E’ un pesce cartilagineo appartenente alla famiglia Pristidae e all’ordine Pristiformes, noto per il suo caratteristico rostro allungato e appiattito, simile a una sega, bordato da denti trasversali che possono raggiungere oltre un quarto della lunghezza totale del corpo.
Questo rostro viene usato per smuovere la sabbia e catturare le prede, oltre che per difesa, e contiene anche pori sensoriali per rilevare i campi elettrici degli animali.
I pesci sega abitano principalmente i fondali sabbiosi o melmosi di acque tropicali e subtropicali, sia marine che salmastre, e occasionalmente risalgono corsi d’acqua dolce.
Sono predatori bentonici che si nutrono di piccoli pesci, molluschi e crostacei, che individuano e catturano usando il rostro.
Dal punto di vista anatomico, hanno un corpo appiattito sul ventre, pinne pettorali ampie simili a quelle delle razze, due pinne dorsali triangolari e una coda biforcuta con il lobo superiore più sviluppato.
Le branchie si trovano sul lato ventrale, caratteristica che li distingue dagli squali sega, loro parenti più lontani.
Le dimensioni variano da circa 1,4 metri fino a oltre 7 metri, con specie come Pristis pectinata che può raggiungere i 7,6 metri e 350 kg di peso.
Sono ovovivipari : le uova si schiudono dentro la madre e i piccoli nascono già formati, con un rostro inizialmente coperto da una membrana protettiva.
Purtroppo, tutte le specie di pesce sega sono a forte rischio di estinzione a causa di pesca, perdita di habitat e inquinamento.
Sono protetti da normative specifiche in alcune aree, come negli Stati Uniti, dove si cerca di preservare le popolazioni e gli habitat naturali.
In sintesi, il pesce sega è un pesce cartilagineo bentonico, con un muso a forma di sega usato per cacciare e difendersi, strettamente imparentato con le razze, che vive in acque tropicali e subtropicali e oggi è una specie minacciata di estinzione.
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