Giardino dei Tarocchi (Tarot Garden)

E’ un’opera monumentale dell’artista franco‑statunitense Niki de Saint Phalle, realizzata tra il 1979 e il 1996 a Capalbio, in Maremma Toscana, precisando in località Garavicchio presso Pescia Fiorentina.

Il parco è stato inaugurato al pubblico nel 1998  .

Visione artistica e ispirazioni

L’idea nacque dalla suggestione maturata visitando il Parc Güell di Gaudí, ma anche il Parco dei Mostri di Bomarzo e il Palais Idéal del fattore Cheval.

Niki de Saint Phalle vi lavorò per circa 17 anni, autofinanziando il progetto anche grazie alla sua linea di profumi  .

Architettura e simbolismo

Le 22 sculture‑arcano degli Arcani Maggiori, alcune abitabili, sono costruite in cemento armato e ferro, rivestite di mosaici in specchio, vetri di Murano e ceramiche policrome.

L’ingresso al giardino è un massiccio padiglione in tufo progettato da Mario Botta (con Roberto Aureli): un doppio muro con una grande apertura circolare, segno di separazione tra realtà e sogno, tra esterno e mondo magico del Giardino.

Alcune sculture simbiche

L’Imperatrice, una sfinge abitabile dove Niki visse per anni: interno rivestito di specchi, con camere, cucina e bagno, usata anche come studio per la sua equipe.

L’Imperatore, una struttura a forma di castello con corte interna, mosaici e una torre spezzata da un “fulmine‑macchina” realizzato da Jean Tinguely, marito e collaboratore dell’artista.

Nella piazza centrale, la Papessa e il Mago formano un anfiteatro con una vasca idrica.

La Ruota della Fortuna, mobile e meccanica, fu anch’essa opera di Tinguely.

Altre figure iconiche includono la Morte (rappresentata da una Nana a cavallo), il Matto, il Diavolo e il Sole, tutte reinterpretazioni archetipo‑femminili o simboliche molto personali.

Aspetti psicologici e simbolici

Il Giardino è concepito come una passeggiata esoterica, priva di visite guidate per lasciare al visitatore la libertà interpretativa.

Niki trasformò le sue esperienze personali – tra cui traumi e crisi – in simboli di potere, rinascita e femminilità cosciente: un gesto artistico ed esistenziale.

Autorevoli riviste sottolineano come il Giardino sia considerato un luogo di guarigione estetica ed esistenziale, un “paesaggio interiore” tangibile.

Informazioni utili per la visita

Il parco si estende su circa 2 ettari, immerso nella macchia mediterranea e coltivazioni di ulivi.

Aperto al pubblico dal 1° aprile al 15 ottobre, generalmente dalle 14:30 alle 19:30; ultimo ingresso per chi non ha biglietto indicativamente alle 18:15.

È gestito dalla Fondazione Il Giardino dei Tarocchi, istituita da Niki stessa nel 1997: la fondazione garantisce la conservazione, l’apertura al pubblico e la gestione delle opere.

Un luogo unico

Il Giardino dei Tarocchi non è solo un museo all’aperto ma un’esperienza immersiva tra arte, simbolismo, natura e architettura: un percorso iniziatico intessuto di colori, forme organiche e poesia visiva, dove il visitatore è chiamato a perdersi per ritrovarsi.

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