Islamabad si estende su una griglia geometrica ai piedi delle colline Margalla, dove l’ordine urbanistico rompe la vivace frammentazione tipica delle altre metropoli pakistane.
La città è strutturata in settori indipendenti, ciascuno dotato di proprie aree commerciali chiamate markaz, che garantiscono una vivibilità bilanciata tra ampi viali alberati e zone residenziali immerse nel verde.
L’architettura civile si fonde con la natura circostante, trovando il suo culmine visivo nella Moschea Faisal, un’opera che sfida i canoni classici con le sue linee affilate e la totale assenza di cupole.
Salendo verso Daman-e-Koh, lo sguardo abbraccia l’intera pianta urbana fino al lago Rawal, rivelando un paesaggio dove l’edificato non prevarica mai l’elemento boschivo dell’altopiano.
Rispetto alla frenesia storica della vicina Rawalpindi, questa capitale appare come un esperimento di modernità silenziosa e riflessiva, sospesa tra il rigore delle istituzioni e la pace dei parchi pubblici.
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