganizzazione del partito per evitare una degenerazione autoritaria
Il testamento fu ignorato. Alla sua morte (21 gennaio 1924), Stalin aveva giĂ assunto unâenorme influenza allâinterno del partito.
6. LâereditĂ storica
Lenin è una figura che divide ancora storici e opinione pubblica:
Aspetti positivi riconosciuti:
Visionario politico, capace di trasformare unâideologia in realtĂ storica Straordinario stratega e organizzatore Ha abbattuto un regime autocratico (quello zarista) tra i piĂš repressivi dâEuropa
Aspetti critici e controversi:
Ha avviato il sistema del terrore di Stato (Äeka, repressione politica) Ha soppresso sistematicamente la libertĂ di stampa, di associazione, di opinione Ha creato un sistema a partito unico, autoritario La sua idea di âdittatura del proletariatoâ ha ispirato regimi violenti nel mondo.