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  • Umberto Bindi

    Bogliasco, 12 maggio 1932 – Roma, 24 maggio 2002 è stato un cantautore, compositore e pianista italiano, figura di spicco della scuola genovese insieme a Gino Paoli, Bruno Lauzi e Luigi Tenco.

    Dotato di una formazione classica e di una sensibilità melodica raffinata, Bindi ha lasciato un’impronta indelebile nella canzone d’autore italiana.

    Carriera e successi

    Bindi esordì nel 1959 con “Arrivederci”, scritta insieme a Giorgio Calabrese, che divenne un grande successo grazie all’interpretazione di Don Marino Barreto Jr.

    Nel 1960 pubblicò “Il nostro concerto”, caratterizzata da un’introduzione orchestrale ispirata al “Warsaw Concerto” di Richard Addinsell; il brano rimase in vetta alle classifiche italiane per diverse settimane .

    Un altro suo brano celebre è “Il mio mondo” (1963), scritto con Gino Paoli. La versione inglese, “You’re My World”, con testo di Carl Sigman, fu portata al successo da Cilla Black, raggiungendo il primo posto nelle classifiche di Regno Unito, Australia, Belgio, Messico, Paesi Bassi e Sudafrica .

    Nel 1967 compose “La musica è finita”, con testi di Franco Califano e Nisa, interpretata da Ornella Vanoni e Mina.

    Vita personale e discriminazione

    Nonostante il talento, la carriera di Bindi fu ostacolata dalla discriminazione legata alla sua omosessualità, in un’epoca in cui l’Italia era poco tollerante.

    Egli stesso raccontò che i problemi iniziarono al Festival di Sanremo del 1961, quando l’attenzione dei media si concentrò su un anello che indossava, anziché sulla sua musica .

    Nel 1988, durante il Maurizio Costanzo Show, dichiarò pubblicamente la sua omosessualità, sottolineando come questa avesse influito negativamente sulla sua carriera.

    Ultimi anni e riconoscimenti

    Negli anni ’70 e ’80, Bindi continuò a comporre e pubblicare album, tra cui “Con il passare del tempo” (1972), arrangiato da Bill Conti .

    Nel 1996 partecipò nuovamente al Festival di Sanremo con il brano “Letti”, in collaborazione con i New Trolls.

    Nello stesso anno, pubblicò l’album “Di coraggio non si muore”, prodotto da Renato Zero.

    In sua memoria, dal 2005 si tiene a Santa Margherita Ligure il Premio Bindi, uno dei più importanti concorsi italiani dedicati alla canzone d’autore, ideato da Bruno Lauzi e Giorgio Calabrese .

    Canzoni più celebri

    Arrivederci (1959) Il nostro concerto (1960) Il mio mondo / You’re My World (1963) La musica è finita (1967) Riviera (1961)

    Fonti e approfondimenti

    Wikipedia – Umberto Bindi Treccani – Umberto Bindi La rivista il Mulino – Umberto Bindi, vent’anni dopo

    Umberto Bindi rimane una figura fondamentale della musica italiana, la cui opera continua a influenzare generazioni di artisti.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Spalato. Palazzo di Diocleziano

    nota anche come Split, è famosa soprattutto per il Palazzo di Diocleziano, uno dei monumenti romani più straordinari e meglio conservati al mondo.

    Spalato, la città di Diocleziano

    Diocleziano, imperatore romano dal 284 al 305 d.C., fece costruire qui un imponente palazzo fortificato tra il 293 e il 305 d.C., che doveva essere la sua residenza estiva dopo l’abdicazione.

    Palazzo di Diocleziano

    il cuore di Spalato. Elementi principali:

    Il Peristilio

    Il palazzo è una vera e propria città fortificata con mura, torri, porte monumentali e un peristilio (piazza colonnata) centrale. Era concepito come una fortezza e una residenza insieme.

    Dimensioni

    Si estende su circa 30.000 metri quadrati e occupa gran parte del centro storico di Spalato.

    Oggi, il palazzo è ancora abitato e ospita negozi, ristoranti, case e musei.

    La piazza principale, cuore cerimoniale e spazio di incontro.

    Il Mausoleo di Diocleziano, trasformato in Cattedrale di San Doimo.

    Le Porte

    • Porta Aurea,

    • Porta Argentea,

    • Porta Ferrea e

    • Porta Marina.

    I Sotterranei

    magazzini sotto il palazzo, oggi visitabili e spesso sede di mostre ed eventi culturali.

    Importanza storica e culturale

    Il Palazzo di Diocleziano rappresenta il passaggio dall’Antichità al Medioevo

    la città si sviluppò intorno a questo nucleo, con la popolazione che si stabilì nelle rovine dell’antico palazzo trasformandolo in un vero e proprio centro urbano.

    È patrimonio UNESCO dal 1979, riconosciuto per la sua eccezionale conservazione e importanza storica.

    Oggi a Spalato

    Il palazzo è il fulcro della vita cittadina: i vicoli, le piazze e i cortili accolgono mercati, artisti di strada, caffè e ristoranti.

    Visitare Spalato significa immergersi in una città viva, dove l’antico e il moderno convivono in modo armonioso.

    https://www.croazia.info/dalmazia/spalato/

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  • Spalato,cuore pulsante della Dalmazia

    Split in croato è la seconda città della Croazia.

    Cuore pulsante della Dalmazia, una destinazione ideale per chi cerca una combinazione di storia, cultura, mare cristallino e vivace vita urbana.

    Ecco una guida alle principali attrazioni e attività da non perdere.

    Cosa vedere a Spalato

    Palazzo di Diocleziano

    Costruito tra il 293 e il 305 d.C., il Palazzo di Diocleziano è uno dei siti romani meglio conservati al mondo.

    Oggi, il palazzo è il nucleo del centro storico di Spalato, abitato da circa 2.000 persone.

    Al suo interno si trovano il Peristilio (la piazza centrale), il Mausoleo di Diocleziano (ora la Cattedrale di San Doimo), il Tempio di Giove e i sotterranei, utilizzati in passato come magazzini e oggi sede di mostre e eventi. 

    Cattedrale di San Doimo

    La cattedrale più antica del mondo, costruita nel IV secolo come mausoleo per l’imperatore Diocleziano.

    Oltre alla sua bellezza architettonica, offre una vista panoramica sulla città dalla cima del campanile.

    Parco Forestale di Marjan

    Una collina verdeggiante che offre sentieri per escursioni, punti panoramici e chiese storiche.

    È il luogo ideale per una passeggiata al tramonto con vista sul mare Adriatico. 

    Riva

    Il lungomare di Spalato

    Il vivace lungomare è il cuore pulsante della città, con caffè all’aperto, ristoranti e una vista spettacolare sul porto e sulle isole vicine. 

    Mercato Verde (Pazar)

    Un mercato all’aperto dove è possibile acquistare prodotti freschi locali, spezie e souvenir.

    Si trova vicino al Palazzo di Diocleziano ed è un ottimo posto per immergersi nella vita quotidiana della città. 

    Galleria Ivan Meštrović

    Dedicata al celebre scultore croato Ivan Meštrović, la galleria ospita una vasta collezione delle sue opere, tra cui sculture, disegni e mobili.

    La galleria è situata in una villa storica con vista sul mare. 

    Spiagge e mare

    Spiaggia di Bačvice

    La spiaggia più famosa di Spalato, con sabbia fine e acque poco profonde, ideale per nuotare e giocare a picigin, un gioco tradizionale croato.

    Spiaggia di Kaštelet

    Una piccola baia con acque cristalline, perfetta per chi cerca tranquillità.

    Spiaggia di Firule

    Situata vicino all’ospedale, è una spiaggia di ciottoli con acque limpide, adatta a famiglie.

    Escursioni nei dintorni

    Isola di Hvar

    Conosciuta per le sue spiagge, la vita notturna e i paesini pittoreschi.

    È raggiungibile in traghetto da Spalato.

    Parco Nazionale di Krka

    Famoso per le sue cascate e piscine naturali, ideale per una gita di un giorno. 

    Trogir

    Una città medievale patrimonio dell’umanità, situata a breve distanza da Spalato. 

    Esperienze culinarie

    Spalato offre una vasta gamma di ristoranti e taverne (konobe) dove è possibile gustare piatti tradizionali come pesce fresco, agnello arrosto e specialità locali. Non perdere l’occasione di assaporare i vini locali come il Pošip e il Plavac Mali. 

    Consigli pratici

    Come arrivare

    Spalato è facilmente raggiungibile in aereo tramite l’Aeroporto di Spalato, in traghetto da altre città croate o in autobus. Muoversi in città: Il centro storico è compatto e facilmente esplorabile a piedi. Per spostamenti più lunghi, sono disponibili autobus e taxi.

    Miglior periodo per visitare

    La primavera e l’autunno offrono un clima piacevole e meno affollamento turistico.

    https://www.croazia.info/dalmazia/spalato/

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  • Robert Rauschenberg

    1925/2008

    è stato un artista statunitense fondamentale nel panorama dell’arte contemporanea, noto per aver sfidato le convenzioni artistiche del suo tempo e per aver creato opere che univano pittura, scultura, collage, fotografia e performance.

    Biografia e formazione

    Nato a Port Arthur, Texas, Rauschenberg iniziò gli studi in farmacologia all’Università del Texas, ma abbandonò presto per arruolarsi nella Marina degli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo la guerra, studiò arte al Kansas City Art Institute, all’Académie Julian di Parigi e al Black Mountain College in North Carolina, dove entrò in contatto con artisti e pensatori come John Cage e Josef Albers .

    Contributi artistici

    Rauschenberg è celebre per le sue “Combines” (1954–1964), opere che mescolano pittura e scultura utilizzando materiali e oggetti trovati, come pneumatici, legno e stoffe. Queste opere sfidano le tradizionali distinzioni tra le diverse forme artistiche .

    Tra le sue opere più iconiche:

    Monogram (1955–1959): una combinazione di una tela con una capra imbalsamata che attraversa un pneumatico, simbolo della sua capacità di fondere elementi disparati in un’unica opera . Erased de Kooning Drawing (1953): un’opera concettuale in cui Rauschenberg ha cancellato un disegno di Willem de Kooning, esplorando il concetto di “fare arte” attraverso l’atto stesso di cancellare . Canyon (1959): una combinazione di pittura e scultura che include un’aquila imbalsamata, un cuscino e una tela, rappresentando la sua esplorazione della tridimensionalità nell’arte.

    Attività internazionali e impegno sociale

    Negli anni ‘80, Rauschenberg avviò il progetto Rauschenberg Overseas Culture Interchange (ROCI), un’iniziativa che lo portò a collaborare con artisti di dieci paesi, tra cui Cina, Cuba e Giappone, promuovendo il dialogo culturale attraverso l’arte .

    Oltre alla sua pratica artistica, Rauschenberg si impegnò attivamente per i diritti degli artisti, lottando per l’introduzione di leggi che garantissero loro diritti sulle vendite secondarie delle opere, contribuendo all’approvazione della California Resale Royalty Act del 1976 .

    Riconoscimenti

    Nel corso della sua carriera, Rauschenberg ricevette numerosi premi, tra cui:

    International Grand Prize in Painting alla Biennale di Venezia (1964) National Medal of Arts (1993) Praemium Imperiale per la pittura (1998)

    La sua influenza si estende oltre la pittura, abbracciando la scultura, la performance e la tecnologia, consolidando la sua posizione come uno dei pionieri dell’arte contemporanea .

    Dove vedere le sue opere

    Le opere di Rauschenberg sono esposte in numerosi musei internazionali, tra cui:

    Museum of Modern Art (MoMA), New York Guggenheim Museum, New York Tate Modern, Londra Robert Rauschenberg Foundation, Captiva, Florida

    Per approfondire

    Per una panoramica completa della sua carriera e delle sue opere, puoi visitare il sito ufficiale della Robert Rauschenberg Foundation.

  • Jasper Johns

    nato il 15 maggio 1930 ad Augusta, Georgia è un pittore, scultore e incisore statunitense, considerato una figura centrale nell’arte americana del dopoguerra. La sua opera ha contribuito a superare l’Espressionismo Astratto, aprendo la strada a movimenti come il Neo-Dada e la Pop Art.

    Carriera e opere principali

    Johns è noto per l’uso di simboli familiari come bandiere, bersagli, numeri e mappe, che ha reinterpretato attraverso tecniche innovative come l’encausto (pigmenti mescolati a cera d’api). Tra le sue opere più celebri:

    Flag (1954–55): una delle sue prime opere, ispirata da un sogno, che raffigura la bandiera americana con 48 stelle, realizzata con encausto, olio e collage su tessuto montato su compensato . White Flag (1955): una versione monocromatica della bandiera americana, attualmente esposta al Metropolitan Museum of Art di New York . Three Flags (1958): tre tele sovrapposte raffiguranti la bandiera americana, ciascuna più piccola della precedente, creando un effetto tridimensionale; l’opera è conservata al Whitney Museum of American Art . Target with Four Faces (1955): un bersaglio con quattro volti umani, che esplora la percezione e l’identità. False Start (1959): un’opera che gioca con il colore e il linguaggio, venduta nel 2006 per 80 milioni di dollari, stabilendo un record per un artista vivente all’epoca .

    Collaborazioni e influenze

    Negli anni ’50, Johns si trasferì a New York, dove incontrò artisti come Robert Rauschenberg, il compositore John Cage e il coreografo Merce Cunningham. Queste collaborazioni influenzarono profondamente la sua pratica artistica. Johns fu anche ispirato dalle opere di Marcel Duchamp, in particolare dai suoi “readymades”, oggetti quotidiani trasformati in arte .

    Riconoscimenti

    Nel corso della sua carriera, Johns ha ricevuto numerosi premi e onorificenze, tra cui:

    Leone d’Oro alla Biennale di Venezia (1988) National Medal of Arts (1990) Praemium Imperiale per la pittura (1993) Presidential Medal of Freedom conferita dal presidente Barack Obama (2011)

    È stato inoltre eletto membro dell’American Academy of Arts and Letters e della American Philosophical Society .

    Mostre e collezioni

    Le opere di Johns sono esposte in importanti musei, tra cui il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York. Nel 2021, il Whitney Museum of American Art ha organizzato una grande retrospettiva intitolata Jasper Johns: Mind/Mirror, che ha evidenziato la profondità e la complessità della sua produzione artistica .

    Per approfondire

    Per ulteriori informazioni su Jasper Johns e le sue opere, puoi visitare il sito ufficiale jasper-johns.org, che offre una panoramica completa della sua carriera e delle sue creazioni.

  • Leo Castelli

    Nato Leo Krausz il 4 settembre 1907 a Trieste

    allora parte dell’Impero austro-ungarico è stato uno dei più influenti galleristi del XX secolo, noto per aver rivoluzionato il mercato dell’arte contemporanea e per aver lanciato le carriere di artisti come Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Roy Lichtenstein e Andy Warhol.

    Origini e formazione

    Castelli proveniva da una famiglia ebraica benestante: il padre, Ernest Krauss, era un banchiere ungherese, mentre la madre, Bianca Castelli, apparteneva a una famiglia di commercianti italiani.

    Dopo aver studiato legge a Milano, si trasferì a Parigi nel 1935 con la moglie Ileana Schapira, dove aprì la sua prima galleria d’arte insieme all’architetto René Drouin nel 1939 .

    Carriera negli Stati Uniti

    Nel 1941, a causa dell’invasione tedesca della Francia e delle leggi razziali, Castelli emigrò a New York.

    Dopo aver prestato servizio nell’esercito americano durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1957 aprì la Leo Castelli Gallery al 4 East 77th Street.

    La galleria divenne rapidamente un punto di riferimento per l’arte contemporanea, promuovendo movimenti come il Pop Art, il Minimalismo e l’Arte Concettuale .

    Artisti e innovazioni

    Castelli fu pionieristico nel suo approccio al mercato dell’arte: offriva stipendi mensili agli artisti per permettere loro di concentrarsi sulla creazione, piuttosto che sulla vendita delle opere.

    Tra gli artisti che lanciò o sostenne figurano Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Roy Lichtenstein, Andy Warhol, Frank Stella, Donald Judd e Dan Flavin .

    Eredità e riconoscimenti

    Castelli ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui la rosetta della Legion d’Onore francese e la medaglia centenaria del National Arts Club nel 1998.

    Dopo la sua morte nel 1999, la sua galleria continua a operare sotto la direzione della moglie Barbara Bertozzi Castelli, mantenendo viva la sua eredità nel mondo dell’arte contemporanea .

    Per approfondire

    Per una lettura dettagliata sulla vita e l’influenza di Leo Castelli, si consiglia il libro Leo and His Circle: The Life of Leo Castelli di Annie Cohen-Solal, che offre un’analisi approfondita del suo ruolo nel plasmare il panorama artistico del XX secolo.

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  • Fabrizio Laricchia

    Fabrizio Laricchia è un imprenditore e manager attivo nel settore della ristorazione e dell’intrattenimento a Bari e in Puglia. È proprietario di locali come il ristorante “Drop” e “Vinotto” a Bari, e ha fondato progetti come “Heart_87” e “MyGallipoli.it”. Inoltre, ricopre ruoli manageriali per “Praja Gallipoli” e “Musica e Parole”, ed è direttore commerciale del “Teatro Palatour” .Nel 2024, Laricchia ha attirato l’attenzione mediatica denunciando pubblicamente un atto vandalico subito dal suo locale “Drop” a Bari, utilizzando i social media per criticare la gestione della sicurezza cittadina . Dal punto di vista formativo, ha conseguito il diploma al Liceo Scientifico A. Scacchi di Bari nel 2006 e una laurea in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Bari .

    Per ulteriori informazioni o per contattarlo è possibile visitare i suoi profili social, come Instagram (@fabrizio_laricchia)  e LinkedIn  .

  • Valerio Staffelli

    è un noto giornalista, attore e personaggio televisivo italiano, celebre soprattutto per il suo ruolo di inviato nel programma satirico Striscia la notizia, dove dal 1996 consegna il celebre “Tapiro d’Oro” a personaggi pubblici coinvolti in vicende controverse o imbarazzanti. 

    Esordi e carriera televisiva Nato a Milano il 15 ottobre 1963, Staffelli ha iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo come speaker radiofonico nel 1978 presso Radio Capo Nord Milano, per poi collaborare con altre emittenti come Radio Omega, Teleradio International e Radio Capital.  Il suo debutto televisivo risale al 1984 con il varietà Sponsor City su Rete 4 e la sitcom Diego 100%, al fianco di Diego Abatantuono. Negli anni ’90 ha partecipato a programmi come Scherzi a parte (1992–1995) e I guastafeste (1996). Nel 1996 è entrato a far parte del cast di Striscia la notizia, diventando una figura iconica del programma grazie alle sue consegne del Tapiro d’Oro. 

    Attività cinematografica e giornalistica Oltre alla televisione, Staffelli ha recitato in diversi film, tra cui Kamikazen – Ultima notte a Milano (1988) e Nirvana (1997) di Gabriele Salvatores, nonché Ragazzi della notte (1995) di Jerry Calà. 

    Iscritto all’Ordine dei Giornalisti di Milano dal 1999, ha collaborato con numerose testate, tra cui Gente Motori, Tutto Moto, News, Il nostro budget, Quotidiano Nazionale, Leggo, Golf Punk, Oggi, Sciare Magazine e Golf e Turismo. 

    Vita privata Valerio Staffelli è sposato con Matilde Zarcone, ex valletta del programma Buona Domenica. 

    La coppia ha due figli Riccardo e Rebecca. Rebecca Staffelli, nata nel 1998, ha seguito le orme del padre nel mondo dello spettacolo, lavorando come conduttrice televisiva e radiofonica. Per ulteriori dettagli sulla carriera e le attività di Valerio Staffelli, puoi visitare la sua pagina ufficiale su Wikipedia.

    RED@

  • Ugo Martiradonna,1935/2023

    Ugo Martiradonna (1935–2023) è stato un artista e docente italiano, noto per il suo contributo all’arte contemporanea e per il suo ruolo nell’educazione artistica a Bari.

    Biografia e carriera artistica

    Nato a Bari nel 1935, Martiradonna ha iniziato la sua esplorazione artistica negli anni ’60, concentrandosi su disegni astratti.

    Negli anni ‘70, è stato uno dei membri fondatori del gruppo “Nuova Puglia”, insieme ad altri nove artisti, con l’obiettivo di “tentare il recupero espressivo della nuova realtà meridionale” .

    Mostre recenti

    Nel gennaio 2024, poco prima della sua scomparsa, Martiradonna ha presentato una mostra personale presso l’Artoteca Alliance a Bari, intitolata “Il valore della presenza nell’assenza e la libertà ritrovata”.

    La mostra, curata da Anna D’Elia e Anna De Giosa, ha presentato 16 dipinti astratti realizzati durante il periodo di isolamento dovuto alla pandemia, segnando un ritorno alle sue origini artistiche .

    Ruolo nell’educazione

    Oltre alla sua attività artistica, Martiradonna è stato un docente storico e indimenticabile presso il Liceo Artistico di Bari, dove ha influenzato generazioni di studenti e colleghi .

    Eredità

    Ugo Martiradonna è scomparso nel 2023, lasciando un’impronta significativa nel panorama artistico italiano e nella comunità educativa di Bari.

    Per ulteriori informazioni sulle sue opere e mostre, è possibile visitare il suo sito ufficiale: ugomartiradonna.com.

  • Dalida,Iolanda Cristina Gigliotti

    è stata una cantante e attrice italo-francese di fama internazionale, nata il 17 gennaio 1933 al Cairo, in Egitto, da genitori calabresi originari di Serrastretta (Catanzaro).

    Naturalizzata francese, ha lasciato un’impronta indelebile nella musica leggera del XX secolo, vendendo circa 140 milioni di dischi in tutto il mondo .

    Carriera musicale

    Dalida ha iniziato la sua carriera musicale nel 1956 con il brano “Bambino”, versione francese della canzone napoletana “Guaglione”, che le ha conferito un successo immediato .

    Nel 1957 ha pubblicato il suo primo album, Son nom est Dalida, sotto l’etichetta Barclay .

    Nel 1964 è diventata la prima donna a ricevere un disco di platino per aver venduto oltre 10 milioni di dischi .

    Il suo repertorio spaziava tra vari generi musicali, tra cui chanson, pop, disco e world music.

    Tra i suoi brani più celebri si annoverano “Gondolier”, “Come prima”, “Les Enfants du Pirée”, “Paroles… Paroles…”, “Il venait d’avoir 18 ans”, “Gigi l’amoroso”, “Salma Ya Salama” e “Laissez-moi danser” .

    Vita personale e tragici eventi

    Dalida ha vissuto a Parigi, nel quartiere di Montmartre, dal 1962 fino alla sua morte nel 1987 .

    La sua vita privata è stata segnata da numerose tragedie, tra cui il suicidio del cantante Luigi Tenco nel 1967, con cui aveva una relazione sentimentale.

    Questo evento l’ha profondamente colpita, portandola a tentare il suicidio poco dopo.

    Negli anni successivi, ha affrontato la perdita di altri due compagni, anch’essi morti per suicidio.

    Nonostante il successo professionale, Dalida ha lottato con la depressione per molti anni.

    Il 3 maggio 1987, all’età di 54 anni, si è tolta la vita ingerendo un’overdose di barbiturici .

    Eredità e omaggi

    Dopo la sua morte, Dalida è diventata un’icona culturale in Francia e nel mondo.

    Nel 1981, è stata la prima artista a ricevere un disco di diamante per aver venduto oltre 85 milioni di album a livello globale .

    A Parigi, nel quartiere di Montmartre, le è stata dedicata la Place Dalida, situata vicino alla sua residenza in Rue d’Orchampt.

    La piazza ospita un busto in bronzo della cantante, realizzato dallo scultore Alain Aslan nel 1997, che è diventato un luogo di pellegrinaggio per i suoi fan .

    Discografia selezionata

    Son nom est Dalida (1957) Le Disque d’or de Dalida (1959) Il faut du temps (1972) Gigi in Paradisco (1980)

    Per ulteriori informazioni sulla sua vita e carriera, è possibile visitare il sito ufficiale: dalida.com.

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  • Montmartre a Parigi

    E’ uno dei quartieri più affascinanti e pittoreschi di Parigi

    situato su una collina nel 18° arrondissement.

    Conosciuto come il “quartiere degli artisti”, ha ispirato pittori come Picasso, Renoir e Toulouse-Lautrec, e conserva ancora oggi un’atmosfera bohémien unica.

    Cosa vedere a Montmartre

    Basilica del Sacro Cuore (Sacré-Cœur)

    Maestosa chiesa bianca situata sulla sommità della collina, offre una vista panoramica mozzafiato su Parigi.

    L’ingresso è gratuito, e il mosaico dell’abside è uno dei più grandi al mondo .

    Place du Tertre

    Piazza iconica dove artisti di strada dipingono e vendono le loro opere.

    Un luogo vivace che mantiene vivo lo spirito artistico del quartiere .

    Rue de l’Abreuvoir e Maison Rose

    Stradina romantica e pittoresca, spesso fotografata per la sua bellezza.

    La Maison Rose è un ristorante storico frequentato da artisti del passato .

    Moulin Rouge

    Famoso cabaret con il caratteristico mulino rosso sul tetto, noto per essere il luogo di nascita del can-can .

    Muro dei “Ti amo” (Le Mur des Je t’aime): Installazione artistica che riporta la frase “Ti amo” in oltre 250 lingue, simbolo universale d’amore.

    Cimitero di Montmartre

    Luogo suggestivo dove riposano personaggi illustri come Émile Zola e Dalida .

    Come arrivare

    La stazione della metropolitana più vicina è Anvers (linea 2).

    Da lì, si può salire a piedi o utilizzare la funicolare di Montmartre, che consente di evitare la lunga scalinata di oltre 300 scalini .

    Dove mangiare

    Montmartre offre numerosi ristoranti e caffè caratteristici.

    Tra questi, la Maison Rose è un’ottima scelta per gustare piatti tipici francesi in un’atmosfera storica .

    Eventi e atmosfera

    Il quartiere mantiene viva la sua tradizione artistica con eventi e manifestazioni culturali.

    Passeggiando per le sue stradine, si respira un’atmosfera unica che combina storia, arte e romanticismo.

    Per ulteriori informazioni e dettagli su Montmartre, puoi visitare la guida completa su Parigi.it.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Neri Parenti

    è un regista e sceneggiatore italiano, nato il 26 aprile 1950 a Firenze.

    È noto per la sua lunga carriera nel cinema comico italiano, in particolare per i film della saga di Fantozzi e per i cosiddetti “cinepanettoni”, commedie natalizie di grande successo al botteghino.

    Biografia e carriera

    Dopo la laurea in Scienze Politiche, Parenti ha iniziato la sua carriera nel mondo del cinema come assistente alla regia, collaborando con registi come Pasquale Festa Campanile, Salvatore Samperi, Steno e Giorgio Capitani. Nel 1979 ha debuttato come regista con “John Travolto… da un insolito destino”, una parodia del film “La febbre del sabato sera”.

    L’anno successivo ha iniziato una proficua collaborazione con Paolo Villaggio, dirigendo diversi film della saga di Fantozzi, tra cui “Fantozzi contro tutti” (1980), “Fantozzi subisce ancora” (1983) e “Fantozzi in paradiso” (1993). 

    Cinepanettoni e altri successi

    A partire dagli anni ’90, Parenti si è specializzato nei “cinepanettoni”, commedie natalizie caratterizzate da umorismo slapstick e situazioni esagerate.

    Tra i titoli più noti si annoverano “Vacanze di Natale ’95” (1995), “Natale sul Nilo” (2002), “Natale a Miami” (2005), “Natale a New York” (2006) e “Natale a Rio” (2008). Questi film, spesso interpretati da attori come Christian De Sica e Massimo Boldi, hanno riscosso grande successo di pubblico. 

    Filmografia selezionata

    “John Travolto… da un insolito destino” (1979) “Fantozzi contro tutti” (1980) “Fracchia la belva umana” (1981) “Scuola di ladri” (1986) “Le comiche” (1990) “Paparazzi” (1998) “Tifosi” (1999) “Natale sul Nilo” (2002) “Natale a New York” (2006) “Natale in Sudafrica” (2010) “Vacanze ai Caraibi” (2015) “Natale da chef” (2017) “In vacanza su Marte” (2020) “Volevo un figlio maschio” (2023)

    Stile e impatto

    Neri Parenti è considerato uno dei principali esponenti della commedia italiana commerciale.

    Il suo stile si caratterizza per un umorismo diretto, situazioni grottesche e una comicità fisica.

    I suoi film, pur ricevendo spesso critiche contrastanti, hanno avuto un grande successo di pubblico e sono diventati parte integrante della cultura popolare italiana.

    Per ulteriori informazioni, puoi consultare la sua biografia su Wikipedia o la sua filmografia completa su MYmovies.

  • Martina Colombari

    E’ un’attrice, conduttrice televisiva ed ex modella italiana nata il 10 luglio 1975 a Riccione, in Emilia-Romagna.

    È diventata famosa nel 1991, quando, a soli 16 anni, ha vinto il concorso di bellezza Miss Italia, diventando la più giovane vincitrice nella storia del concorso fino a quel momento .

    Carriera nella moda e in televisione Dopo la vittoria a Miss Italia, Colombari è stata ingaggiata dall’agenzia Riccardo Gay Model Management e ha lavorato per importanti stilisti come Giorgio Armani, Gianni Versace, Blumarine e Roberto Cavalli .

    Ha poi intrapreso una carriera televisiva, partecipando come conduttrice o co-conduttrice a programmi come “Un disco per l’estate”, “Vota la voce”, “Super”, “Goleada” (poi “Galagoal”) e “Controcampo” .

    Cinema e pubblicazioni Nel cinema, ha recitato in film come “Paparazzi” (1998) di Neri Parenti, “Quello che le ragazze non dicono” (2000) di Carlo Vanzina e “She” (2001) di Timothy Bond.

    In televisione, ha avuto un ruolo ricorrente nella serie “Carabinieri” . Nel 2011, ha pubblicato l’autobiografia “La vita è una” .

    Vita privata Martina Colombari è sposata dal 2004 con l’ex calciatore del Milan e della nazionale italiana Alessandro “Billy” Costacurta. La coppia ha un figlio, Achille .

    Presenza online È attiva sui social media, in particolare su Instagram, dove condivide momenti della sua vita personale e professionale .

    Per ulteriori informazioni, puoi visitare il suo sito ufficiale: www.martinacolombari.it.

  • Stefania Zane

    E’ una giornalista italiana, attualmente conduttrice e inviata per il TG2, il telegiornale di Rai 2.

    È nota per la sua attività di corrispondente in zone di crisi, avendo realizzato reportage da paesi come il Libano, dove ha coperto situazioni politiche complesse e le conseguenze dei conflitti in corso.

    ALTRE NOTIZIE DA ALTRE FONTI

    Stefania Zane è una giornalista italiana nota per il suo ruolo di conduttrice e inviata del TG2, in particolare nell’edizione diurna “TG2 Giorno”.

    È apprezzata per la sua professionalità e discrezione, caratteristiche che si riflettono anche nella sua vita privata.

    Vita privata

    Stefania Zane è sposata con Giancarlo Giojelli, anch’egli giornalista di lunga carriera.

    Giojelli ha ricoperto ruoli di rilievo in Rai, tra cui vicedirettore di Rai News 24 e corrispondente da sedi estere come Gerusalemme, Mosca e Istanbul.

    La loro relazione è nata a Saxa Rubra, sede storica della Rai a Roma, ed è descritta come un amore profondo e duraturo .

    Origini e famiglia

    Secondo informazioni disponibili sui social media, Stefania Zane è originaria di Portogruaro e attualmente risiede a Ceggia, in Veneto .

    È nipote di Ettore Carlino, sopravvissuto al campo di concentramento di Mauthausen e attivo nella Resistenza italiana.

    Zane ha condiviso pubblicamente la storia del nonno, sottolineando l’importanza della memoria storica e della testimonianza familiare .

    Presenza pubblica

    Nonostante la sua riservatezza, Stefania Zane mantiene una presenza sui social media, dove condivide momenti legati alla sua vita professionale e personale.

    Ad esempio, ha partecipato all’evento #RomaRose2025, riflettendo sull’importanza delle connessioni umane e delle esperienze condivise .

    In sintesi, Stefania Zane è una professionista stimata nel panorama giornalistico italiano, che mantiene un equilibrio tra la sua carriera pubblica e una vita privata vissuta con discrezione.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Bari . Galleria d’Arte Campanile

    La Galleria Campanile di Bari, situata in via Principe Amedeo, è stata un importante spazio espositivo attivo fino agli anni ’80.

    Era gestita dall’avvocato Campanile e da Angela Campanile, i quali hanno contribuito significativamente alla promozione dell’arte contemporanea nella città.

    Nonostante la chiusura della galleria, il suo impatto sulla scena artistica locale è stato notevole.

    Ha ospitato numerose mostre e ha rappresentato un punto di riferimento per artisti emergenti e affermati dell’epoca.

    Attualmente, non sono disponibili informazioni dettagliate sulla storia completa della Galleria Campanile o su eventuali archivi delle sue attività.

    Per approfondire la conoscenza di questo spazio espositivo e del suo contributo alla cultura barese, potrebbe essere utile consultare archivi locali, biblioteche o contattare esperti di storia dell’arte della regione.

    RED@

  • Michela Vittoria Brambilla

    è una politica, imprenditrice e attivista italiana, nata a Lecco il 26 ottobre 1967. È nota per il suo impegno a favore dei diritti degli animali e dell’ambiente, oltre che per la sua carriera politica e imprenditoriale.

    Carriera Politica

    Inizio in Forza Italia: Brambilla ha iniziato la sua carriera politica con Forza Italia, diventando deputata nel 2008. Ruoli Governativi: Ha ricoperto il ruolo di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo nel 2008 e successivamente è stata nominata Ministro per il Turismo nel 2009 durante il quarto governo Berlusconi . Attività Parlamentare: È stata rieletta alla Camera dei Deputati nel 2013, 2018 e 2022. Nella XIX legislatura, è presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza . Affiliazioni Politiche: Dopo aver aderito a Forza Italia, nel 2023 è passata al gruppo misto e successivamente ha aderito al partito “Noi Moderati” nel novembre 2024 .

    Impegno per i Diritti degli Animali e l’Ambiente

    Fondazione della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente: Brambilla è fondatrice e presidente di questa organizzazione, che si occupa della tutela degli animali e dell’ambiente . Attività Legislativa: Ha promosso leggi per l’inasprimento delle pene contro il maltrattamento degli animali, alcune delle quali sono state approvate dal Parlamento . Presidenza dell’Intergruppo Parlamentare per i Diritti degli Animali: Guida questo gruppo che riunisce deputati impegnati nella promozione dei diritti degli animali .

    Carriera Imprenditoriale e Giornalistica

    Imprenditrice: Proveniente da una famiglia di imprenditori nel settore siderurgico, ha partecipato alla gestione dell’azienda di famiglia . Giornalista: È giornalista professionista dal 1990 e ha collaborato con diverse testate .

    Formazione e Vita Privata

    Studi: Ha conseguito la laurea in Filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Vita Familiare: Vive a Calolziocorte, in provincia di Lecco, ed è madre di tre figli: Vittorio, Stella e Leonardo .

    Per ulteriori informazioni, puoi visitare il suo sito ufficiale: michelavittoriabrambilla.it.

  • Gianvito Mastroleo

    avvocato e politico pugliese

    Dati biografici principali

    Nato a Conversano (BA) il 17 agosto 1935. 

    Professione : avvocato.  Radici politiche : attivo nel Partito Socialista Italiano, dirigente fino al 1984. 

    Carriera politica e istituzionale

    Consigliere comunale di Conversano : dal 1965 al 1984. 

    Consigliere provinciale di Bari : dal 1975 al 1984. 

    Presidente dell’Provincia di Bari dal 17 ottobre 1976 al 16 aprile 1982. 

    Impegno culturale e associativo

    Presidente della Fondazione Giuseppe Di Vagno (1889‑1921), con sede a Conversano, che si dedica alla memoria dello storico deputato socialista Giuseppe Di Vagno. 

    Autore o co-autore di pubblicazioni storiche, come ad esempio il volume “I Costituenti di Puglia 1946‑1948”. 

    Ha promosso eventi culturali e festival come Lectorinfabula a Conversano. 

    Curiosità e note interessanti

    In un’intervista del 2023 viene citato come “avvocato, formalmente pensionato, sostanzialmente sempre in attività” e con una giornata tipica che inizia con la lettura dei giornali. 

    L’indirizzo professionale indicato è in Bari, Via Salvatore Cognetti 50, CAP 70121. 

  • La Galleria d’Arte David Gallery a Bari

    La Galleria d’Arte David Gallery di Bari e’ una storica galleria d’arte moderna e contemporanea, fondata e diretta dal professor Leonardo De Pinto, figura di spicco nel panorama artistico pugliese.

    Nel corso degli anni, la galleria ha ospitato numerose mostre collettive e personali, promuovendo artisti italiani e internazionali.

    Attività e Mostre

    Nel 1973, la galleria ha organizzato la mostra collettiva “Maestri Contemporanei”, curata da Leonardo De Pinto, che ha presentato opere di artisti come Piero Villani, noto per il suo stile espressionista-astratto.

    Nel 1974, ha seguito con un’altra collettiva intitolata “Maestri dell’Ottocento e del Novecento”, consolidando il suo ruolo di promotrice dell’arte contemporanea nella regione .

    Collaborazioni e Autenticazioni

    La galleria ha collaborato con diverse istituzioni e case d’asta in Italia e all’estero.

    Galleria d’arte ormai chiusa da tempo.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Fortunato Depero

    1892/1960

    è stato uno dei protagonisti più innovativi del Futurismo italiano, noto per la sua poliedrica attività di pittore, scultore, designer, illustratore, scenografo e pubblicitario. Nato a Fondo, in Val di Non (Trentino), si trasferì con la famiglia a Rovereto, dove iniziò la sua formazione artistica alla Scuola Reale Elisabettina.

    Il Futurismo e il Manifesto della Ricostruzione

    Nel 1913, durante un soggiorno a Roma, Depero entrò in contatto con i principali esponenti del Futurismo, tra cui Giacomo Balla e Filippo Tommaso Marinetti. Nel 1915, insieme a Balla, firmò il “Manifesto della Ricostruzione Futurista dell’Universo”, che proponeva una visione radicale dell’arte come fusione totale delle diverse forme espressive. Questo manifesto segnò l’inizio del “secondo Futurismo”, caratterizzato da un approccio più astratto e decorativo rispetto alla fase iniziale del movimento .

    Casa d’Arte Futurista Depero

    Nel 1919, Depero fondò la Casa d’Arte Futurista a Rovereto, un laboratorio creativo dove realizzava opere in vari ambiti, tra cui pittura, scultura, design e pubblicità. Questo spazio rappresentava un esempio di “arte totale”, in cui l’artista si proponeva di unire estetica e funzionalità. Nel 1959, la Casa d’Arte Futurista Depero fu inaugurata come museo, diventando l’unico museo in Italia fondato da un futurista .

    Opere e Collaborazioni

    Depero realizzò numerose opere significative, tra cui:

    “Movimento d’uccello” (1916): un dipinto che esprime il dinamismo tipico del Futurismo. “Il corteo della gran bambola” (1920): una tarsia monumentale che rappresenta una delle sue opere più iconiche. “Festa della sedia” (1927): un’altra tarsia di grande formato, simbolo della sua capacità di unire arte e design.

    Collaborò anche con importanti aziende, come Campari, per cui progettò la celebre bottiglietta di Camparisoda nel 1932, caratterizzata da una forma conica innovativa .

    “Depero Futurista” – Il Libro Bullonato

    Nel 1927, Depero pubblicò “Depero Futurista”, noto come il “libro bullonato” per la sua rilegatura unica con due grandi bulloni. Questa monografia conteneva 240 pagine di suoi lavori in tipografia, architettura e design, ed è considerata una delle opere più iconiche nel campo del design grafico .

    Attività Internazionale

    Nel 1928, Depero si trasferì a New York, dove cercò di esportare il concetto di Casa d’Arte Futurista. Partecipò a mostre, realizzò pubblicità e progettò ambientazioni per ristoranti e teatri, continuando la sua attività poliedrica in linea con i principi del Futurismo .

    Eredità e Museo

    Fortunato Depero morì nel 1960 a Rovereto. La sua eredità è custodita principalmente nella Casa d’Arte Futurista Depero, che dal 2009 è parte del MART (Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto). Il museo ospita una vasta collezione delle sue opere e rappresenta un centro di riferimento per lo studio del Futurismo e dell’arte del XX secolo .

    Per approfondire ulteriormente la sua vita e le sue opere, è possibile visitare il sito ufficiale: depero.it.

  • Corrado Veneziano

    Tursi, 1958

    è un artista poliedrico italiano, noto per la sua attività di pittore, regista, docente e autore.

    La sua carriera abbraccia diversi ambiti, dalla regia teatrale e televisiva alla pittura figurativa contemporanea, con un forte impegno culturale e accademico.

    Formazione e Carriera Accademica

    Veneziano ha conseguito la laurea in Lettere presso l’Università di Bari, con specializzazioni in Filosofia e studi dottorato in Arte. Dal 1999 al 2008, ha insegnato Linguistica e Didattica della Lingua Italiana e dei suoi dialetti all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma. Successivamente, ha collaborato con l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” nel campo della Pedagogia Generale. È stato anche autore di testi sulla lingua italiana, pubblicati da case editrici come Laterza, Giunti e Gremese .

    Regia e Teatro

    Nel campo teatrale, Veneziano ha studiato regia alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano e ha lavorato come regista con la Biennale di Venezia e la RAI. Ha diretto numerosi spettacoli teatrali e progetti multimediali, tra cui la serie “Accipicchia, ci hanno rubato la lingua!” prodotta dalla RAI .

    Pittura e Mostre

    A partire dal 2013, Veneziano ha dedicato la sua attività artistica alla pittura figurativa, presentando la sua prima mostra personale “Le forme dei non-luoghi” a Roma, con la presentazione di Achille Bonito Oliva e Marc Augé . Le sue opere esplorano temi come la spiritualità, la geografia e la denuncia sociale, spesso utilizzando simbolismi e riferimenti culturali.

    Una delle sue opere più significative è “Il Tabarro” (2023), un dipinto ad olio su tela di 180 x 100 cm, ispirato all’opera omonima di Giacomo Puccini. Il quadro rappresenta una scena drammatica ambientata sulla Senna, con una figura materna e un bambino, evocando temi di gelosia e tragedia .

    Nel 2024, ha presentato la mostra “Visse d’Arte” al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, un omaggio alle opere liriche di Puccini, reinterpretate attraverso 30 dipinti ad olio che esplorano le trame e i personaggi dei suoi capolavori .

    Esposizioni Internazionali

    Le opere di Veneziano sono state esposte in numerosi musei e gallerie internazionali, tra cui :

    Galleria Comunale Nevskij 8, San Pietroburgo Museo Nazionale d’Arte Moderna di Lanzhou, Cina Chiesa di Saint Florentin, Amboise, Francia Teatro del Giglio, Lucca, Italia Unione Europea-Comitato delle Regioni, Bruxelles, Belgio .

    Pubblicazioni e Riconoscimenti

    Oltre alla sua attività artistica, Veneziano ha pubblicato numerosi saggi e testi didattici sulla lingua italiana e sulla comunicazione. Il suo impegno culturale gli è valso riconoscimenti sia in Italia che all’estero, consolidando la sua posizione come figura di spicco nel panorama artistico e accademico contemporaneo.

    Per ulteriori informazioni sulle sue opere e mostre, è possibile visitare il suo sito ufficiale : corradoveneziano.it.

  • Elia Canestrari

    E’ un artista e scenografo pugliese noto per il suo contributo al panorama culturale di Bari, in particolare negli anni ’70 e ’80.

    Attivo nel contesto delle gallerie d’arte e dei movimenti culturali locali, ha collaborato con diverse istituzioni e artisti della regione.

    Collaborazioni e Attività Artistica

    Canestrari ha lavorato con registi e autori locali, contribuendo alla realizzazione di opere cinematografiche e teatrali.

    Ad esempio, ha collaborato con Antonella Maddalena nella realizzazione del cortometraggio Lontani dalla luna e del documentario Le donne della torre pelosa, presentati in contesti internazionali .

    Inoltre, ha collaborato con il regista Peppino Schito nella sceneggiatura del film Odore di pioggia (1990), un’opera che ha ricevuto riconoscimenti alla Mostra del Cinema di Venezia e che ha visto la partecipazione di attori e artisti pugliesi .

    Attività nel Settore dell’Arte

    Negli anni ‘70, Canestrari è stato associato alla galleria d’arte “La Bussola” di Bari, un punto di riferimento per l’arte contemporanea nella città.

    La galleria ha ospitato mostre collettive e personali, promuovendo artisti italiani e internazionali .

    Educazione e Formazione

    Nonostante la sua attività artistica, non sono disponibili informazioni dettagliate riguardo alla formazione accademica di Elia Canestrari.

    Tuttavia, la sua partecipazione attiva nel panorama culturale e artistico di Bari suggerisce una solida formazione e un impegno costante nel settore.

    Presenza culturale

    Canestrari ha contribuito alla vivacità culturale di Bari, partecipando a eventi, mostre e produzioni artistiche che hanno arricchito il tessuto culturale della città.

    La sua opera continua a essere ricordata come parte integrante della storia artistica di Bari.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Cecchignola a Roma

    Noto per la sua combinazione unica di storia antica, presenza militare e sviluppo urbano moderno.

    Storia e Patrimonio

    Le origini di Cecchignola risalgono al XIII secolo, quando l’area era dominata dal Castello della Cecchignola.

    Questo castello medievale, con una torre alta 45 metri, è stato proprietà di diverse famiglie nobiliari, tra cui i Borghese e i Torlonia.

    Oggi, il castello ospita una biblioteca specializzata in arte lapidea e l’Università dei Marmorari, testimoniando la ricca eredità culturale della zona .

    Presenza Militare

    Cecchignola è conosciuta anche per la sua significativa presenza militare.

    Nel 1939, fu avviata la costruzione della Città Militare della Cecchignola, che divenne un importante presidio dell’Esercito Italiano.

    All’interno di questa area si trova il Museo Storico della Motorizzazione Militare, inaugurato nel 1955, che espone oltre 300 veicoli storici, tra cui automobili, carri armati e motocicli, offrendo una panoramica sulla storia della motorizzazione militare italiana .

    Sviluppo Urbano e Qualità della Vita

    Negli ultimi anni, Cecchignola ha visto un notevole sviluppo urbanistico.

    Il quartiere è stato oggetto di progetti di trasformazione che hanno portato alla realizzazione di nuove infrastrutture, tra cui strade, parcheggi e sistemi fognari.

    È prevista anche la creazione di un parco di circa 22 ettari e la costruzione di nuovi servizi pubblici, come asili nido e scuole, per migliorare la qualità della vita dei residenti .

    Quartieri Limitrofi

    Cecchignola è parte integrante del quartiere Giuliano-Dalmata e confina con altre zone residenziali come Fonte Meravigliosa.

    Queste aree sono immerse nel verde e offrono una combinazione di tranquillità e accessibilità, grazie alla vicinanza al Grande Raccordo Anulare e alla presenza di numerosi servizi .

    Come Arrivare

    Cecchignola è facilmente raggiungibile sia in auto, grazie alla vicinanza con il Grande Raccordo Anulare, sia con i mezzi pubblici.

    La zona è servita da diverse linee di autobus che la collegano al centro di Roma e ad altre aree della città.

    In sintesi

    Cecchignola rappresenta un quartiere romano dove storia, cultura e modernità si intrecciano, offrendo ai residenti e ai visitatori un ambiente ricco di fascino e opportunità.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Piazza Mignanelli a Roma

    è una storica piazza situata nel cuore di Roma, nel Rione Campo Marzio, tra la celebre Piazza di Spagna e la scalinata di Trinità dei Monti.

    La piazza è nota per la sua atmosfera elegante e per ospitare la Colonna dell’Immacolata, un monumento dedicato al dogma dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria.

    La Colonna dell’Immacolata

    Inaugurata l’8 dicembre 1857, la Colonna dell’Immacolata è un monumento neoclassico progettato dall’architetto Luigi Poletti.

    La colonna, alta circa 12 metri, è sormontata da una statua della Vergine Maria realizzata dallo scultore Giuseppe Obici.

    Ogni anno, il 8 dicembre, i vigili del fuoco di Roma rendono omaggio alla Vergine offrendo una corona di fiori freschi. 

    Palazzo Gabrielli-Mignanelli

    Affacciato sulla piazza, al civico 22, si trova il Palazzo Gabrielli-Mignanelli, un edificio rinascimentale costruito intorno al 1575 dal conte Girolamo Gabrielli.

    Nel 1615, a seguito del matrimonio tra Maria Gabrielli e Giovanni Mignanelli, il palazzo passò alla famiglia Mignanelli, che diede il nome alla piazza.

    Oggi, il palazzo ospita la sede romana della maison di moda Valentino e l’Accademia Valentino. 

    Atmosfera e accessibilità

    Piazza Mignanelli è una zona elegante e tranquilla, ideale per una passeggiata rilassante.

    La vicinanza a Piazza di Spagna e alla scalinata di Trinità dei Monti la rende un punto di partenza perfetto per esplorare il centro storico di Roma.

    Metropolitana: Linea A, fermata “Spagna”. Autobus: Numerose linee fermano nelle vicinanze, tra cui 62, 71, 80, 83. A piedi: La piazza è facilmente raggiungibile a piedi da molte delle principali attrazioni di Roma.

    La piazza è facilmente raggiungibile a piedi da altre attrazioni turistiche, come la Fontana di Trevi e il Pantheon.

    Come arrivare

    Piazza Mignanelli rappresenta una fusione perfetta tra storia, arte e moda, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica nel cuore di Roma.

    ROMA@

  • Via Mario de’ Fiori a Roma

    Via Mario de’ Fiori – è una strada elegante e molto famosa situata nel centro storico di Roma, nel Rione Campo Marzio, molto vicina a Piazza di Spagna.

    • Caratteristiche principali

    Posizione: Via Mario de’ Fiori collega Via del Tritone con Via delle Carrozze, ed è a pochi passi da Piazza di Spagna e dalla celebre scalinata di Trinità dei Monti.

    • Shopping e moda: La via è nota per essere una delle principali vie dello shopping di lusso di Roma, con boutique di grandi marchi italiani e internazionali, negozi di alta moda, gioiellerie e atelier.

    • Atmosfera: È una via elegante, con edifici storici e un’atmosfera raffinata che richiama l’alta società romana e i visitatori facoltosi.

    • Curiosità

    La strada prende il nome da Mario de’ Fiori, nome di un pittore fiorentino del XVII secolo. La zona è frequentata sia da turisti che da residenti e amanti della moda.

    • Come arrivare

    Metropolitana: Linea A, fermata “Spagna”. Autobus: Numerose linee transitano nelle vie limitrofe, come Via del Tritone e Via del Corso.

  • Via delle Carrozze a Roma

    Via delle Carrozze è una suggestiva strada situata nel cuore del centro storico di Roma, nel Rione IV Campo Marzio. Collega Piazza di Spagna a Via del Corso, posizionandosi tra Via Condotti e Via Borgognona. La via è rinomata per le sue boutique di moda, caffè eleganti e l’atmosfera raffinata che la caratterizza.

    Origine del nome

    Il nome “Via delle Carrozze” deriva dalla presenza, in passato, di numerose rimesse e negozi di carrozze, in particolare all’angolo con Via Mario de’ Fiori. Queste strutture servivano principalmente i forestieri che soggiornavano negli alberghi della vicina Piazza di Spagna. All’epoca, con sei paoli si poteva noleggiare un “legno” (carrozza) dalle 6 del mattino alle 23. Un fatto storico interessante è che Giuseppe Garibaldi abitò in questa strada durante l’assedio del 1849.

    Caratteristiche e atmosfera

    Oggi, Via delle Carrozze è una via elegante e tranquilla, caratterizzata da edifici storici e negozi di alta moda. La sua posizione centrale la rende un punto di passaggio privilegiato per chi visita Piazza di Spagna e le vie dello shopping di lusso. La strada conserva un fascino d’altri tempi, con ciottolati e architetture che raccontano la storia di Roma.

    Come arrivare

    Metropolitana: Linea A, fermata “Spagna”. Autobus: Numerose linee fermano nelle vicinanze, tra cui via del Corso e via del Tritone. A piedi: La via è facilmente raggiungibile a piedi da molte delle principali attrazioni di Roma, come Piazza di Spagna e Fontana di Trevi.

  • Via Baccina a Roma

    Via Baccina è una pittoresca strada situata nel Rione Monti di Roma, che collega Via dei Serpenti a Via di Tor de’ Conti.

    Il suo nome deriva dalla famiglia fiorentina Baccini, che nel XVII secolo possedeva un palazzo nella zona, costruito per volere di Andrea Baccini, deceduto nel 1614. 

    Storia e architettura

    Via Baccina si sviluppa lungo l’antica Suburra, un quartiere popolare dell’antica Roma noto per la sua vivacità e densità abitativa.

    La strada conserva ancora oggi l’atmosfera storica, con edifici che testimoniano diverse epoche. Durante la costruzione del Mercato Rionale coperto nel 1932, situato al civico 36, vennero alla luce resti di un complesso edilizio di epoca augustea, tra cui pavimenti a mosaico. 

    Luoghi di interesse

    Oratorio della Santissima Vergine Addolorata: Situato su Via Baccina, questo oratorio risale al XVI secolo.

    Inizialmente era un magazzino per il grano, successivamente trasformato in oratorio e dedicato alla Santissima Vergine Addolorata.

    Dopo l’unità d’Italia, l’oratorio fu sconsacrato e dal 1976 è affidato al Comune di Roma. 

    Edicole sacre

    Lungo la via si trovano diverse edicole votive, tra cui la Madonna dell’Arco dei Pantani e altre immagini sacre poste tra i numeri civici 72 e 77, che testimoniano la devozione popolare del quartiere. 

    Vista sul Foro di Augusto

    Alla fine di Via Baccina, un arco si apre su un alto muro che separava i Fori dalla Suburra.

    Attraverso questo arco è possibile ammirare il Foro di Augusto, con le colonne del Tempio di Marte Ultore. 

    Vita di quartiere

    Via Baccina è immersa nella vivace atmosfera del Rione Monti, noto per le sue botteghe artigiane, caffè e ristoranti.

    Tra questi, “Al42 by Pasta Chef” è un ristorante che offre cucina italiana con opzioni vegetariane, vegane e senza glutine. 

    Curiosità cinematografiche

    Via Baccina è stata utilizzata come location cinematografica nel film “Film d’amore e d’anarchia” di Lina Wertmüller (1973), dove sullo sfondo si possono ammirare le colonne del Tempio di Marte Ultore. 

    Passeggiare lungo Via Baccina offre un’esperienza unica, permettendo di immergersi nella storia e nella cultura di Roma, tra antichi monumenti, edifici storici e la vivace vita del quartiere Monti.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Via di Ripetta a Roma

    è una delle strade più affascinanti e storicamente significative di Roma, situata nel rione Campo Marzio.

    Fa parte del celebre “Tridente” romano, insieme a via del Corso e via del Babuino, e collega Piazza del Popolo a via del Clementino, proseguendo poi come via della Scrofa fino a raggiungere la chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, nelle vicinanze del Pantheon .

    Storia e origini

    Le origini di via di Ripetta risalgono all’epoca romana, seguendo un tracciato già esistente nel I secolo a.C. Nel XVI secolo, Papa Leone X ne ordinò la sistemazione, e la strada fu chiamata via Leonina.

    Successivamente, nel 1704, con la costruzione del Porto di Ripetta, la via assunse il nome attuale .

    Monumenti e luoghi di interesse

    Lungo via di Ripetta si trovano numerosi edifici storici e monumenti di rilievo :

    • Palazzo Capponi della Palma risalente al XVI secolo.

    Conservatorio della DivinaProvvidenza e di San Pasquale del XVII secolo.

    Sala Lancisiana di San Giacomo in Augusta del XVI secolo.

    Ospedale di San Giacomo degli Incurabili fondato nel XVI secolo.

    Chiesa di Santa Maria Portae Paradisi originaria del IX secolo, ricostruita nel XVI secolo da Antonio da Sangallo il Giovane; presenta una facciata con portico e un rilievo marmoreo attribuito al Sansovino .

    • Palazzo Camerale sede del Liceo Artistico Ripetta, progettato da Pietro Camporese il Giovane nel 1845; noto per la sua facciata a forma di emiciclo, soprannominata “ferro di cavallo” .

    • Ara Pacis e Mausoleo di Augusto monumenti di epoca imperiale situati nelle vicinanze.

    Chiesa di San Rocco all’Augusteo e Chiesa di San Girolamo dei Croati entrambe del XVII secolo.

    Fontana del Porto di Ripetta realizzata nel XVIII secolo. Palazzo Borghese del XVI secolo.

    Cultura e curiosità

    Via di Ripetta è stata citata in opere letterarie, come ne “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello, dove il protagonista soggiorna temporaneamente in questa strada .

    Inoltre, è il luogo di nascita di personalità storiche come Eleonora Pimentel Fonseca e Angelo Brunetti, noto come “Ciceruacchio” .

    Come arrivare

    Via di Ripetta è facilmente accessibile :

    • Metropolitana Linea A, fermata “Flaminio – Piazza del Popolo”.

    • Autobus, numerose linee fermano nelle vicinanze.

    • A piedi, la via è a breve distanza da altre attrazioni come Piazza di Spagna e Villa Borghese.

    Via di Ripetta rappresenta un perfetto connubio tra storia, arte e cultura, offrendo ai visitatori un’esperienza unica nel cuore di Roma.

  • Roma . Piazza del Popolo

    Piazza del Popolo è una delle piazze più iconiche di Roma, situata all’ingresso nord del centro storico, dove convergono tre importanti vie: via del Corso, via del Babuino e via di Ripetta, formando il celebre “Tridente”.

    Storia e architettura

    Originariamente, l’area era conosciuta come Campo Marzio, dedicata al dio Marte, e serviva come luogo di addestramento militare per i giovani romani.

    Nel corso dei secoli, la piazza ha subito diverse trasformazioni, assumendo l’attuale forma ellittica grazie all’intervento dell’architetto Giuseppe Valadier tra il 1811 e il 1822 .

    Cosa vedere a Piazza del Popolo

    Obelisco Flaminio : Situato al centro della piazza, è uno dei tredici obelischi antichi di Roma.

    Realizzato nel XIII secolo a.C. per il tempio del Sole a Eliopoli, fu portato a Roma nel 10 a.C. per volere di Ottaviano Augusto e collocato inizialmente al Circo Massimo.

    Nel 1589, papa Sisto V lo fece erigere in Piazza del Popolo .

    Basilica di Santa Maria del Popolo : Situata accanto alla Porta del Popolo, questa chiesa ospita opere di artisti come Caravaggio, Raffaello, Bernini e Pinturicchio.

    È stata ristrutturata nel corso dei secoli, assumendo l’aspetto attuale grazie all’intervento di Gian Lorenzo Bernini nel XVII secolo .

    Chiese gemelle

    All’ingresso del Tridente si trovano due chiese apparentemente identiche : Santa Maria in Montesanto (nota anche come Chiesa degli Artisti) e Santa Maria dei Miracoli.

    Costruite tra il 1675 e il 1678 su progetto di Carlo Rainaldi, con la collaborazione di Bernini e Carlo Fontana, conferiscono alla piazza un aspetto barocco.

    Fontane monumentali

    Ai lati della piazza si trovano la Fontana del Nettuno e la Fontana della Dea Roma, entrambe realizzate nel 1823 per abbellire ulteriormente la piazza.

    Terrazza del Pincio

    Raggiungibile tramite una scalinata, offre una vista panoramica mozzafiato sulla piazza e sul centro storico di Roma.

    Come arrivare

    Piazza del Popolo è facilmente accessibile

    Metropolitana

    Linea A, fermata “Flaminio Piazza del Popolo”. Autobus: Numerose linee fermano nelle vicinanze.

    A piedi

    La piazza è a breve distanza da altre attrazioni come Piazza di Spagna e Villa Borghese.

    Piazza del Popolo è un luogo imperdibile per chi visita Roma, offrendo una combinazione unica di arte, storia e architettura.

  • Via Borgognona a Roma

    Via Borgognona è una storica e raffinata strada situata nel cuore di Roma, nel rione Campo Marzio.

    Collega via del Corso a Piazza di Spagna e corre parallela a via dei Condotti e via Frattina, formando parte del celebre “Tridente” dello shopping romano .

    Storia e architettura

    Il nome “Borgognona” potrebbe derivare dalla presenza, nel XV secolo, di mercanti provenienti dalla Borgogna, regione francese.

    Nel XVI secolo, la via era talvolta denominata “via dei Burgundi” . Durante il Cinquecento, la strada era fiancheggiata da casupole che ospitavano prostitute, guadagnandosi il soprannome di “via delle Meretrici”.

    Nel 1566, una pesante alluvione colpì la zona, causando danni significativi e portando a cambiamenti urbanistici. Nel XIX secolo, la via subì una riqualificazione grazie all’acquisto di edifici da parte di famiglie nobiliari, tra cui i Torlonia, che contribuirono a trasformare l’area in una zona elegante e alla moda .

    Shopping di lusso

    Oggi, Via Borgognona è una delle mete preferite per lo shopping di lusso a Roma.

    Ospita boutique di alta moda e marchi prestigiosi, tra cui Il Bisonte, noto per i suoi articoli in pelle artigianali .

    La strada è apprezzata per la sua atmosfera tranquilla e raffinata, offrendo un’esperienza di shopping più serena rispetto alle vie più affollate come via dei Condotti .

    Come arrivare

    Via Borgognona è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

    La stazione della metropolitana più vicina è Spagna (Linea A), situata a circa 5 minuti a piedi. Numerose linee di autobus, tra cui la 100, 160, 492, 71 e 83, fermano nelle vicinanze, rendendo l’accesso comodo da diverse parti della città .

    Atmosfera e curiosità

    Passeggiando lungo Via Borgognona, si possono ammirare edifici storici con facciate dai toni caldi e dettagli architettonici eleganti.

    La strada è spesso meno affollata rispetto alle vie circostanti, offrendo un’esperienza più intima e rilassata.

    È un luogo ideale per chi desidera immergersi nell’eleganza romana, tra storia, moda e cultura.

  • Ristoranti a Verona

    vanta una scena gastronomica vivace, con ristoranti che spaziano dalla cucina tradizionale veneta all’alta cucina creativa.

    Ecco una selezione di ristoranti rinomati nella città scaligera:

    Casa Perbellini 12 Apostoli

    Guidato dallo chef stellato Giancarlo Perbellini, questo ristorante rappresenta l’eccellenza culinaria a Verona.

    Situato nello storico edificio dei 12 Apostoli, offre menù degustazione che fondono tradizione e innovazione.

    La cucina a vista permette agli ospiti di osservare la preparazione dei piatti. 

    Antica Bottega del Vino

    Uno dei locali più antichi della città, celebre per la sua vasta selezione di vini e per i piatti tipici veronesi come il risotto all’Amarone.

    L’atmosfera storica e accogliente lo rende una meta imperdibile per gli amanti della buona tavola.

    Trattoria al Pompiere

    Situata nel centro storico, questa trattoria offre un’ampia selezione di salumi e formaggi, oltre a piatti tradizionali preparati con ingredienti locali di alta qualità.

    È apprezzata sia dai residenti che dai turisti.

    Il Desco

    Ristorante di alta cucina con una stella Michelin, Il Desco propone piatti raffinati che reinterpretano la tradizione veronese.

    L’ambiente elegante e il servizio impeccabile lo rendono ideale per occasioni speciali. 

    Locanda 4 Cuochi

    A pochi passi dall’Arena, questo ristorante moderno offre piatti tradizionali rivisitati in chiave contemporanea.

    L’atmosfera informale e la qualità della cucina lo rendono una scelta popolare tra i visitatori.

    Questi ristoranti rappresentano alcune delle migliori esperienze culinarie che Verona ha da offrire.

  • Ristorante La Pignata a Bari

    è stato uno dei locali più emblematici di Bari, fondato nel 1966 da Franco Vincenti, figura carismatica e pioniera della ristorazione pugliese. Situato inizialmente in via Melo, si trasferì successivamente in Corso Vittorio Emanuele 173, nel cuore del quartiere Murat.

    Un’istituzione della cucina barese

    La Pignata era rinomata per la sua cucina tradizionale pugliese, con piatti a base di pesce fresco e frutti di mare, accompagnati da una selezione di vini locali.

    Il ristorante attirava una clientela variegata, tra cui artisti, politici e personaggi dello spettacolo.

    Tra gli ospiti illustri si ricordano Renato Guttuso, Franco Zeffirelli, Giulio Andreotti e Sandro Pertini.

    La “Pinacotovaglioloteca”

    Una delle peculiarità del locale era la collezione di oltre 150 “tovaglioli artistici”, iniziata nel 1979 con una dedica del pittore Virgilio Guidi.

    Questi tovaglioli, decorati con disegni e dediche dei clienti, erano esposti sulle pareti del ristorante, conferendogli un’atmosfera unica e personale.

    https://youtu.be/CZhjJt1BzAQ?si=B8njqSb2g-5XhppT

    La scomparsa di Franco Vincenti

    Il 12 dicembre 2017, all’età di 94 anni, Franco Vincenti si è spento, lasciando un vuoto nel panorama gastronomico barese.

    La sua passione e dedizione hanno reso La Pignata un punto di riferimento per la città e un simbolo della cultura culinaria pugliese.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Ristorante Grotta Regina a Torre a Mare

    Il Ristorante Grotta Regina è stato un locale iconico di Bari, situato a Torre a Mare, affacciato direttamente sul mare.

    Negli anni ’70, era una delle location più esclusive della città, ospitando matrimoni, feste, eventi aziendali e veglioni di Capodanno.

    La sua terrazza panoramica e l’elegante sala con vetrate sul mare lo rendevano un punto di riferimento per la “Bari bene” dell’epoca. 

    Tuttavia, a partire dal 2013, il ristorante ha chiuso i battenti a causa di controversie legate alla concessione demaniale.

    Nel 2015, un incendio ha devastato la struttura, lasciandola in uno stato di abbandono e degrado. Attualmente, l’edificio è pericolante e rappresenta un problema ambientale e di sicurezza per la zona. 

    Se sei interessato a ristoranti con vista mare nella zona di Torre a Mare, ti segnalo il Ristorante La Vela, situato in Viale Grotta della Regina 19.

    Gestito dalla famiglia Ficarella, offre cucina pugliese e specialità di pesce in un ambiente accogliente. 

  • Ristorante Transatlantico a Bari

    E’ stato un’icona della ristorazione barese, attivo per circa trent’anni sul lungomare sud della città.

    Con quattro sale, oltre 90 dipendenti, un anfiteatro a cielo aperto e una terrazza con vista sull’Adriatico, rappresentava un punto di riferimento per eventi e ricevimenti importanti .

    Oggi, la tradizione culinaria del Transatlantico continua con il Ristorante Antichi Sapori Transatlantico, situato a Torre a Mare, una frazione a sud di Bari.

    Il locale offre cucina pugliese e di mare, con una vista suggestiva sul porto .

    Informazioni utili

    Indirizzo: Via Paolo Gargano, 1-3, 70126 Bari

    Telefono: 080 543 1267

    Orari di apertura: Martedì – Sabato: 11:00 – 15:00 / 19:00 – 24:00 Domenica: 11:00 – 15:00 Lunedì: Chiuso 

    Come arrivare

    Il ristorante è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

    La stazione ferroviaria più vicina è Bari Torre a Mare, a circa 19 minuti a piedi.

    Le fermate degli autobus più vicine includono Lama Di Giotta (2 minuti a piedi) e M. Silvati-Fenicia (7 minuti a piedi) .

    Per ulteriori informazioni o prenotazioni, puoi visitare la loro pagina Facebook:

    Antichi Sapori Transatlantico.

  • Ristorante El Cid Campeador, Bari

    Il Ristorante El Cid Campeador è stato un locale storico di Bari, situato di fronte alla spiaggia di Pane e Pomodoro, nel quartiere Madonnella.

    Attivo tra gli anni ’60 e ’70, era noto per ospitare ricevimenti ed eventi mondani, rappresentando un punto di riferimento per la vita sociale della città.

    Oggi, al suo posto, si trova un ristorante orientale, seguito da una palestra, a testimonianza della trasformazione urbana della zona .

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Bari . Gran Lido Marzulli

    fu uno degli stabilimenti balneari più ambiziosi e moderni della Bari del dopoguerra.

    Inaugurato il 10 maggio 1949 dall’imprenditore Giovanni Marzulli, sorgeva alla fine del Lungomare Nazario Sauro, nell’area oggi occupata dalla spiaggia di Pane e Pomodoro .

    Un villaggio balneare all’avanguardia

    Il lido era concepito come un vero e proprio villaggio turistico, ispirato agli stabilimenti della Riviera.

    Tra le sue strutture si annoveravano

    650 cabine una piscina con trampolino porticciolo per le barche, ristorante, albergo a due piani con strutture per cure elioterapiche piste da ballo, saloni per feste mondane e casinò campi da bocce, tennis e pallacanestro bar, negozi, docce, servizi igienici e stazione di servizio

    Questa vasta gamma di servizi lo rese uno degli stabilimenti più moderni e attrezzati dell’epoca .

    Una vita breve ma intensa

    Nonostante il suo successo iniziale, il Gran Lido Marzulli ebbe una vita breve.

    Già il 2 gennaio 1957 iniziarono le operazioni di demolizione, e negli anni ‘90 l’area fu riqualificata per ospitare la spiaggia pubblica di Pane e Pomodoro, inaugurata il 10 giugno 1997 in occasione dei Giochi del Mediterraneo .

    Dove si trovava

    Il lido si estendeva lungo la costa sud di Bari, tra l’attuale Chiesa di San Sabino e la zona dove oggi si trova la stazioncina delle Ferrovie del Sud Est su via Traiano.

    Questa posizione lo rendeva facilmente accessibile e centrale per i cittadini baresi .

    L’eredità : Pane e Pomodoro

    Oggi, l’area un tempo occupata dal Gran Lido Marzulli è diventata la spiaggia cittadina di Pane e Pomodoro, molto frequentata dai baresi per passeggiate, picnic e relax.

    Nonostante alcune problematiche legate alla balneabilità dopo forti piogge, la spiaggia rappresenta un importante punto di aggregazione per la comunità .

    Per approfondire ulteriormente la storia del Gran Lido Marzulli, puoi consultare l’articolo dettagliato su Barinedita:

    Piscina, 600 cabine e sala da ballo: la breve ma intensa storia del Gran Lido Marzulli di Bari.

    RED@

  • Bari . Via Sparano

    è la principale arteria pedonale e commerciale del capoluogo pugliese, situata nel quartiere Murat.

    Con una lunghezza di circa 750 metri, collega la stazione centrale di Bari con Corso Vittorio Emanuele II, avvicinandosi al centro storico della città.

    Shopping e vita urbana

    Conosciuta come il “salotto buono” di Bari, Via Sparano è rinomata per le sue eleganti boutique e negozi di alta moda.

    Qui si trovano marchi prestigiosi come Gucci, Valentino, Max Mara, Marina Rinaldi, oltre a catene più accessibili come Zara e Benetton.

    La strada è anche un luogo ideale per passeggiare, fare shopping e godersi un aperitivo nei numerosi caffè e locali presenti. 

    Architettura e punti di interesse

    Tra gli edifici più emblematici di Via Sparano spicca il Palazzo Mincuzzi, costruito tra il 1926 e il 1928.

    Questo edificio in stile eclettico, con la sua facciata riccamente decorata e la cupola distintiva, è un simbolo dell’eleganza commerciale di Bari. 

    Un altro punto di riferimento è la Chiesa di San Ferdinando, situata lungo la via.

    Costruita tra il 1844 e il 1849, la chiesa è integrata in un complesso che ospita anche negozi e abitazioni, riflettendo la fusione tra spiritualità e vita urbana tipica del quartiere Murat. 

    Evoluzione storica

    Originariamente conosciuta come Via Vittorio Veneto, la strada fu rinominata in onore di Sparano da Bari, un giurista vissuto nel XIII secolo durante il regno di Carlo II d’Angiò.

    Nel corso del tempo, Via Sparano ha subito diverse trasformazioni, mantenendo sempre il suo ruolo centrale nella vita cittadina. 

    Riqualificazione recente

    Negli ultimi anni, Via Sparano è stata oggetto di un importante progetto di riqualificazione urbana. Il restyling ha introdotto sei “salotti urbani” tematici, arricchendo l’esperienza pedonale con aree di sosta e spazi verdi, e rafforzando l’identità della strada come cuore pulsante della città.

    Come raggiungerla

    Via Sparano è facilmente accessibile a piedi dalla stazione centrale di Bari.

    La sua posizione centrale la rende un punto di partenza ideale per esplorare il centro storico e le principali attrazioni della città.

  • La Scuola Balilla a Bari

    E’ uno degli edifici scolastici più emblematici del quartiere Madonnella a Bari.

    Fondata nell’anno scolastico 1926-1927, fu inizialmente intitolata al poeta Dante Alighieri.

    Nel 1929, in linea con la politica educativa del regime fascista, assunse il nome di “Balilla”, ispirandosi alla figura simbolica del giovane genovese che, secondo la tradizione, diede inizio alla rivolta contro gli austriaci nel 1746 .

    Evoluzione storica

    Negli anni successivi, la scuola divenne un punto di riferimento per l’istruzione primaria nel quartiere.

    Durante l’anno scolastico 1938-1939, contava 70 classi e 3621 alunni. Nel 1960, le classi attive erano 94, con 2806 iscritti.

    Dal 1962-1963, fu designata come I Circolo didattico della città, diventando successivamente il IV Circolo fino al 2011, anno in cui si fuse con la Scuola Secondaria di Primo Grado “M.R. Imbriani” per formare l’Istituto Comprensivo Balilla-Imbriani .

    Ruolo durante la Seconda Guerra Mondiale

    Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’edificio fu requisita e trasformata in ospedale militare.

    Successivamente, su richiesta del provveditore Tommaso Fiore, tornò alla sua funzione originaria di istituto scolastico.

    Recentemente, durante lavori di manutenzione, sono stati ritrovati negli scantinati letti e strumenti medici risalenti a quel periodo, testimonianza del suo passato bellico .

    L’orologio simbolo del quartiere

    Un elemento distintivo della scuola è l’orologio situato sulla facciata principale, affacciata su Largo Francesco Carabellese.

    Dopo essere rimasto fermo per circa due anni, nel dicembre 2024 è stato restaurato grazie all’intervento della Onlus Orizzonti Futuri e alla collaborazione con la ditta specializzata Trebino.

    Il ripristino dell’orologio ha restituito al quartiere un simbolo caro alla comunità .

    Posizione e contesto urbano

    La scuola si trova in Largo Francesco Carabellese, una piazza recentemente riqualificata e pedonalizzata, che ospita eventi scolastici e comunitari.

    Il quartiere Madonnella è noto per la sua architettura in stile Liberty e per edifici pubblici realizzati durante il periodo fascista, tra cui il Palazzo della Provincia .

    Attività e progetti attuali

    L’Istituto Comprensivo Balilla-Imbriani continua a essere un punto di riferimento educativo nel quartiere, promuovendo progetti come l’Hub educativo Paripasso, che offre attività extracurriculari e supporto alle famiglie.

    Inoltre, l’istituto ospita eventi culturali e formativi, mantenendo viva la tradizione di apertura e inclusività che lo contraddistingue .

    Per ulteriori informazioni, è possibile visitare il sito ufficiale dell’istituto: balillaimbriani.edu.it.

  • Bari. Palazzo della Provincia

    Pggi sede della Città Metropolitana, è uno degli edifici più rappresentativi del capoluogo pugliese.

    Situato sul Lungomare Nazario Sauro, tra via Spalato e via Cattaro, è un esempio emblematico dell’architettura pubblica italiana del primo Novecento.

    Storia e architettura

    Costruito tra il 1932 e il 1935, il palazzo fu progettato dall’ingegnere Luigi Baffa, allora a capo dell’Ufficio Tecnico Provinciale.

    Dopo la sua scomparsa nel 1933, i lavori furono completati sotto la direzione dell’ingegnere Vincenzo Chiaia .

    L’edificio presenta una pianta rettangolare e si sviluppa su cinque livelli.

    La facciata principale, rivolta verso il mare, è caratterizzata da un basamento in marmo di Trani e da mattoni rossi a vista nei livelli superiori.

    Elemento distintivo è la torre dell’orologio, alta circa 64 metri, che domina lo skyline cittadino .

    Pinacoteca Corrado Giaquinto

    Al quarto piano del palazzo si trova la Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”, che ospita una vasta collezione di opere d’arte, tra cui dipinti veneti, pugliesi e napoletani dal Medioevo al XIX secolo .

    Informazioni pratiche

    Indirizzo: Lungomare Nazario Sauro, 27 – Via Spalato, 19 – 70121 Bari Contatti: Tel. 080 5412420 | Email: pinacoteca@cittametropolitana.ba.it Orari Pinacoteca: Martedì – Sabato: 9:00 – 19:00 (ultimo ingresso alle 18:30) Domenica: 9:00 – 13:00 (ultimo ingresso alle 12:30)

    Chiuso il lunedì e nei festivi infrasettimanali 

  • La Spiaggia Pane e Pomodoro di Bari

    La Spiaggia Pane e Pomodoro – è la principale spiaggia urbana di Bari, situata nel quartiere Madonnella, a pochi minuti dal centro città.

    È una spiaggia libera molto amata dai baresi, ideale per chi desidera godersi il mare senza allontanarsi troppo dalla città .

    Caratteristiche della spiaggia

    Tipologia : spiaggia libera con sabbia fine e alcune aree con ciottoli.

    Accessibilità : facilmente raggiungibile a piedi o in bicicletta dal centro di Bari. Servizi disponibili: Docce e bagni pubblici aperti dalle 8:00 alle 22:00.

    Spogliatoi, inclusi quelli accessibili a persone con disabilità. Locker di sicurezza per la custodia degli oggetti personali.

    Nuovo food truck operativo dalle 8:00 alle 23:00, che offre piccola ristorazione, bar e caffetteria .

    Esperienza e ambiente

    La spiaggia offre un ambiente rilassante con una vasta area sabbiosa e una parte più tranquilla con ciottoli.

    È un luogo ideale per famiglie, giovani e anziani, grazie alla sua accessibilità e ai servizi disponibili.

    Durante l’estate, è possibile praticare sport acquatici come surf, windsurf e SUP. La presenza di un parco nelle vicinanze, il Parco Punta Perotti, offre ulteriori opportunità di svago .

    Come arrivare

    La Spiaggia Pane e Pomodoro si trova lungo il Lungomare Nazario Sauro.

    È facilmente raggiungibile a piedi o in bicicletta dal centro di Bari. Per chi arriva in auto, è consigliabile parcheggiare nelle vie limitrofe, considerando la possibile affluenza durante i mesi estivi.

    Consigli utili

    Orari consigliati : per evitare l’affollamento, è preferibile visitare la spiaggia nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio.

    Attrezzatura : essendo una spiaggia libera, è consigliabile portare con sé ombrellone, telo mare e tutto il necessario per il comfort personale.

    Sicurezza : utilizzare i locker disponibili per la custodia degli oggetti di valore e prestare attenzione alle proprie cose, soprattutto durante i periodi di maggiore affluenza.

    La Spiaggia Pane e Pomodoro rappresenta un perfetto connubio tra mare e città, offrendo un’esperienza balneare autentica nel cuore di Bari.

    RED@

  • Bari . Ponte Adriatico

    è una delle infrastrutture più iconiche e moderne di Bari, inaugurato nel dicembre 2016.

    Si tratta di un ponte strallato che collega via Tatarella con via Sangiorgi, attraversando la ferrovia e migliorando significativamente la viabilità tra il centro cittadino e le zone produttive dell’hinterland barese .

    Caratteristiche tecniche

    Tipologia: ponte strallato ad arpa con un singolo pilone centrale. Pilone: alto 78 metri, realizzato in acciaio, con una forma a Y capovolta e inclinazione sghemba di 60° .

    Lunghezza totale: 626 metri, con una campata principale di 225 metri suddivisa in due campate da 112,5 metri ciascuna .

    Larghezza: 25,5 metri, comprendente due carreggiate da tre corsie ciascuna e due piste ciclopedonali larghe 2,5 metri .

    Altezza dal suolo: la struttura è sospesa a circa 10 metri di altezza .

    Funzione e impatto urbano

    Il ponte rappresenta un elemento chiave dell’asse viario Nord-Sud di Bari, facilitando il collegamento tra i quartieri periferici e il centro città.

    Oltre a migliorare la mobilità urbana, il Ponte Adriatico è diventato un simbolo di innovazione e sviluppo per la città, grazie al suo design distintivo e alla sua funzione strategica .

    Costi e realizzazione

    Costo totale: circa 32 milioni di euro, di cui 31 milioni finanziati dalla Regione Puglia .

    Costruttore: l’opera è stata realizzata dalla Cimolai S.p.A., un’azienda specializzata nella costruzione di ponti .

    Tempi di realizzazione: i lavori sono iniziati nel 2009 e si sono conclusi nel 2016, con alcune controversie legate ai costi e ai tempi di consegna .

    La questione del nome

    Inizialmente, il nome del ponte doveva essere scelto tramite un sondaggio online.

    Tra le proposte più votate emerse ironicamente “Ponte Harambe”, in riferimento al gorilla dello zoo di Cincinnati.

    Tuttavia, l’amministrazione comunale decise di ignorare il risultato del sondaggio e optò per il nome “Ponte Adriatico”, richiamando la vocazione commerciale della città e il mare che unisce l’Oriente con l’Occidente .

    Il Ponte Adriatico non è solo un’infrastruttura funzionale, ma anche un simbolo dell’identità moderna di Bari, rappresentando un punto di riferimento sia per la mobilità urbana che per l’architettura contemporanea della città.

  • Dario Laruffa

    è un noto giornalista e conduttore televisivo italiano, con una lunga carriera all’interno della RAI.

    Nato il 10 febbraio 1956 a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, ha conseguito la laurea in Sociologia con una tesi in Economia Politica.

    Ha iniziato la sua attività giornalistica nel 1976 in una radio libera, per poi entrare in RAI nel 1980 dopo aver vinto un concorso pubblico.

    Carriera in RAI

    GR1 (1982–1994): Ha lavorato nella redazione economica, diventando inviato speciale nel 1988. TG2 (1994–2017): È stato conduttore delle edizioni notturne, delle 13:00 e, dal 2005 al 2017, dell’edizione serale delle 20:30.

    Corrispondente da New York (2017–2022): Dopo il suo ultimo telegiornale il 13 agosto 2017, è stato nominato corrispondente RAI negli Stati Uniti, ruolo che ha ricoperto fino a luglio 2022. 

    Riconoscimenti

    Premio Saint Vincent per il giornalismo televisivo (2007): Per un documentario sulla Russia.

    Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2013): Onorificenza conferita dal Presidente Giorgio Napolitano. 

    Attività Accademica

    LUISS di Roma (dal 1991): Docente di Giornalismo radiofonico ed economico. Università di Perugia (dal 2001): Insegna Giornalismo economico. Università Sapienza di Roma (dal 2022): Professore a contratto nel Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale, dove tiene corsi su contenuti e mercati della radiofonia. 

    Altri Progetti

    Podcast “Angoli d’America”: Dal 2022, conduce un podcast per Intesa Sanpaolo On Air, esplorando vari aspetti della cultura statunitense. 

    Pubblicazioni

    Ha scritto articoli e saggi su temi di giornalismo economico e ha partecipato a pubblicazioni collettive, come “Vive Voci. L’intervista come fonte di documentazione” (Donzelli, 2010).

  • Il “Libretto rosso” è un’antologia di citazioni tratte dagli scritti e dai discorsi di Mao Zedong

    Il “Libretto rosso” è un’antologia di citazioni tratte dagli scritti e dai discorsi di Mao Zedong, pubblicata per la prima volta nel 1963 e curata da Lin Biao, comandante dell’Esercito Popolare di Liberazione [1][7] Questo libro, noto in Occidente come “Little Red Book” per il colore della copertina e il formato tascabile, divenne uno strumento fondamentale di propaganda durante la Rivoluzione Culturale cinese (1966-1976), quando lo studio del pensiero di Mao fu reso praticamente obbligatorio in scuole, luoghi di lavoro e nell’esercito [1][7][8]

    Il Libretto Rosso riflette il comunismo marxista-leninista adattato alla realtà cinese, con un forte accento sulla lotta di classe, la rivoluzione e il ruolo centrale del Partito Comunista Cinese come guida della società [3][5] Fu distribuito in circa 900 milioni di copie, diventando uno dei libri più diffusi al mondo dopo la Bibbia [1][4]

    In sintesi, il Libretto Rosso è il simbolo della cultura politica maoista e della mobilitazione ideologica che caratterizzò la Cina negli anni ’60 e ’70, usato per consolidare il culto della personalità di Mao e per guidare la rivoluzione comunista nel paese [1][3][8]

    Fonti :
    [1] Libretto Rosso – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Libretto_Rosso
    [2] What is Little Red Book and how it works in China 2025 – Noziroh Hub https://hub.noziroh.com/en/what-is-little-red-book-social-commerce-china/
    [3] il comunismo del libretto rosso – Mao e il nazionalismo cinese https://www.giovannidesio.it/articoli/librettorosso.htm
    [4] Il libretto rosso (Ed.Spec.) – Santelli Online https://santellionline.it/products/il-libretto-rosso-ed-spec
    [5] [PDF] Libretto Rosso – di MAO TSE-TUNG – M-48 https://www.m-48.it/wp-content/uploads/2021/07/Libretto-Rosso.pdf
    [6] What is Little Red Book (Xiaohongshu)? – Meltwater https://www.meltwater.com/en/blog/little-red-book-xiaohongshu
    [7] Libretto rosso. Citazioni dalle opere del presidente Mao Tse Tung | IBS https://www.ibs.it/libretto-rosso-citazioni-dalle-opere-ebook-tse-tung-mao/e/9788899332648
    [8] La storia di un best-seller: il Libretto rosso di Mao Tse-Tung – Eduflix https://www.eduflix.it/it/blog/la-storia-di-un-best-seller-il-libretto-rosso-di-mao-tse-tung
    [9] IL LIBRETTO ROSSO DI MAO – Red Star Press https://www.redstarpress.it/prodotto/il-libretto-rosso-di-mao/
    [10] Il libretto rosso – Santelli Online https://santellionline.it/products/libretto-rosso

  • Emilio Vedova

    1919/2006

    è stato un pittore e incisore italiano, nato a Venezia in una famiglia di artigiani.

    Autodidatta, iniziò a lavorare negli anni ’30 e nel 1942 aderì al movimento antinovecentista Corrente.

    Antifascista, partecipò alla Resistenza tra il 1944 e il 1945. Nel 1946 fu tra i firmatari del manifesto “Oltre Guernica” e cofondatore della Nuova Secessione Italiana, poi Fronte Nuovo delle Arti.

    Vedova espose fin dagli anni ’40 e ottenne fama internazionale, con la sua prima mostra personale negli USA nel 1951 alla Catherine Viviano Gallery di New York. Partecipò a numerose Biennali di Venezia, dove nel 1960 vinse il Gran Premio per la pittura e nel 1997 il Leone d’Oro alla carriera. Fu invitato anche a importanti eventi internazionali come le prime edizioni di Documenta a Kassel.

    Conosciuto per le sue opere dinamiche e astratte, sperimentò tecniche innovative come i “Plurimi”, sculture-pittura mobili. Fu anche attivo nell’insegnamento in università americane, all’Accademia di Belle Arti di Venezia e alla Sommerakademie di Salisburgo. Morì a Venezia nel 2006, lasciando un’importante eredità nell’arte contemporanea italiana[1][2][4][6][7].

    Fonti
    [1] Emilio Vedova: una biografia per immagini https://www.fondazionevedova.org/emilio-vedova-una-biografia-immagini
    [2] Emilio Vedova – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Emilio_Vedova
    [3] Emilio Vedova – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Emilio_Vedova
    [4] Emilio Vedova: biografia e opere del pittore | Harper’s Bazaar https://www.harpersbazaar.com/it/cultura/arte/a43347392/emilio-vedova-vita-opere-pittore-partigiano/
    [5] Emilio Vedova https://www.sothebys.com/en/bio/emilio-vedova?locale=zh-Hans
    [6] Emilio Vedova | Mazzoleni Art https://mazzoleniart.com/elenco_artisti/emilio-vedova/
    [7] Emilio VEDOVA – Contemporary Art Collection https://art-collection.europarl.europa.eu/en/artists/emilio-vedova/
    [8] Emilio Vedova: a biography through images https://www.fondazionevedova.org/en/emilio-vedova-biography-through-images
    [9] Emilio Vedova | Biografia, Opere, Esposizioni – Galleria dello Scudo https://galleriadelloscudo.com/artista/emilio-vedova-biografia-opere-esposizioni/
    [10] Emilio Vedova | Biography, Artworks, Exhibitions https://galleriadelloscudo.com/en/artist/emilio-vedova-biography-artworks-exhibitions/

  • Virgilio Guidi 1891/1984

    E’ stato un importante pittore, poeta e saggista italiano, considerato una delle figure di spicco dell’arte italiana del XX secolo e un esponente chiave della Scuola veneziana.

    Nato a Roma in una famiglia di artisti, iniziò la sua formazione nel restauro e nella decorazione, per poi studiare pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma e successivamente a Venezia sotto la guida di Ettore Tito.

    La sua arte attraversò diversi stili, influenzata dal Futurismo, dal Cubismo e dal movimento del “ritorno all’ordine” dopo la Prima guerra mondiale.

    Guidi è noto per la sua capacità di catturare la luce e lo spazio, combinando influenze rinascimentali con sensibilità moderne, e per il suo approccio poetico ed emotivo a paesaggi, ritratti e figure umane.

    La sua tecnica pittorica spaziava dall’uso delicato del colore a pennellate più vigorose, ed è stato associato al realismo magico e, in seguito, allo spazialismo veneziano.

    Ottenne riconoscimenti internazionali con opere come Il Tram (1923), esposta alla Biennale di Venezia, e partecipò regolarmente a importanti rassegne artistiche, tra cui numerose edizioni della Biennale di Venezia.

    Insegnò inoltre all’Accademia di Belle Arti di Venezia, influenzando diverse generazioni di artisti.

    La sua eredità comprende un vasto corpus di opere conservate in collezioni pubbliche e private in tutto il mondo, testimoniando il suo duraturo impatto sull’arte italiana.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Carles Puigdemont i Casamajó

    Carles Puigdemont i Casamajó, nato il 29 dicembre 1962 a Amer, è un politico e giornalista spagnolo di origine catalana.

    È stato presidente della Generalitat de Catalunya dal 12 gennaio 2016 al 28 ottobre 2017. Prima di diventare presidente, è stato sindaco di Girona dal 2011 al 2016 e ha avuto una lunga carriera nel giornalismo, tra cui la direzione dell’Agenzia catalana di notizie e del quotidiano Catalonia Today[1][2][3].

    Puigdemont è un fermo sostenitore dell’indipendenza catalana.

    Nel 2017, il suo governo ha organizzato un referendum sull’indipendenza, dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale spagnola. Il 27 ottobre 2017 ha proclamato unilateralmente l’indipendenza della Catalogna, evento che ha portato all’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione spagnola, con conseguente commissariamento della Catalogna e la sua destituzione da presidente. Per evitare l’arresto, si è rifugiato in Belgio, dove ha vissuto in esilio volontario[1][2][3].

    Successivamente, è stato eletto europarlamentare nel 2019, ma il Parlamento europeo ha riconosciuto il suo mandato solo dopo una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea. Dal 2020 al 2022 e poi dal 2024 è presidente del partito politico “Together for Catalonia” (Junts)[2].

    Puigdemont si definisce progressista e vicino ai valori della socialdemocrazia, e ha sempre cercato una soluzione diplomatica al conflitto catalano, sebbene sia fermamente impegnato nell’indipendenza della Catalogna [1][2][3].

    Fonti :
    [1] Carles Puigdemont – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Carles_Puigdemont
    [2] Carles Puigdemont – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Carles_Puigdemont
    [3] Puigdemont i Casamajó, Carles – Enciclopedia – Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/puigdemont-i-casamajo-carles/
    [4] 9th parliamentary term | Carles PUIGDEMONT I CASAMAJÓ | MEPs https://www.europarl.europa.eu/meps/en/202351/CARLES_PUIGDEMONT+I+CASAMAJO/history/9
    [5] 9ª legislatura | Carles PUIGDEMONT I CASAMAJÓ | Deputati https://www.europarl.europa.eu/meps/it/202351/CARLES_PUIGDEMONT+I+CASAMAJO/history/9
    [6] Carles Puigdemont Casamajó: Libri – Amazon.it https://www.amazon.it/Libri-Carles-Puigdemont-Casamaj%C3%B3/s?rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ACarles%2BPuigdemont%2BCasamaj%25C3%25B3
    [7] Carles Puigdemont i Casamajó and Others v European Parliament. https://eu.vlex.com/vid/carles-puigdemont-i-casamajo-905275322
    [8] Carles Puigdemont Casamajó Archives – Euractiv https://www.euractiv.com/authors/carles-puigdemont-casamajo/
    [9] File:Carles Puigdemont i Casamajó – Comissió Europea (2).jpg https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Carles_Puigdemont_i_Casamaj%C3%B3_-Comissi%C3%B3_Europea(2).jpg

  • Bari . Lido Il Trampolino

    Il Lido Il Trampolino di Bari è uno stabilimento balneare elegante e ben attrezzato situato a pochi chilometri dal centro città, lungo il lungomare barese, noto per i suoi splendidi panorami.

    Offre una spiaggia sabbiosa con ombrelloni, sdraio e lettini, oltre a una zona pavimentata più riservata vicino al molo.

    Tra i servizi disponibili ci sono bar, ristorante, cabine, docce calde e fredde, connessione Wi-Fi e una piscina prenotabile separatamente.

    Il lido è adatto a famiglie, con un’area sabbiosa ideale per bambini, ma le recensioni segnalano che il mare può essere a volte sporco e il costo dei servizi piuttosto alto rispetto alla qualità offerta.

    Il ristorante propone piatti di pesce e pizze, ma alcuni clienti hanno trovato i prezzi elevati e la qualità media.

    L’ambiente è generalmente tranquillo e curato, con animazione e musica dal vivo in alcune giornate.

    Il Lido Il Trampolino è aperto dal 1° giugno al 15 settembre, con servizio di salvataggio dalle 9:00 alle 19:00.

    La struttura è accessibile anche a disabili e offre attività come yoga e pilates.

    In sintesi, Il Trampolino è un lido cittadino comodo per chi vuole rimanere vicino a Bari, con buoni servizi e un ambiente piacevole, ma con qualche critica riguardo ai costi e alla pulizia del mare.

    Fonti :
    Lido Il Trampolino – Stabilimento balneare, Ristorante, Bar https://lidotrampolinobari.it
    LIDO IL TRAMPOLINO: Tutto quello che c’è da sapere (2025) https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187874-d10796479-Reviews-Lido_Il_Trampolino-Bari_Province_of_Bari_Puglia.html
    [PDF] LISTINO PREZZI 2024 – Lido Il Trampolino https://lidotrampolinobari.it/wp-content/uploads/2024/05/listino-trampolino-2024.pdf
    Lido Il Trampolino – Bari (BA) – prenotazione online – Spiagge.it https://www.spiagge.it/stabilimenti-balneari/14818-lido-il-trampolino/
    LIDO IL TRAMPOLINO – RISTORANTE, Bari – Tripadvisor https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187874-d14802713-Reviews-Lido_Il_Trampolino_Ristorante-Bari_Province_of_Bari_Puglia.html
    Il Trampolino – Contatta e prenota online – Mondo Balneare https://www.mondobalneare.com/stabilimenti/il-trampolino/
    Lido Trampolino (@lidotrampolino.bari) • Instagram photos and videos https://www.instagram.com/lidotrampolino.bari/
    [PDF] listino il trampolino 2023.cdr https://lidotrampolinobari.it/wp-content/uploads/2023/05/listino-il-trampolino-2023.pdf

  • Dario Micacchi

    Dario Micacchi è un autore e critico d’arte italiano noto per i suoi studi e pubblicazioni nel campo delle arti figurative.

    Ha curato cataloghi di mostre e scritto su artisti e temi legati all’arte italiana, concentrandosi anche su incisioni e tecniche artistiche.

    Le sue opere e libri sono disponibili in vendita online su diverse piattaforme come IBS, Amazon e Mondadori Store.

    Inoltre, è presente in archivi come quello della Quadriennale di Roma, che conserva documenti e materiali a lui relativi.

  • Stella Pende

    E’ una giornalista e conduttrice televisiva italiana, nata a Roma il 24 febbraio 1951.

    Ha una lunga carriera nel giornalismo d’inchiesta e reportage, iniziata nel 1974 con la collaborazione a Panorama e diventata giornalista professionista nel 1979.

    È nota soprattutto per il programma televisivo Confessione Reporter, un rotocalco investigativo in onda dal 2012, che conduce ancora oggi su Rete 4 in seconda serata.

    Ha anche lavorato in televisione negli anni ’80, conducendo rubriche su Rai 2 e recitando in un film di Renzo Arbore.

    Stella Pende è stata allontanata dalla Rai dopo un incidente in diretta televisiva nel 1984, quando un ospite pronunciò una bestemmia nel suo microfono.

    Dal punto di vista personale, ha avuto una relazione con l’ex calciatore Marco Tardelli, con cui ha un figlio, Nicola Tardelli.

    In sintesi, Stella Pende è una figura di rilievo nel giornalismo italiano, con una carriera di oltre 50 anni, nota per il suo impegno nel reportage investigativo e la conduzione di Confessione Reporter.

  • Metedrina

    La “Metedrina” è un termine usato per indicare l’amfetamina, una sostanza stimolante che toglie la sensazione di fame, sete e fatica, permettendo di sopportare sforzi prolungati.

    Fino agli anni ’70 era di libera vendita e largamente usata, anche in cure dimagranti, ma il suo uso prolungato può causare dipendenza.

    Non va confusa con la metanfetamina, che è un potente stimolante del sistema nervoso centrale, più intensa e con effetti più pericolosi, come dipendenza psicologica, ansia, paranoia e danni cerebrali.

    In sintesi, “Metedrina” è un nome storico per l’amfetamina, una sostanza stimolante con effetti simili ma meno potenti e pericolosi rispetto alla metanfetamina.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Giorgio Portera

    Giorgio Portera è un genetista forense e biologo specialista in genetica medica, nonché ufficiale in congedo dei Carabinieri del RIS di Parma.

    Attualmente svolge la sua attività presso il laboratorio di genetica forense della Fondazione UniMi dell’Università degli Studi di Milano[1][2][5]

    Portera si occupa principalmente di analisi del DNA su tracce forensi, consulenze tecniche d’ufficio (CTU) e di parte (CTP) per Procure, Tribunali e Studi Legali, con esperienza in casi penali come omicidi, violenze sessuali, rapine e furti[1][3][5]

    Il suo laboratorio offre servizi anche a privati per analisi di tracce biologiche sospette o test di paternità[1]

    Inoltre, Giorgio Portera si dedica alla divulgazione della genetica forense per facilitare la comprensione degli aspetti tecnici da parte di professionisti, forze dell’ordine e cittadini[1]

    Fonti :
    [1] Genetica Forense-Dott. Giorgio Portera https://www.geneticaforense.it
    [2] Giorgio Portera – LAB Italia https://www.lab-italia.com/speaker/giorgio-portera/
    [3] Dott. Giorgio Portera-BIOLOGIA e GENETICA FORENSE https://www.biologiaforense.it/cv.htm
    [4] Giorgio Portera – Consigliere presso l’Ordine dei Biologi della … https://it.linkedin.com/in/giorgio-portera-17119116
    [5] Consulente Tecnico d’Ufficio CTU-Consulente Tecnico di Parte CTP https://www.geneticaforense.it/contatti.html
    [6] Peter Schwartz e Giorgio Portera | Crimini, indagini e genetica https://www.youtube.com/watch?v=eCwx8STc6fA
    [7] [PDF] Dott.GIORGIO PORTERA – Parnisari Arms https://parnisariarms.com/userdata/cataloghi/FOX%20FURY%20LIGHTS/Dott%20G%20Portera%20R3A%20ALS%20kit%20tester.pdf
    [8] Dott. Giorgio Portera – Le Iene – Mediaset Infinity https://www.iene.mediaset.it/video/dott-giorgio-portera_64087.shtml