Michail Larionov

Michail Larionov è stato una figura centrale e vulcanica dell’avanguardia russa, agendo non solo come artista ma come vero e proprio catalizzatore di movimenti che hanno ridefinito il linguaggio visivo del Novecento.

Nato a Tiraspol nel 1881, la sua parabola creativa si è mossa tra l’appropriazione delle radici popolari e la spinta verso l’astrazione assoluta.

Insieme alla sua compagna di vita Natal’ja Gončarova, Larionov ha attraversato fasi cruciali, partendo dal Neoprimitivismo.

In questo periodo, l’artista ha guardato con estremo interesse alle insegne dei negozi, alle stampe popolari (lubok) e ai giocattoli russi, cercando una via nazionale alla modernità che si distaccasse dai modelli accademici occidentali.

Opere come Il riposo del soldato (1911) mostrano questa sintesi tra una stesura pittorica grezza, quasi infantile, e una consapevolezza formale modernissima.

La sua eredità teorica più significativa è però il Raggismo (lučizm), teorizzato nel 1912 e presentato attraverso il Manifesto del 1913.

Si tratta di uno dei primi movimenti non figurativi della storia dell’arte, basato sull’idea che l’occhio non percepisce gli oggetti in quanto tali, ma i raggi di luce che da essi emanano e si incrociano nello spazio.

In quadri come Raggismo rosso o Raggismo blu, la realtà si dissolve in fasci di energia cromatica, anticipando soluzioni che saranno poi esplorate dal Futurismo e dal Costruttivismo.

L’ultima parte della sua carriera è segnata dal trasferimento a Parigi nel 1915 e dalla lunga collaborazione con i Balletti Russi di Sergej Djagilev.

Qui Larionov ha riversato la sua inventiva nella scenografia e nei costumi, portando l’estetica dell’avanguardia sui palcoscenici più prestigiosi d’Europa e trasformando il teatro in un laboratorio di sperimentazione visiva totale.

Morto a Fontenay-aux-Roses nel 1964, Larionov rimane il simbolo di un’arte che ha saputo essere allo stesso tempo profondamente russa e radicalmente universale.

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