Tuppo? No, ora si chiama “chignon”.
Il termine “tuppo” affonda le sue radici nella tradizione e richiama immediatamente l’immagine delle donne di un tempo che raccoglievano i capelli con compostezza ed eleganza.
Oggi quel medesimo modo di acconciare la chioma viene identificato universalmente con il termine francese chignon.
Questa parola ha sostituito nel linguaggio comune le varianti regionali e dialettali, pur mantenendo intatta la struttura della pettinatura che prevede di avvolgere i capelli su se stessi sulla nuca o alla sommità del capo.
Esistono diverse declinazioni moderne di questa acconciatura che si adattano ai contesti più disparati.
Si parla ad esempio di “top knot” quando lo chignon è posizionato molto alto sulla testa, oppure di “messy bun” per indicare una versione volutamente spettinata e informale, molto lontana dal rigore del tuppo classico.
Nonostante l’evoluzione dei nomi e delle tecniche, il principio rimane lo stesso.
Resta un simbolo di praticità che riesce a trasformarsi in un dettaglio di estrema raffinatezza a seconda della cura con cui viene realizzato.
Piero Villani
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