Piero Villani

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AMERIGO TOT

UNGHERIA

Pseudonimo di Imre Tóth 1909/1984, è stato uno scultore e occasionalmente anche attore ungherese che ha vissuto gran parte della sua vita in Italia.

Biografia e formazione Nato in Ungheria, si diplomò all’Accademia di Arti Applicate di Budapest, specializzandosi in grafica.

Negli anni ’30 frequentò il Bauhaus di Dessau e studiò con Otto Dix a Dresda A causa delle persecuzioni naziste, si rifugiò in Italia, dove visse stabilmente. Durante la Seconda Guerra Mondiale partecipò alla Resistenza italiana.

Carriera artistica Ricevette il suo primo importante riconoscimento per il fregio della stazione di Roma Termini.

Negli anni ’50 iniziò a realizzare opere astratte. Tornò in Ungheria negli anni ’60 per alcune commissioni, tra cui una scultura della Madonna nella sua città natale.

Negli anni ’70 insegnò scultura all’Accademia di Belle Arti di Bari. Le sue opere spaziano da sculture monumentali a ceramiche e litografie. È noto per la sua capacità di plasmare il cemento armato in forme plastiche espressive.

Opere significative (elenco non esaustivo) Fregio della stazione di Roma Termini : Un’opera che gli diede notorietà internazionale. Muscoli geometrici (1959), Palazzo dello Sport, Roma. Il tunnel, fari e semafori (1959), Automobile Club d’Italia, Roma. Monumento ai Fratelli Bandiera (1972), Vallone di Rovito, Cosenza. Martelli per aprire la Porta Santa (1975), Città del Vaticano. Diverse opere in ceramica con motivi astratti e figurativi.

Altre attività Negli anni ’60 e ’70 apparve occasionalmente in alcuni film, tra cui “Il Padrino – Parte II” di Francis Ford Coppola.

Riconoscimenti e memoria A Budapest esiste un museo dedicato ad Amerigo Tot.

La sua città natale, Fehérvárcsurgó, ospita un museo commemorativo.

Amerigo Tot è considerato un importante scultore del XX secolo, capace di spaziare tra diverse tecniche e stili, lasciando un segno distintivo nel panorama artistico italiano e ungherese.

https://www.amerigotot.com/it/

RAPPORTO CON LA PUGLIA

Amerigo Tot ha avuto un legame profondo e prolungato con la Puglia, sia sul piano artistico sia su quello didattico : dal 1970, per circa un decennio, è stato infatti professore di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Bari. Nella città di Bari si conservano diverse sue opere integrate nel tessuto urbano e architettonico : Il Tavoliere (anni ’50) Installazione complessa realizzata per il palazzo progettato da Saverio Dioguardi in via Calefati (ex Cassa di Risparmio di Puglia / Banca Carime). Comprende un portale in bronzo a formelle e lastre in rame lavorato all’ingresso, oltre a un lungo fregio in terracotta (o ceramica/cotto) all’interno, dedicati ai temi del lavoro agricolo e della terra pugliese. Rilievo in cemento armato (1966) Bassorilievo dal linguaggio materico e geometrico situato presso la sede dell’ex Agenzia Centrale del Monte dei Paschi di Siena in via Niccolò dell’Arca. Senza Titolo (1967) Opera realizzata con vernice su tavola, conservata negli interni dello storico Circolo Canottieri Barion sul lungomare di Bari. La chiglia apula (1974) Scultura in acciaio di impronta astratto-geometrica, installata nell’atrio di un palazzo residenziale in viale della Costituente.



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