Il cosiddetto geroglifico di Abydos nel Tempio di Seti I

Il cosiddetto geroglifico di Abydos nel Tempio di Seti I rappresenta uno dei casi più celebri di pareidolia e archeologia misteriosa applicata all’antico Egitto.

Situato su un architrave nella Sala Ipostila, il rilievo sembra mostrare sagome moderne simili a un elicottero, un carro armato e un sottomarino.

Tuttavia, l’analisi scientifica ha dimostrato che queste forme sono il risultato di un fenomeno di palinsesto, ovvero la sovrapposizione di due iscrizioni diverse realizzate in epoche distinte.

I geroglifici originali furono scolpiti durante il regno di Seti I e successivamente stuccati e riscolpiti sotto il figlio Ramesse II per aggiornare i titoli reali.

Con il passare dei millenni, lo stucco che copriva i nomi di Seti I si è sgretolato, lasciando emergere parti di entrambi i testi.

La fusione visiva tra i glifi delle due titolature ha generato casualmente quei contorni che l’occhio umano interpreta oggi come macchinari tecnologici contemporanei.

In particolare, quella che appare come l’elica di un elicottero non è altro che la sovrapposizione tra un braccio del nome di Seti I e un segno raffigurante il pugno chiuso aggiunto da Ramesse II.

Il reperto rimane una testimonianza affascinante di come l’erosione naturale possa riscrivere il significato visivo di un’opera, creando ponti immaginari tra civiltà lontane.

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