LUIGI PIRANDELLO

La tensione interiore di Luigi Pirandello nasce dal crollo delle certezze dell’Ottocento e dal trauma della malattia mentale della moglie Maria Antonietta Portulano. Quest’ultima esperienza trasforma il suo dramma personale nel nucleo formale della sua riflessione filosofica.

Il conflitto tra la rigidità delle forme sociali e il flusso caotico della vita dimostra come l’identità individuale non sia un blocco unitario, ma una moltiplicazione di percezioni esterne. L’essere umano si ritrova frantumato in centomila visioni differenti fino ad annullarsi nel nulla, costretto a muoversi dietro maschere fittizie.

La coscienza individuale funziona come un piccolo lanternino che illumina soltanto una porzione ridotta di realtà, lasciando l’uomo smarrito di fronte al buio dell’ignoto e al fallimento delle grandi ideologie.

L’umorismo diventa così l’unico strumento conoscitivo capace di superare la superficie del comico attraverso il sentimento del contrario, trasformando la risata in una riflessione dolorosa sulla solitudine umana.

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