sono contrazioni involontarie, rapide e intermittenti di piccoli gruppi di fibre muscolari, visibili sotto la pelle come tremolii o guizzi improvvisi.
Possono interessare qualsiasi muscolo volontario, ma sono frequenti nelle palpebre, muscolatura del volto e arti.
Questi spasmi durano da pochi secondi a qualche minuto e spesso si interrompono con il movimento volontario del muscolo, per poi ripresentarsi a riposo.
Generalmente sono benigni e transitori, spesso legati a stress, stanchezza, ansia o consumo di stimolanti come caffeina.
Quando sono persistenti e cronici, si parla di sindrome delle fascicolazioni benigne, che non comporta gravi conseguenze ma richiede comunque attenzione.
In rari casi, le fascicolazioni possono essere sintomo di patologie più serie come
• compressioni nervose croniche
• ernia del disco
• fibromialgia
• sclerosi laterale amiotrofica (SLA)
• poliomielite nelle fasi iniziali
• tumori del midollo spinale
In questi casi sono spesso accompagnate da altri sintomi come crampi, intorpidimento, rigidità, difficoltà motorie e perdita di massa muscolare.
Per distinguere fascicolazioni benigne da quelle patologiche, si valuta la loro localizzazione, durata, associazione a deficit muscolari e sintomi neurologici.
Le fascicolazioni benigne tendono a essere “migranti” e interessare singoli muscoli senza atrofia[3].
In sintesi, le fascicolazioni muscolari sono comuni e spesso innocue, ma se persistono o si associano ad altri disturbi è consigliabile una visita neurologica per escludere condizioni più gravi.
Pvl
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