Granchio blu/Callinectes sapidus
è una specie aliena invasiva originaria della costa occidentale dell’Atlantico americano, ormai largamente diffusa nel Mediterraneo, soprattutto in Adriatico, dove sta causando gravi danni agli ecosistemi marini e alle attività di pesca.
Specie robusta e molto adattabile, il granchio blu può vivere fino a 4 anni, raggiungere i 25 cm di larghezza nei maschi, tollerare variazioni di temperatura e salinità e deporre fino a 8 milioni di uova per femmina, favorendo una rapida espansione.
È onnivoro : si nutre soprattutto di molluschi (cozze, vongole, ostriche), piccoli pesci, crostacei, vermi e persino alghe e detriti.
Anche il cannibalismo tra individui della stessa specie è frequente negli esemplari adulti.
La presenza è segnalata in Italia dal 1949, ma popolazioni stabili sono state riconosciute solo dal 2010, con una crescita esponenziale dal 2023 che ha portato a una vera emergenza ambientale, evidenziata soprattutto nelle lagune e foci dell’Adriatico e in Toscana.
Il granchio blu danneggia reti e attrezzature da pesca, riduce drasticamente le popolazioni di bivalvi e compete con specie autoctone, mettendo a rischio la biodiversità locale.
Per gestire la diffusione, sono stati avviati piani di contenimento e commercializzazione del granchio blu, trasformando il problema in una risorsa alimentare : le sue carni sono apprezzate e molto gustose.
Caratteristiche identificative :
Carapace ovale con margine laterale a 9 denti, l’ultimo molto acuto e allungato
Artigli blu con punte rosse nei maschi, arancio-viola nelle femmine
Maschi con addome a “T” rovesciata, femmine mature con addome arrotondato
Vive da pochi metri fino a 90 m di profondità, preferisce fondali fangosi e sabbiosi, sopravvive anche a bassi livelli di ossigeno.
La situazione rimane critica soprattutto nell’Adriatico, con pesanti riflessi su pesca artigianale, allevamenti di molluschi e biodiversità marina.
Pvl
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