Parlare delle tensioni interiori di Luigi Pirandello significa esplorare il labirinto di un uomo che ha vissuto sulla propria pelle il crollo delle certezze dell’Ottocento, diventando il più lucido testimone della crisi dell’io moderno.

Le sue tensioni non erano solo speculazioni filosofiche, ma scaturivano da un vissuto profondamente tormentato.

Il Dramma Familiare : La Pazzia come Specchio

La tensione più lacerante fu quella legata alla moglie, Maria Antonietta Portulano. Dopo il tracollo finanziario della famiglia (l’allagamento della zolfara del padre), la donna sprofondò in una forma gravissima di paranoia e gelosia ossessiva.

La convivenza con il delirio : Pirandello visse anni prigioniero delle accuse infondate della moglie, che vedeva amanti ovunque.

La “Forma” e la “Vita”: Questa esperienza lo portò a concludere che la pazzia non è che un modo per rompere la “forma” (la maschera sociale) e liberare il flusso caotico della “vita”. Come scrisse lui stesso: “La pazzia di mia moglie sono io”, intendendo che era la sua stessa presenza a scatenare il corto circuito nella mente di lei.

Uno, Nessuno e Centomila : La Frammentazione dell’Identità .

Pirandello avvertiva con angoscia che l’identità non è un monolite, ma un mosaico frantumato. La tensione interiore nasceva dalla scoperta che :

Siamo “centomila” : Esistiamo in modo diverso nella testa di ogni persona che incontriamo.

Siamo “nessuno” : Se siamo così tanti, chi siamo veramente? Sotto le maschere che la società ci impone (padre, impiegato, marito), non c’è un volto definito, ma un vuoto fluido.

La Filosofia del “Lanternino”
Ne Il fu Mattia Pascal, Pirandello espone la “lanterninosofia”. Ogni uomo porta con sé un lanternino acceso (la coscienza) che illumina un piccolo cerchio intorno a sé e gli fa credere che quella sia la “verità”.

L’angoscia del buio : La tensione nasce quando ci accorgiamo che fuori da quel cerchio c’è il mistero assoluto e che i “lanternoni” (le grandi ideologie, la religione, la scienza) a volte si spengono, lasciandoci smarriti nell’oscurità più fitta.

L’Umorismo : Il “Sentimento del Contrario”
Per Pirandello, l’unico modo per sopravvivere a queste tensioni era l’umorismo. A differenza del comico (che ride di ciò che è strano), l’umorista riflette.

Se vedo una vecchia signora eccessivamente truccata, rido (avvertimento del contrario). Ma se rifletto sul fatto che lo fa per pietà verso se stessa, per non perdere l’amore di un marito più giovane, allora non rido più : provo un sentimento misto di riso e pianto (sentimento del contrario).

Conclusione : L’Oltre
Pirandello ha vissuto in un perenne stato di “esilio” dalla vita stessa. Scriveva perché non poteva vivere, o meglio, viveva solo attraverso la scomposizione dei suoi personaggi. La sua tensione interiore è il grido di chi ha capito che la realtà è una costruzione soggettiva e che siamo tutti, inevitabilmente, soli dietro la nostra maschera.

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