Nacque negli anni ’60 e ’70, quando il piccolo Stato indiano divenne meta prediletta di giovani hippie europei e americani in cerca di pace, libertà e spiritualità.
Attratti dal clima favorevole, dalla natura selvaggia, dal basso costo della vita e dalla facile reperibilità di droghe come LSD, MDMA e charas (una resina di cannabis), gli hippie crearono una comunità basata su valori di inclusione, amore e condivisione.
Le spiagge di Goa, in particolare Anjuna, divennero il centro di feste e rave psichedelici, come i celebri Full Moon Parties, dove la musica elettronica e il rock psichedelico accompagnavano danze e rituali ispirati anche a tradizioni sciamaniche.
Questa scena musicale diede origine al genere Goa Trance, una forma di musica elettronica che ancora oggi è associata a questo luogo.
Il sogno hippie a Goa però declinò a fine anni ’80 a causa di fattori come l’uso eccessivo di droghe, la regolamentazione statale, la fine della hippy trail e cambiamenti generazionali.
Nonostante ciò, l’eredità culturale hippie rimane parte integrante dell’identità di Goa, visibile nelle feste, nella musica e nell’atmosfera di libertà che ancora si respira.
avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”
Lascia un commento